Bit2Watt: l'attacco hacker che sfrutta l'AI per distruggere le reti elettriche

Ricercatori cinesi svelano una vulnerabilità sistemica che trasforma i data center in armi fisiche capaci di causare blackout e furti di dati

Bit2Watt: l'attacco hacker che sfrutta l'AI per distruggere le reti elettriche

Nel panorama tecnologico del 2026, i centri di elaborazione dati dedicati ai sistemi di intelligenza artificiale rappresentano le infrastrutture più critiche e al contempo più energivore del pianeta. Tuttavia, una nuova e inquietante minaccia sta emergendo dalle ricerche condotte in Cina, dove un team di scienziati ha identificato un vettore di attacco denominato Bit2Watt. Questa tecnica non si limita a colpire il software o a sottrarre database, ma trasforma l'immenso consumo energetico delle GPU in un'arma fisica in grado di destabilizzare, e potenzialmente distruggere, le reti elettriche nazionali a cui i data center sono collegati. La vulnerabilità risiede nella natura stessa dei carichi di lavoro computazionali richiesti per l'addestramento dei modelli linguistici di grandi dimensioni e per le operazioni di inferenza su scala globale.

Il meccanismo alla base di Bit2Watt è tanto ingegnoso quanto devastante: un utente malintenzionato, mascherato da legittimo cliente di servizi cloud, può eseguire script progettati per creare fluttuazioni artificiali e ritmiche nell'assorbimento di potenza delle unità di elaborazione grafica. Queste oscillazioni, se calibrate correttamente, possono raggiungere una frequenza di 6000 Hz, entrando in risonanza con le frequenze critiche della rete elettrica. Già in passato, colossi del settore come Microsoft, Nvidia, OpenAI e Meta avevano espresso preoccupazione per i picchi di carico improvvisi. Gli esperti di Microsoft e Nvidia avevano avvertito che lo spettro di frequenza delle oscillazioni del consumo energetico, causato da decine di migliaia di processori che aumentano o diminuiscono simultaneamente la propria attività, può armonizzarsi con le frequenze della rete elettrica, provocando danni fisici irreversibili alle infrastrutture di trasmissione, come trasformatori e cablaggi ad alta tensione.

Le simulazioni condotte dai ricercatori mostrano scenari apocalittici: l'attacco Bit2Watt è in grado di elevare il coefficiente di distorsione armonica totale fino al 46,8%. In termini pratici, ciò significa che quasi la metà dell'energia elettrica fornita viene sprecata in lavoro improduttivo, generando un calore eccessivo che può portare alla fusione dei componenti. Ancora più grave è l'effetto sul coefficiente di smorzamento, che in presenza dell'attacco assume valori negativi, come -0,27. In questa condizione, i sistemi di protezione automatica della rete elettrica, invece di mitigare il problema, finiscono per aggravarlo, innescando una reazione a catena che porta al distacco immediato dell'80% del carico della rete, con conseguenti blackout generalizzati che potrebbero colpire intere aree metropolitane in Europa o negli Stati Uniti.

Oltre alla distruzione fisica, la ricerca introduce il concetto di Watt2Bit, un attacco di canale laterale che sfrutta le medesime fluttuazioni energetiche per scopi di spionaggio. Manipolando il carico termico ed elettrico, gli aggressori possono modulare la potenza assorbita per trasmettere dati riservati all'esterno, aggirando i protocolli di sicurezza informatica tradizionali. I ricercatori sono già riusciti a dimostrare questa teoria trasmettendo con successo una sequenza di test di 50 bit solo attraverso la modulazione del consumo energetico. Questo significa che, mentre il personale di sicurezza monitora il traffico di rete, i segreti industriali potrebbero letteralmente "uscire" dai cavi dell'alta tensione sotto forma di impulsi elettromagnetici e termici.

La natura silente di Bit2Watt rende la difesa estremamente complessa. I sistemi di monitoraggio dei provider cloud spesso scambiano questi schemi di calcolo dannosi per normali operazioni di addestramento AI ad alta intensità. Per contrastare questa minaccia, gli scienziati suggeriscono che la sicurezza nel 2026 non può più essere limitata al solo perimetro digitale. È necessaria una coordinazione senza precedenti tra esperti di cybersicurezza e ingegneri elettrici per implementare sistemi di rilevamento a livello fisico, capaci di identificare i pattern computazionali pericolosi prima che possano entrare in risonanza con la rete. Senza interventi strutturali e nuovi standard di isolamento energetico, la stessa infrastruttura che alimenta il progresso tecnologico dell'umanità potrebbe diventare il suo punto di rottura più vulnerabile, esponendo le nazioni a sabotaggi su scala industriale senza precedenti nella storia moderna.

Pubblicato Martedì, 21 Luglio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 21 Luglio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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