Addio definitivo a Intel: Apple libera gli sviluppatori dai vecchi processori

Svolta epocale per il Mac App Store: le nuove applicazioni saranno ottimizzate esclusivamente per Apple Silicon, garantendo maggiore velocità e leggerezza

Addio definitivo a Intel: Apple libera gli sviluppatori dai vecchi processori

Il panorama dell'informatica personale sta vivendo una delle sue trasformazioni più profonde e radicali. Con una mossa che segna il punto di non ritorno per un'intera generazione di computer, Apple ha iniziato a informare ufficialmente la sua vasta comunità di sviluppatori riguardo a un cambiamento strutturale nel Mac App Store. La notizia, che circolava tra gli addetti ai lavori ma che ora assume i contorni dell'ufficialità, riguarda la fine dell'obbligo di compatibilità con l'architettura Intel per le applicazioni universali che richiedono macOS 13 o versioni successive. Si tratta di un passo fondamentale verso la completa indipendenza tecnologica della casa di Apple , che nel 2026 vede ormai consolidata la supremazia dei suoi chip proprietari.

Secondo quanto comunicato tramite una nota tecnica inviata agli sviluppatori, le app per macOS potranno d'ora in poi essere distribuite senza includere il codice binario necessario per funzionare sui processori x86. Questa decisione permette di snellire notevolmente i carichi di lavoro per chi scrive software. Fino ad oggi, la creazione di un'applicazione universale richiedeva la compilazione e il test su due architetture profondamente diverse: quella tradizionale di Intel e quella moderna di Apple Silicon basata su arm64. Eliminando il requisito legacy, Apple punta a ottimizzare drasticamente la dimensione dei file scaricabili dagli utenti finali, riducendo lo spazio occupato sui dischi SSD dei dispositivi e velocizzando i tempi di installazione e aggiornamento.

La transizione, iniziata ufficialmente nel giugno del 2020, entra dunque nella sua fase terminale. La multinazionale ha esortato i creatori di software a impostare i parametri di build esclusivamente su arm64, procedendo poi alla ricompilazione e all'invio delle nuove versioni sullo store digitale. Questa strategia non è solo una questione di efficienza tecnica, ma prepara il terreno per l'imminente rilascio di macOS 27 Golden Gate. Il nuovo sistema operativo di punta è destinato a passare alla storia come la prima versione del software di sistema Apple a non supportare in alcun modo i computer dotati di processori Intel. Si chiude così un'era durata vent'anni, durante la quale il sodalizio tra il colosso dei semiconduttori e l'azienda fondata da Steve Jobs ha ridefinito gli standard della produttività professionale.

Un altro tassello fondamentale di questo mosaico è il destino di Rosetta 2. Lo strato di traduzione software che ha permesso ai nuovi Mac con chip serie M di eseguire applicazioni scritte per i vecchi processori sta per essere definitivamente ritirato. Apple ha confermato che, dopo l'uscita di macOS 27, il supporto a Rosetta 2 cesserà quasi completamente, con rarissime eccezioni concesse esclusivamente ad alcuni motori grafici per il settore del gaming che necessitano di tempi di migrazione più lunghi. Questo significa che le vecchie applicazioni non aggiornate smetteranno semplicemente di funzionare sui nuovi sistemi operativi, spingendo gli utenti verso un aggiornamento hardware o verso soluzioni software più moderne e ottimizzate.

Per gli utenti che ancora utilizzano macchine basate su Intel, come gli ultimi modelli di Mac Pro o iMac rilasciati prima del passaggio ai chip M1, la notizia ha un impatto significativo. Sebbene i loro computer continueranno a funzionare regolarmente con le versioni software attuali, l'accesso alle nuove funzionalità e alle versioni più recenti dei software professionali sarà progressivamente precluso. È il fenomeno dell'obsolescenza programmata che incontra il progresso tecnologico inevitabile: l'architettura ARM ha dimostrato una superiorità tale in termini di rapporto tra prestazioni e consumi energetici da rendere il mantenimento del supporto x86 un freno allo sviluppo del software moderno. Gli sviluppatori, d'altro canto, potranno ora concentrarsi esclusivamente sull'ottimizzazione per i motori neurali (Neural Engine) e le GPU integrate di Apple, portando l'intelligenza artificiale e il rendering 3D a livelli mai visti prima su una macchina portatile.

In conclusione, la scelta di Apple riflette una visione a lungo termine dove l'ecosistema hardware e software è un unicum indivisibile. Il passaggio definitivo alla sola architettura arm64 nel Mac App Store permetterà di unificare ulteriormente lo sviluppo tra iOS, iPadOS e macOS, creando una piattaforma software coerente e incredibilmente potente. Mentre il mondo guarda con curiosità alle novità che macOS 27 Golden Gate porterà con sé, è chiaro che il futuro del computing secondo Apple non prevede più spazio per i vecchi processori. La sfida per gli sviluppatori è ora quella di abbracciare totalmente questo cambiamento, sfruttando la libertà dal codice legacy per spingere l'innovazione oltre i confini attuali, garantendo agli utenti finali macchine sempre più silenziose, veloci e integrate.

Pubblicato Mercoledì, 02 Settembre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 02 Settembre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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