Logitech frena sulle console portatili: ecco perché non ci sarà un successore di G Cloud

L'analisi di Robin Piispanen svela un tasso di abbandono dell'80% per il cloud gaming dedicato, spingendo il colosso verso il ritorno al core business delle periferiche

Logitech frena sulle console portatili: ecco perché non ci sarà un successore di G Cloud

L’industria del gaming portatile sta vivendo un momento di profonda riflessione strategica, dove i giganti dell’hardware devono confrontarsi con un pubblico sempre più esigente e volatile. In questo scenario, Logitech, uno dei marchi più iconici e rispettati nel settore delle periferiche, ha recentemente preso una posizione netta che ha sorpreso molti osservatori. Robin Piispanen, figura chiave recentemente posta alla guida della divisione gaming di Logitech, ha ufficialmente confermato che l'azienda non ha intenzione di sviluppare o lanciare un successore della Logitech G Cloud. Questa decisione non è frutto di un impulso momentaneo, ma rappresenta il culmine di un'analisi di mercato durata oltre un anno, che ha messo in luce le fragilità intrinseche di un modello di business basato esclusivamente sullo streaming di contenuti remoti.

Il debutto della prima Logitech G Cloud era stato accolto con un mix di curiosità e scetticismo. Il dispositivo prometteva di trasformare l’esperienza di gioco, portando i titoli tripla A ovunque grazie alla potenza del cloud. Tuttavia, i dati interni presentati da Robin Piispanen dipingono un quadro drasticamente diverso dalle aspettative iniziali. Secondo le analisi condotte dal team di Logitech, circa l'80% degli utenti che hanno acquistato la console ha cessato di utilizzarla in modo attivo dopo appena poche settimane. Questo tasso di abbandono estremamente elevato suggerisce che, nonostante l’appeal iniziale della tecnologia, il dispositivo non è riuscito a integrarsi stabilmente nelle routine quotidiane dei videogiocatori, finendo spesso dimenticato in un cassetto.

Il cuore del problema risiede in una disparità fondamentale tra Logitech e i suoi diretti concorrenti, come Nintendo e Valve. Aziende come quella di Kyoto con la sua Nintendo Switch, o il colosso di Gabe Newell con lo Steam Deck, possiedono qualcosa che a Logitech manca: un ecosistema proprietario. Questi competitor non vendono semplicemente un pezzo di plastica e silicio, ma offrono l’accesso esclusivo a librerie di giochi, franchise storici e piattaforme di distribuzione digitale integrate. Logitech, agendo come produttore puro di hardware, si è trovata a dipendere interamente da servizi terzi. In un’epoca in cui il cloud gaming è accessibile tramite smartphone, tablet e persino smart TV, giustificare l'acquisto di una console dedicata esclusivamente allo streaming è diventato un compito quasi impossibile per il marketing dell'azienda svizzera.

Oltre alla questione dei contenuti, Robin Piispanen ha evidenziato come le infrastrutture di rete globali rappresentino ancora un collo di bottiglia significativo. Sebbene in Europa e negli Stati Uniti la connettività ultra-veloce sia in espansione, la latenza rimane un nemico invisibile ma costante per il cloud gaming di massa. Anche partner di rilievo come Microsoft hanno dovuto affrontare costi operativi immensi per mantenere i propri server Azure ottimizzati per il gioco in tempo reale. Gestire un flusso di dati così massiccio richiede investimenti miliardari e, ad oggi, il ritorno economico non sembra giustificare una produzione hardware massiccia per console portatili che non offrano anche una componente di calcolo locale significativa.

Un altro elemento cruciale analizzato dalla dirigenza di Logitech riguarda il comportamento d'acquisto dei consumatori in Asia e in Nord America. In questi mercati, la versatilità è diventata la priorità assoluta. Gli utenti preferiscono investire in dispositivi multifunzionali o in accessori di alta qualità che migliorino i device già in loro possesso. Per questo motivo, la strategia di Sony con il lancio di PlayStation Portal è stata monitorata con estrema attenzione. Tuttavia, Piispanen ritiene che il caso di Sony sia unico, poiché il Portal funge da estensione di una base installata di milioni di console PlayStation 5, agendo più come un accessorio remoto che come una piattaforma indipendente. Logitech non possiede questa leva strategica e, di conseguenza, ogni investimento in una nuova console risulterebbe un azzardo troppo elevato in termini di margine di profitto.

Nonostante la chiusura definitiva sul fronte delle console portatili, Logitech non sta abbandonando il settore gaming, anzi, sta ricalibrando le proprie risorse verso ciò che sa fare meglio. L'azienda intende consolidare la propria leadership nel mercato delle periferiche premium. Parliamo di mouse ad altissima precisione, tastiere meccaniche e sistemi di simulazione di guida che continuano a dominare le classifiche di vendita globali. Secondo Robin Piispanen, l'innovazione tecnologica in questi segmenti porta benefici immediati all'utente finale, indipendentemente dalla qualità della sua connessione internet. Il focus si sposta quindi dal 'dove' si gioca al 'come' si gioca, puntando sulla tattilità e sulla velocità di risposta che solo l'hardware locale di qualità può garantire.

Guardando al futuro, Logitech non esclude di tornare a collaborare con giganti come Tencent o Microsoft per integrare i propri accessori all'interno di nuovi paradigmi di gioco digitale. Esiste una possibilità affascinante legata allo sviluppo dei data center di nuova generazione ottimizzati per l'Intelligenza Artificiale. Queste infrastrutture, oggi dedicate al calcolo complesso, potrebbero un giorno essere riconvertite per offrire esperienze di cloud gaming a latenza zero, rendendo obsoleti i limiti attuali. In quella prospettiva, Logitech preferisce trovarsi pronta come fornitore dei migliori strumenti di input del mondo, piuttosto che come proprietaria di un hardware che invecchia rapidamente.

In conclusione, la visione di Robin Piispanen è quella di un'azienda solida, capace di rinunciare a trend passeggeri per proteggere la propria identità e redditività. L’addio alla serie G Cloud segna la fine di un esperimento coraggioso ma necessario per comprendere i limiti del mercato attuale. Il messaggio per gli appassionati è chiaro: Logitech continuerà a innovare, ma lo farà attraverso periferiche rivoluzionarie che rimarranno al centro dell'ecosistema di ogni giocatore, sia che si tratti di un professionista di eSports a Parigi o di un casual gamer a Tokyo. La cautela di oggi è la base per la stabilità tecnologica di domani.

Pubblicato Mercoledì, 29 Luglio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 29 Luglio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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