Nonostante il grande interesse per i data center spaziali, il numero di acceleratori grafici attualmente in orbita è limitato. Tuttavia, la situazione sta cambiando rapidamente, delineando concrete prospettive commerciali per il calcolo orbitale. A gennaio di quest'anno, la società canadese Kepler Communications ha implementato nello spazio il più grande cluster di calcolo mai realizzato finora, rendendolo accessibile ai clienti business.
Il cluster di Kepler comprende 40 moduli Nvidia Jetson Orin, distribuiti su 10 satelliti interconnessi tramite collegamenti di comunicazione laser. La società aveva già acquisito 18 clienti commerciali e, recentemente, ha annunciato una nuova partnership con la startup Sophia Space, che intende testare il software per il proprio computer orbitale utilizzando la costellazione satellitare di Kepler.
Gli esperti prevedono che i grandi data center orbitali, come quelli pianificati da SpaceX e Blue Origin, non diventeranno realtà prima del prossimo decennio. Un primo passo in questa direzione è rappresentato dall'elaborazione dei dati raccolti in orbita, al fine di migliorare i sensori utilizzati da aziende private e istituzioni governative.
Kepler non si posiziona come una società di data center, ma piuttosto come un fornitore di infrastrutture per l'implementazione di applicazioni nello spazio. L'obiettivo è diventare un fornitore di servizi di rete per i satelliti partner, nonché per droni e aerei. Contemporaneamente, Sophia Space sta sviluppando computer spaziali con raffreddamento passivo, che potrebbero risolvere uno dei principali problemi dei grandi data center in orbita: prevenire il surriscaldamento dei processori ad alta potenza senza la necessità di sistemi di raffreddamento attivo, pesanti e costosi da lanciare in orbita.
Nell'ambito della nuova partnership, Sophia Space caricherà il proprio sistema operativo su uno dei satelliti Kepler e cercherà di configurarlo per gestire sei acceleratori grafici su due veicoli spaziali. Questo tipo di attività è comune nei data center standard, ma sarà la prima volta che viene eseguita nello spazio. Garantire l'operatività del software in orbita rappresenta una fase cruciale per ridurre i rischi per Sophia Space prima del lancio del suo primo satellite, previsto per il prossimo anno.
Per Kepler, la partnership con Sophia Space rappresenta un'opportunità per dimostrare l'utilità della sua rete. Attualmente, la società trasmette ed elabora dati caricati dalla Terra o raccolti tramite strumenti размещенных на спутниках Kepler. Tuttavia, con lo sviluppo del settore, prevede di stabilire collegamenti con satelliti di terzi per fornire servizi di comunicazione ed elaborazione dati.
Un rappresentante di Kepler ha dichiarato che le società satellitari stanno pianificando le future risorse basandosi su questo modello, sottolineando i vantaggi dello scarico ed elaborazione dei dati per sensori ad alta intensità energetica, come i radar ad apertura sintetica. Le forze armate statunitensi sono un cliente chiave per questo tipo di attività, in quanto stanno sviluppando un nuovo sistema di difesa missilistica basato sul rilevamento e tracciamento delle minacce dai satelliti. Kepler ha già dimostrato la funzionalità del suo sistema di comunicazione "spazio-aria" per il governo degli Stati Uniti. Questo dimostra come il calcolo orbitale stia diventando una realtà concreta, aprendo nuove opportunità per l'elaborazione dei dati e lo sviluppo di applicazioni innovative nello spazio.

