Udinese corsara a Cagliari: Buksa e Gueye firmano lo 0-2 tra tensioni e razzismo

I ragazzi di Runjaic espugnano la Sardegna e toccano quota 50 punti dopo 13 anni: amaro stop per i rossoblù, tra nervi tesi e deprecabili cori nel finale

Udinese corsara a Cagliari: Buksa e Gueye firmano lo 0-2 tra tensioni e razzismo

In un pomeriggio di primavera che avrebbe dovuto celebrare il calcio e, forse, la salvezza aritmetica dei padroni di casa, la Serie A ha invece consegnato alle cronache un verdetto amaro per la Sardegna. La sfida della trentaseiesima giornata, andata in scena il 09 Maggio 2026 presso lo stadio Unipol Domus, ha visto l'Udinese di Kosta Runjaic imporsi per 2-0 contro un Cagliari combattivo ma sfortunato, capace di dominare per lunghi tratti senza però riuscire a trovare la via del gol. La partita, oltre che per il risultato sportivo, sarà purtroppo ricordata per un finale ad altissima tensione, segnato da episodi di razzismo che hanno macchiato il clima agonistico e rovinato la festa friulana.

Il match inizia con un Cagliari arrembante, sospinto dal calore del proprio pubblico e dalla necessità di chiudere definitivamente il discorso salvezza. La squadra guidata da Fabio Pisacane si affida alla verve offensiva di Sebastiano Esposito, apparso ispirato sin dai primi minuti. L'ex attaccante dell'Empoli è il fulcro di ogni manovra rossoblù: intorno alla mezzora, una sua splendida imbucata mette Gianluca Gaetano a tu per tu con il portiere avversario, ma Maduka Okoye compie un autentico miracolo, deviando in tuffo e strozzando in gola l'urlo dei tifosi sardi. Pochi istanti dopo, la partita sembra subire la svolta decisiva: l'arbitro Dionisi assegna un calcio di rigore per un tocco di mano di Jesper Karlstrom in area. Tuttavia, dopo un'attenta revisione al VAR, la decisione viene revocata, scatenando le prime proteste dei padroni di casa che percepiscono il vento cambiare.

Dopo l'intervallo, il copione sembra non mutare, con l'Udinese che fatica a contenere le folate dei centrocampisti sardi. Ma nel calcio, come spesso accade, il cinismo premia chi sa attendere il momento giusto. Al minuto 56, un'azione fulminea dei bianconeri spezza l'equilibrio: il difensore Oumar Solet avanza palla al piede e serve un filtrante millimetrico che taglia in due la difesa sarda; Marco Palestra perde la marcatura su Hassane Kamara, il quale ha tutto il tempo di crossare al centro per la zampata vincente di Adam Buksa. Il vantaggio friulano gela lo stadio, ma non ferma il cuore dei rossoblù che continuano a spingere con determinazione, esponendosi inevitabilmente ai contropiedi micidiali della formazione ospite.

L'assalto finale del Cagliari è disperato e vede l'ingresso di tutte le forze offensive disponibili, ma la difesa dell'Udinese, guidata da un impeccabile Okoye, regge l'urto. Nel lunghissimo recupero concesso da Dionisi, arriva il colpo di grazia: al 96’, con i sardi completamente sbilanciati in avanti, l'attaccante Keinan Davis si invola sulla fascia e serve un assist d'oro per Pape Gueye, che da pochi passi non sbaglia il raddoppio. È il gol che chiude i conti e regala i tre punti ai friulani, ma è qui che la cronaca sportiva lascia il posto a quella giudiziaria e disciplinare. Proprio durante l'esultanza e nei minuti conclusivi, una parte del pubblico rivolge pesanti cori razzisti all'indirizzo di Keinan Davis. Il giocatore reagisce con rabbia e frustrazione, venendo inizialmente ammonito dall'arbitro per le sue proteste veementi.

Fortunatamente, Dionisi comprende rapidamente la gravità della situazione e la natura degli insulti ricevuti dall'attaccante inglese, decidendo di revocare il cartellino giallo e mostrando solidarietà all'atleta. Il clima, tuttavia, degenera rapidamente in una rissa in campo che coinvolge numerosi giocatori: Davis, visibilmente furente e scosso, viene a contatto con Alberto Dossena e altri esponenti del club sardo, innescando un parapiglia che prosegue ben oltre il fischio finale. L'attaccante dell'Udinese, inconsolabile, viene infine scortato negli spogliatoi dai compagni di squadra mentre il pubblico fischia, in un'atmosfera pesante che richiederà sicuramente l'intervento del giudice sportivo nei prossimi giorni.

Dal punto di vista della classifica, questo successo proietta l'Udinese a quota 50 punti, un traguardo storico per la gestione di Kosta Runjaic. Era infatti dalla stagione 2012-2013 che i bianconeri non toccavano questa cifra, ricordando i fasti della squadra che allora concluse il campionato con ben 66 punti. Per il Cagliari, invece, la sconfitta è un boccone amaro: fermi a 37 punti, i sardi devono ora guardare con ansia al risultato della Cremonese per ottenere la matematica certezza della permanenza nel massimo campionato. In una Serie A sempre più competitiva, la lotta per la salvezza e quella per il prestigio si intrecciano, ma resta l'amaro in bocca per una giornata di sport che si conclude tra polemiche e tensioni che nulla hanno a che vedere con i valori del calcio moderno e dell'integrazione.

Pubblicato Domenica, 10 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 10 Maggio 2026

Marco P.

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