Scandalo Granit Xhaka: Confessione shock sul certificato Covid Falso e addio nazionale

Il centrocampista elvetico ammette l'errore dettato dalla paura e salta la Nations League: il racconto di una crisi di coscienza

Scandalo Granit Xhaka: Confessione shock sul certificato Covid Falso e addio nazionale

Il mondo del calcio internazionale è stato scosso da una rivelazione inaspettata che vede protagonista uno dei suoi leader più carismatici. In data 21 settembre 2026, il centrocampista e pilastro della squadra rossocrociata, Granit Xhaka, ha rilasciato una dichiarazione pubblica che ha immediatamente sollevato un polverone mediatico e sportivo. Il calciatore ha ammesso apertamente di essersi procurato e aver utilizzato un certificato falso relativo alla vaccinazione contro il COVID-19, una scelta che oggi definisce come un grave errore di valutazione dettato da un momento di profonda fragilità psicologica e diffidenza.

La notizia è emersa poco prima dell’inizio del raduno della Nazionale maschile, un momento cruciale per la preparazione dei prossimi impegni internazionali. Attraverso i propri canali social, Granit Xhaka ha espresso tutto il suo rammarico, spiegando che all'epoca dei fatti era dominato da una forte incertezza e da timori legati agli effetti del vaccino. Questa spirale di sospetto lo aveva portato a evitare i canali ufficiali di informazione e chiarimento, preferendo una scorciatoia che oggi riconosce come eticamente e legalmente ingiusta. La sua confessione non è solo un atto di onestà tardiva, ma rappresenta un monito sulla pressione che gli atleti d’élite hanno vissuto durante la gestione della salute pubblica globale.

In seguito a questa presa di posizione, la ASF (Associazione Svizzera di Football) è intervenuta prontamente. Dopo un colloquio diretto tra il giocatore e i vertici della federazione, è stato deciso che Granit Xhaka non prenderà parte al raduno attuale. La scelta di escluderlo dai convocati è stata presentata come una decisione consensuale, volta a proteggere la serenità dello spogliatoio in un periodo denso di appuntamenti agonistici. Il presidente della ASF, Peter Knäbel, ha sottolineato come la federazione abbia apprezzato il coraggio del calciatore nell'assumersi le proprie responsabilità pubblicamente, pur ribadendo che l'integrità delle regole deve rimanere una priorità assoluta per il movimento calcistico della Svizzera.

Mentre il capitano affronta le conseguenze personali della sua ammissione, la squadra si è ritrovata a Belek, in Turchia, per iniziare la preparazione atletica e tattica. L'obiettivo immediato è la UEFA Nations League, una competizione che richiede la massima concentrazione. Gli elvetici sono attesi da due trasferte particolarmente insidiose contro la Macedonia del Nord e la Scozia, sfide che dovranno essere affrontate senza il consueto contributo tecnico e la leadership di Xhaka in mezzo al campo. Successivamente, il calendario prevede il rientro in patria per le partite di Lucerna, dove la Svizzera affronterà la Slovenia e nuovamente la Macedonia del Nord rispettivamente il 3 e il 6 ottobre.

L'assenza di Granit Xhaka apre ora un dibattito tecnico su chi potrà sostituirlo nel sistema di gioco della nazionale. Ma oltre l'aspetto sportivo, resta il peso di una vicenda che tocca temi di etica e responsabilità civile. La federazione ha fatto sapere che la situazione del calciatore verrà rivalutata al termine di questa finestra internazionale. Non si escludono sanzioni disciplinari ulteriori o percorsi di reintegro che passino attraverso una chiara attività di sensibilizzazione. Peter Knäbel ha ribadito che la priorità è riportare la calma, permettendo al gruppo di concentrarsi esclusivamente sul rettangolo verde, mentre il caso Xhaka continuerà a essere gestito con il rigore necessario per salvaguardare l'immagine della Nazionale e del calcio internazionale.

Questa vicenda mette in luce come, anche a distanza di tempo, le scelte compiute durante i periodi di emergenza sanitaria continuino a influenzare le carriere degli sportivi professionisti. La trasparenza mostrata da Granit Xhaka potrebbe rappresentare un primo passo verso la redenzione sportiva, ma il percorso per riconquistare la fiducia dei tifosi e delle istituzioni si preannuncia lungo e complesso. Resta da vedere come la squadra reagirà sul campo a questa distrazione esterna e se la leadership del gruppo saprà compattarsi nonostante la mancanza del suo uomo simbolo in questa delicata fase della UEFA Nations League.

Pubblicato Martedì, 22 Settembre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 22 Settembre 2026

Marco P.

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