L'atmosfera del Foro Italico a Roma ha sempre rappresentato un rifugio sicuro per Novak Djokovic, un luogo dove la sua leggenda si è alimentata di successi epici e di un legame viscerale con il pubblico italiano. Tuttavia, la data dell'8 maggio 2026 resterà impressa negli annali del tennis come il giorno dell'impossibile. In quello che doveva essere un esordio di routine per il sei volte vincitore del torneo, si è consumata una delle sorprese più clamorose della storia degli Internazionali d'Italia. Il campione serbo, attualmente stabilizzato al numero 4 del ranking ATP, è stato sconfitto al secondo turno dal ventenne croato Dino Prizmic, capace di ribaltare un match che sembrava già segnato dopo il primo set. Il punteggio finale di 2-6, 6-2, 6-4, maturato in poco più di due ore e quindici minuti di gioco, sancisce un record negativo senza precedenti per Djokovic: in diciotto partecipazioni complessive sulla terra rossa capitolina, non era mai accaduto che venisse eliminato alla sua prima apparizione ufficiale nel torneo.
Il match era iniziato secondo i binari della normalità più assoluta. Nel primo set, Djokovic ha dato prova di una superiorità imbarazzante, muovendo il giovane Prizmic da una parte all'altra del campo con una profondità di colpi che non lasciava spazio a repliche. Con un doppio break di vantaggio ottenuto quasi senza sforzo, il serbo ha chiuso la prima frazione sul 6-2, lasciando intendere che la differenza di esperienza e di peso tecnico fosse ancora troppo ampia per il giovane talento di Spalato. Ma il tennis, specialmente sulla terra battuta di Roma, è una disciplina di resistenza, nervi e variabili impreviste. All'inizio del secondo set, qualcosa nel linguaggio del corpo di Nole è cambiato drasticamente. Il campione ha iniziato a mostrare evidenti segni di affaticamento e malessere, toccandosi ripetutamente l'addome. Un improvviso problema di stomaco ha drenato le energie del serbo, togliendogli quella reattività necessaria per contrastare l'esuberanza fisica di un avversario che ha iniziato a credere nell'impresa della vita.
Dino Prizmic, da sempre dichiaratosi un ammiratore sfegatato del tennis di Djokovic, ha avuto il merito di non farsi sopraffare dall'emozione quando ha visto il suo idolo in difficoltà. Invece di tremare di fronte alla possibilità di battere il più grande di sempre, il giovane croato ha alzato il livello del suo gioco, spingendo con violenza sia con il dritto che con il rovescio bimane. Il secondo set è stato un monologo di Prizmic, che ha restituito il 6-2 all'avversario con una personalità disarmante, approfittando di un Djokovic visibilmente svuotato e incapace di produrre le sue solite difese acrobatiche. Il pubblico del Campo Centrale, inizialmente incredulo, ha iniziato a sostenere entrambi i giocatori, percependo di essere testimone di un momento di passaggio generazionale storico.
Il terzo set è stato una vera e propria prova di forza mentale. Nonostante il malessere fisico, Djokovic ha provato a gettare il cuore oltre l'ostacolo, cercando di abbreviare gli scambi e di affidarsi al servizio per restare in scia. Tuttavia, Prizmic è stato impeccabile nei propri turni di battuta, non concedendo alcuna palla break per l'intera durata del parziale decisivo. Il momento di svolta è arrivato nel quinto game, quando il croato ha giocato tre punti difensivi straordinari, costringendo il serbo all'errore e strappandogli il servizio. Da quel momento, il braccio del ventenne non ha tremato. Gestendo con una calma serafica i momenti di massima pressione, Prizmic ha mantenuto il vantaggio fino al definitivo 6-4, chiudendo una contesa che sposta gli equilibri del torneo. La capacità del croato di variare il ritmo, alternando palle corte millimetriche a profondi fendenti, ha evidenziato la maturità di un giocatore pronto per i grandi palcoscenici.
L'eliminazione di Novak Djokovic ha ripercussioni immediate sul tabellone degli Internazionali d'Italia. Il serbo si trovava nello stesso quarto di finale dell'italiano Lorenzo Musetti, e la sua uscita di scena apre scenari molto interessanti per il tennista carrarese, che ora vede la strada verso le fasi finali decisamente più aperta. Il giovane croato, dal canto suo, affronterà al turno successivo il vincente tra il francese Ugo Humbert e il ceco Kopriva, con la consapevolezza di chi sa di aver appena compiuto il salto di qualità definitivo. Per il mondo del tennis, questo risultato solleva interrogativi sullo stato di forma di Djokovic in vista del prossimo Roland Garros. Il logorio fisico e la difficoltà a gestire match di alta intensità sembrano essere i segnali di una fase di declino fisiologico per il campione che ha trionfato a Roma l'ultima volta nel 2022. Al termine dell'incontro, il Foro Italico si è stretto in un abbraccio ideale verso il campione sconfitto, che ha lasciato il campo tra gli applausi scroscianti, rispondendo con la mano sul cuore. La sportività ha regnato sovrana anche nelle parole di Prizmic, che ha reso onore al suo mito scrivendo sulla telecamera: "Nole, è stato un piacere". Un gesto che chiude degnamente una delle giornate più sorprendenti della storia recente del tennis.

