I segreti dell'asteroide Donaldjohanson: la sonda Lucy svela un fossile cosmico a forma di nocciolina

Nuove analisi della NASA rivelano una rotazione caotica e tracce d'acqua primordiale su un frammento spaziale risalente a 155 milioni di anni fa

I segreti dell'asteroide Donaldjohanson: la sonda Lucy svela un fossile cosmico a forma di nocciolina

La missione della NASA prosegue il suo viaggio epocale verso i confini del sistema solare interno, regalando alla comunità scientifica internazionale dati senza precedenti. Gli scienziati hanno recentemente pubblicato il primo studio dettagliato dedicato all'asteroide Donaldjohanson, un corpo celeste di fondamentale importanza incontrato dalla sonda Lucy nell'aprile 2025. Sebbene questo oggetto non fosse inizialmente considerato tra gli obiettivi primari della missione, il flyby ravvicinato ha trasformato questo incontro in una scoperta scientifica di primo piano. La sonda, muovendosi alla straordinaria velocità di circa 48.000 km/h, è passata a soli 1.000 chilometri dalla superficie dell'asteroide, permettendo agli strumenti di bordo di catturare immagini e spettrometrie di una nitidezza mai raggiunta prima per questa tipologia di corpi celesti. Questo passaggio ha rappresentato non solo una prova tecnica cruciale in vista dell'incontro con i misteriosi asteroidi troiani di Giove, ma ha anche permesso di identificare caratteristiche fisiche e dinamiche che mettono in discussione alcune delle nostre conoscenze sulla formazione dei piccoli corpi del sistema solare.

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalle analisi delle immagini catturate dalla camera L’LORRI è la morfologia dell'asteroide. Donaldjohanson non è un blocco di roccia monolitico o sferico, ma presenta una forma peculiare che ricorda quella di una nocciolina o di un manubrio da palestra. Questa struttura indica chiaramente che si tratta di un binario a contatto, ovvero il risultato della fusione di due distinti frammenti che, dopo una collisione primordiale, si sono riavvicinati a bassa velocità rimanendo uniti per effetto della reciproca attrazione gravitazionale. Le indagini geologiche hanno inserito Donaldjohanson all'interno della famiglia Erigone, un gruppo di asteroidi nati dalla distruzione catastrofica di un corpo genitore molto più grande, avvenuta circa 155 milioni di anni fa. Sulla superficie sono stati osservati crateri profondi, creste montuose e aree insolitamente lisce, segni di processi sismici interni e di continui impatti meteoritici che hanno rimodellato l'aspetto dell'asteroide nel corso dei millenni. Questi dettagli suggeriscono che la struttura interna dell'oggetto possa essere più complessa di quanto ipotizzato, con una porosità che gioca un ruolo determinante nella sua evoluzione fisica.

La dinamica di rotazione di Donaldjohanson ha rappresentato un ulteriore rompicapo per i ricercatori della NASA. Mentre le osservazioni effettuate da terra suggerivano una variazione di luminosità periodica ogni dieci giorni, i dati trasmessi da Lucy hanno rivelato una realtà molto più caotica. L'asteroide si trova infatti in uno stato di rotazione non principale, un fenomeno comunemente descritto come tumbling o rotazione a capitombolo. In pratica, Donaldjohanson non ruota attorno a un unico asse stabile, ma oscilla violentemente mentre si muove nello spazio. Il ciclo completo di questa rotazione complessa avviene su due scale temporali: un giro completo su se stesso richiede circa 10,5 giorni, mentre un movimento di oscillazione supplementare attorno al suo asse lungo si compie in circa 26,5 giorni. Gli esperti ritengono che, al momento della sua formazione, l'asteroide ruotasse almeno dieci volte più velocemente. Nel corso di un periodo compreso tra 20 e 60 milioni di anni, la sua velocità è stata drasticamente ridotta dall'effetto YORP (Yarkovsky-O'Keefe-Radzievskii-Paddack), una forza infinitesimale ma costante prodotta dalla pressione della radiazione solare che interagisce con la superficie asimmetrica del corpo celeste.

Un contributo fondamentale alla comprensione della storia chimica di Donaldjohanson è arrivato dallo spettrometro a infrarossi di Lucy. I dati hanno evidenziato la presenza di fillosilicati, ovvero minerali argillosi ricchi di ferro la cui formazione richiede necessariamente la presenza di acqua allo stato liquido. Tuttavia, la composizione chimica specifica indica che l'interazione con l'acqua è stata relativamente breve e non così pervasiva come quella riscontrata su asteroidi celebri come Bennu o Ryugu. Se l'esposizione fosse stata più lunga, il ferro nei minerali sarebbe stato sostituito dal magnesio. Questa particolarità rende Donaldjohanson un anello mancante tra gli asteroidi carboniosi più giovani e quelli più antichi e alterati, offrendo una finestra temporale unica sulla presenza di volatili nel sistema solare primordiale. Lo studio di questi minerali è essenziale per ricostruire i meccanismi di trasporto dell'acqua verso la Terra primordiale. Con lo sguardo rivolto al futuro, il team della missione si prepara ora per l'obiettivo principale: l'incontro con Eurybates, il primo dei troiani, previsto per il 12 agosto 2027, dove i dati raccolti su Donaldjohanson fungeranno da pietra di paragone per decifrare l'origine dell'intera popolazione asteroidale legata a Giove.

Pubblicato Sabato, 20 Giugno 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Sabato, 20 Giugno 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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