Il CEO di Apple, Tim Cook, ha rivelato di aver "dormito con un occhio solo" dopo aver partecipato a un briefing segreto della CIA riguardante Taiwan. Durante l'incontro, le agenzie di intelligence hanno espresso serie preoccupazioni riguardo a una possibile invasione dell'isola da parte della Cina. Questa rivelazione giunge in un momento di crescente tensione geopolitica e solleva interrogativi cruciali sul futuro della produzione di chip e sulle strategie di Apple.
Da tempo, l'amministrazione statunitense ha tentato, senza successo, di persuadere Apple a diversificare la sua catena di approvvigionamento di chip, incoraggiandola ad acquistarli da produttori negli Stati Uniti e in Corea del Sud, piuttosto che dalla TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), situata a Taiwan. La dipendenza di Apple dalla TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati, rappresenta un punto di vulnerabilità strategica in caso di conflitto.
La Cina rivendica apertamente i suoi diritti su Taiwan e ha condotto ripetute esercitazioni militari simulando un blocco completo dell'isola, alimentando timori a livello globale riguardo a un piano di invasione. Queste preoccupazioni si sono intensificate nel corso del 2023, culminando nel briefing segreto della CIA di cui si è avuta notizia solo ora.
Nel luglio del 2023, Tim Cook, insieme al CEO di Nvidia, Jensen Huang, e alla leader di AMD, Lisa Su, sono stati invitati a una sessione informativa riservata nella Silicon Valley. Il CEO di Qualcomm, Cristiano Amon, ha partecipato tramite collegamento video. A presentare il rapporto sono stati il direttore della CIA, William J. Burns, e il direttore dell'intelligence nazionale, Avril Haines. Hanno comunicato ufficialmente ai partecipanti che l'aumento delle spese militari della Cina suggeriva una possibile invasione di Taiwan entro il 2027.
Secondo gli analisti dell'intelligence americana, la prospettiva di un'invasione cinese di Taiwan e la conseguente acquisizione del controllo sulla TSMC sono scenari tutt'altro che remoti. Proprio per questo, la TSMC avrebbe sviluppato piani per disattivare da remoto le sue attrezzature di produzione di chip in caso di emergenza.
Il problema cruciale per Apple risiede nel fatto che gli stabilimenti più avanzati della TSMC sono situati proprio a Taiwan. Sebbene la TSMC abbia impianti di produzione sparsi in diverse parti del mondo, inclusi gli stabilimenti in Arizona, questi non sono in grado di garantire i processi produttivi più avanzati necessari per i prodotti di punta di Apple. La potenziale interruzione della fornitura di chip all'avanguardia provenienti da Taiwan potrebbe avere conseguenze devastanti per la capacità di Apple di mantenere il suo vantaggio competitivo nel mercato globale.
Le implicazioni di un'invasione di Taiwan da parte della Cina si estenderebbero ben oltre il settore tecnologico, con ripercussioni significative sull'economia globale e sull'equilibrio geopolitico. La vulnerabilità della catena di approvvigionamento di semiconduttori, evidenziata dalla dipendenza di aziende come Apple dalla TSMC, sottolinea la necessità di una maggiore diversificazione e di investimenti in capacità produttive alternative. La "insonnia" di Tim Cook riflette una preoccupazione condivisa da molti leader del settore tecnologico e decisori politici di fronte a un futuro incerto e potenzialmente instabile.

