Milan, l'azzardo Amorim: perché i tifosi bocciano il portoghese

Sondaggi impietosi per il nuovo tecnico rossonero: il 70% dice no mentre riaffiorano i fantasmi del fallimento al Manchester United.

Milan, l'azzardo Amorim: perché i tifosi bocciano il portoghese

Il clima che si respira a Milano in questo bollente 16 giugno 2026 è tutt'altro che sereno. La mancata qualificazione in Champions League, sancita da un deludente quinto posto nell'ultima stagione di Serie A, ha lasciato una ferita profonda nel cuore della tifoseria del Milan. La piazza è in rivolta, i cori contro la proprietà e la dirigenza non si placano e la scelta del nuovo condottiero sembra aver alimentato ulteriormente il fuoco delle polemiche anziché spegnerlo. Gerry Cardinale, dopo una ricerca estenuante e diversi rifiuti, ha ufficialmente puntato su Ruben Amorim. Il tecnico portoghese, quarantunenne dalla carriera già ricca di alti e bassi, è atteso in Italia tra stasera e domani per siglare l'accordo che dovrebbe dare inizio a un nuovo ciclo dopo l'addio di Massimiliano Allegri. Tuttavia, l'entusiasmo è ai minimi storici: un sondaggio flash condotto tra i sostenitori rossoneri ha rivelato che oltre il 70% dei votanti boccia senza appello l'arrivo dell'ex allenatore dello Sporting Lisbona.

Le ragioni di questo scetticismo sono molteplici e affondano le radici in una gestione societaria che molti giudicano confusa e priva di una reale visione sportiva a lungo termine. I tifosi non vedono più la luce in fondo al tunnel e nemmeno il rimpasto dei vertici dirigenziali ha contribuito ad alleviare il dolore per un'annata chiusa fuori dalle posizioni che contano. La contestazione, che da settimane colpisce direttamente Gerry Cardinale e l'icona Zlatan Ibrahimovic, si è ora spostata sul profilo del nuovo allenatore. Se da una parte il giudizio è pesantemente condizionato dalla scarsa fiducia nell'attuale proprietà, dall'altra è legittimo nutrire seri dubbi sulla scelta di Ruben Amorim, che non appariva certo come la prima opzione sulla lista dei desideri rossonera. Prima di arrivare a lui, infatti, il club aveva sondato numerosi profili di respiro internazionale, come Iraola, Jaissle e soprattutto Glasner, quest'ultimo fresco di separazione dal Crystal Palace.

Ciò che preoccupa maggiormente i supporter del Milan è lo spettro del recente passato di Ruben Amorim. Molti temono che il tecnico possa replicare a Milano lo scenario disastroso vissuto al Manchester United, dove la sua esperienza non ha lasciato ricordi positivi. Sebbene con i Red Devils il portoghese sia riuscito a raggiungere una finale di Europa League, poi persa contro il Tottenham, il suo rendimento in Premier League è stato considerato fallimentare, specialmente se rapportato agli investimenti faraonici effettuati dal club inglese durante la sua gestione. In quell'estate, lo United mise a segno colpi del calibro di Benjamin Sesko, Matheus Cunha e Bryan Mbeumo, tre profili di altissimo livello costati singolarmente oltre 70 milioni di euro. Nonostante una rosa potenzialmente devastante, Ruben Amorim non riuscì a dare un'identità vincente alla squadra, finendo inghiottito dalle pressioni di un ambiente esigente e in crisi di risultati proprio come quello rossonero attuale.

Il paragone tra il Manchester United e il Milan di oggi è inquietante per i tifosi: due nobili decadute del calcio europeo, accomunate da instabilità societaria e dalla necessità di una ricostruzione totale. La speranza dei milanisti è di poter rivedere quell'Amorim che tanto bene aveva fatto allo Sporting Lisbona, capace di lanciare giovani talenti e di proporre un calcio moderno ed efficace. Tuttavia, gli ostacoli sono numerosi e la situazione societaria in casa Milan non appare ancora sufficientemente chiara per garantire al tecnico la serenità necessaria. La piazza chiede certezze, acquisti mirati e soprattutto un progetto tecnico che non sembri un ripiego dell'ultimo minuto. In un contesto così frammentato, il compito di Ruben Amorim appare quasi proibitivo: dovrà non solo ricostruire una squadra demoralizzata, ma anche riconquistare la fiducia di un popolo che lo ha già condannato prima ancora del suo sbarco a Milano. La sfida è lanciata, ma il rischio di un nuovo flop in stile Manchester United aleggia minaccioso sulle guglie del Duomo.

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Pubblicato Martedì, 16 Giugno 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 16 Giugno 2026

Marco P.

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