Apple rompe il monopolio TSMC: i chip per iPhone ora arrivano da Intel

Una svolta produttiva che punta sugli stabilimenti negli Stati Uniti e sulla tecnologia Intel 18A-P per i dispositivi di fascia d'ingresso

Apple rompe il monopolio TSMC: i chip per iPhone ora arrivano da Intel

In un panorama tecnologico globale sempre più caratterizzato dalla necessità di resilienza e sovranità produttiva, la strategia di approvvigionamento di Apple sta subendo una trasformazione radicale che potrebbe riscrivere gli equilibri dell'industria dei semiconduttori per il prossimo decennio. Secondo le recenti analisi fornite dall'autorevole Ming-Chi Kuo, il colosso di Cupertino ha ufficialmente avviato una collaborazione strategica con Intel per diversificare la produzione dei propri processori, riducendo la storica e quasi totale dipendenza da TSMC. Questa mossa, che vede anche Samsung nel ruolo di potenziale partner secondario per il futuro, segna l'inizio di una nuova era per i chip Apple Silicon, con un forte accento sulla produzione localizzata negli Stati Uniti. Il fulcro di questa transizione è rappresentato dal nodo tecnologico Intel 18A-P, una soluzione all'avanguardia che promette prestazioni ed efficienza energetica equivalenti ai processi produttivi di TSMC attualmente utilizzati per i chip di punta come l'A18 Pro.

Le indiscrezioni confermate da Ming-Chi Kuo indicano che Apple e Intel hanno già iniziato la fase di produzione pilota per i processori delle generazioni precedenti, utilizzando proprio il processo Intel 18A-P. Questa scelta non è casuale: si tratta di una strategia di mitigazione del rischio ben collaudata. Iniziare con architetture note e meno complesse permette a Intel di affinare i propri rendimenti produttivi (yields) senza compromettere il lancio dei prodotti di punta della mela morsicata. Nello specifico, i chip oggetto di questo primo importante spostamento sono destinati alle versioni base di iPhone, iPad e Mac. Questo significa che mentre i modelli Pro continueranno, almeno inizialmente, a fare affidamento sulle fonderie di Taiwan, i modelli di volume standard inizieranno a battere bandiera americana. Secondo le stime fornite dall'analista, circa l'80% di questi nuovi chip prodotti da Intel sarà destinato alla linea iPhone, consolidando il ruolo degli stabilimenti di Santa Clara come pilastro fondamentale per il mercato smartphone.

Il cronoprogramma delineato per questa operazione è meticoloso e riflette la cautela di Tim Cook nel gestire la supply chain. Durante tutto il corso del 2026, Apple e Intel condurranno test su scala ridotta per garantire che la qualità del silicio prodotto negli Stati Uniti rispetti gli standard maniacali di Cupertino. Se i test daranno i risultati sperati, la produzione di massa vedrà un'impennata significativa tra il 2027 e il 2028, anni in cui Intel diventerà un fornitore di volume critico per l'ecosistema della mela. È previsto poi un leggero rallentamento delle quote produttive nel 2029, probabilmente in concomitanza con il passaggio a una generazione tecnologica successiva, mentre Apple continua parallelamente a valutare processi ancora più avanzati di Intel per il futuro a lungo termine. Nonostante questa apertura storica, TSMC rimarrà il partner dominante per il prossimo futuro, mantenendo una quota di circa il 90% della produzione totale di Apple Silicon, il che sottolinea quanto sia difficile e graduale il processo di disimpegno tecnologico da Taiwan.

Le motivazioni dietro questa scelta sono molteplici e spaziano dalla logistica alla geopolitica. Da un lato, Apple sente la pressione di dover garantire una fornitura stabile di chip in un mondo dove le tensioni geografiche potrebbero interrompere i flussi commerciali da Taiwan in qualsiasi momento. Dall'altro, il governo degli Stati Uniti ha spinto fortemente, tramite incentivi e legislazioni dedicate, per riportare la produzione di semiconduttori sul suolo nazionale. L'integrazione di Intel nella catena di fornitura non solo offre ad Apple un potere contrattuale maggiore nei confronti di TSMC, ma rafforza anche l'immagine dei prodotti Apple come parzialmente realizzati negli Stati Uniti, un fattore sempre più rilevante per il marketing e la politica interna americana. In conclusione, sebbene il passaggio sia iniziato dai processori di fascia d'ingresso, la traiettoria è chiara: il futuro del silicio di Cupertino non passerà più solo per un unico fornitore, ma sarà il risultato di una competizione tecnologica globale tra i giganti delle fonderie.

Pubblicato Lunedì, 18 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 18 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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