La Juventus di Luciano Spalletti espugna Bergamo, battendo l'Atalanta in una partita cruciale per la corsa alla Champions League. Una vittoria sofferta, come ammesso dallo stesso allenatore, ma di fondamentale importanza per il futuro bianconero. "Nella prima mezz'ora abbiamo sofferto perché loro sono bravi", ha dichiarato Spalletti a Sky, "noi eravamo sempre in ritardo e abbiamo creato poco. Nel secondo tempo è stata un'altra partita, abbiamo giocato alla pari. Altre volte abbiamo giocato meglio, ma non abbiamo portato a casa la partita. Queste sono gare che valgono molto".
Nonostante le difficoltà fisiche di alcuni giocatori chiave come Yildiz, Conceicao e Thuram, la Juventus ha saputo reagire e portare a casa i tre punti. Proprio su Conceicao, Spalletti ha speso parole di elogio: "Si è dato da fare e ha fatto delle grandi giocate. E' stato costretto a giocare dentro al campo, mentre quando giocava in fascia non ha mai potuto fare degli uno contro uno, che è la sua qualità".
La vittoria assume un significato ancora maggiore se si considera la recente sconfitta in Coppa Italia contro la stessa Atalanta. Spalletti ha analizzato le difficoltà incontrate nel contenere il gioco avversario: "Stasera non riuscendo a gestire palla, loro poi ti portano un po' in giro a destra e a sinistra perché fanno questo perimetrale con tanti giocatori. Riescono benissimo a cominciare a destra e finire a sinistra. Ti costringono ad abbassarti e noi siamo stati poco bravi nel riuscire a trovare le distanze e a trovare le misure".
Con la vittoria di Bergamo, la Juventus consolida il quarto posto in classifica, un piazzamento fondamentale per la qualificazione alla prossima Champions League. Spalletti ha sottolineato l'importanza di questo obiettivo, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto per il prestigio e la tradizione del club: "È un'altra questione la nostra: è un livello di gloria e di stare in una competizione dove ti guardano i bambini dall'altra parte del mondo. Secondo me la Champions senza squadre come la Juve stride un po': ti chiamano e ti dicono che ci devi stare. Non sono tanto discorsi di soldi per comprare giocatori".
Il tecnico ha poi parlato del suo futuro sulla panchina bianconera, ringraziando la proprietà e in particolare John Elkann per il sostegno: "Ringraziamo la proprietà ed Elkann di essere qui, mi avrebbe fatto piacere vederlo anche negli spogliatoi. Si è impegnato in questi anni per costruire una squadra forte e noi dobbiamo soddisfare la sua ambizione". Spalletti ha elogiato l'organizzazione della società e la volontà di costruire un futuro solido e duraturo. "Si continua a lavorare, il gruppo è forte e unito", ha concluso l'allenatore, sottolineando l'importanza del sacrificio e della fase difensiva, anche a discapito delle caratteristiche di alcuni giocatori come Boga.
Interrogato sulla possibilità di puntare al terzo posto, Spalletti ha espresso prudenza: “È giusto iniziare a pensarci, ma ci attendono partite molto difficili, con un calendario impegnativo. Ad esempio il Bologna ha ritrovato entusiasmo. Dobbiamo concentrarci solo su noi stessi e sul nostro gioco”. La Juventus, sotto la guida di Spalletti, continua a lavorare per raggiungere i propri obiettivi, consapevole delle difficoltà del campionato e della necessità di rimanere concentrati e determinati.

