Furti hardware per data center: sottratte apparecchiature per oltre 100 milioni di dollari
Gruppi criminali utilizzano hackeraggio di broker logistici, spoofing GPS e documenti falsificati con l'intelligenza artificiale per intercettare spedizioni di server e componenti.
Una sofisticata ondata di crimini informatici e logistici sta colpendo duramente il settore delle infrastrutture tecnologiche, con furti di apparecchiature destinate ai data center che hanno superato il valore complessivo di 100 milioni di dollari a partire dall'inizio di giugno. Le organizzazioni criminali hanno affinato tecniche digitali avanzate per intercettare i carichi di componenti hardware ad alto valore, tra cui server di ultima generazione, moduli di memoria, cavi in fibra ottica, cavi di rame e sistemi per il mining di bitcoin.
Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni degli schemi criminali, i malviventi operano infiltrandosi nelle piattaforme digitali utilizzate dai broker di trasporto per la gestione dei carichi. Attraverso l'hackeraggio degli account di questi intermediari, i criminali pubblicano offerte fittizie o rispondono a richieste reali inviando link malevoli alle aziende di logistica. Una volta che la vittima clicca sul collegamento, un software dannoso viene installato sul dispositivo, consentendo agli aggressori di accedere agli account aziendali e di partecipare direttamente alle aste per l'assegnazione dei contratti di trasporto di merci preziose.
Le indagini indicano che i furti non sono più frutto di azioni estemporanee, ma seguono una pianificazione meticolosa che include l'intercettazione delle comunicazioni via e-mail per identificare le spedizioni più redditizie. Per il ritiro della merce, le bande ricorrono a diverse strategie: in alcuni casi vengono ingaggiati autisti del tutto ignari del piano, mentre in altri vengono utilizzati complici assunti tramite patenti di guida contraffatte, realizzate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Per evitare che il carico venga rintracciato durante il tragitto, i criminali utilizzano tecnologie per la manomissione delle coordinate GPS, fornendo posizioni false alle applicazioni di monitoraggio dei vettori e dei proprietari della merce.
Uno degli episodi più rilevanti ha riguardato un carico di server dal valore di 13 milioni di dollari diretto a Fayetteville, nello stato della Georgia, sede di uno dei principali poli di data center degli Stati Uniti. Durante il trasporto, un'auto senza contrassegni ha speronato intenzionalmente il veicolo della scorta, composta da agenti di polizia assunti fuori dall'orario di servizio, costringendolo a fermarsi mentre il camion proseguiva la corsa facendo perdere le proprie tracce. Una dinamica simile è stata registrata per una spedizione da 10 milioni di dollari in viaggio dalla California al Texas, dove un SUV ha provocato un incidente contro l'auto di sicurezza per permettere al camion di dileguarsi.
Il materiale sottratto raramente appare sui mercati pubblici. La strategia prevalente prevede lo smantellamento delle apparecchiature in singoli componenti, che vengono poi immessi sui mercati grigi a beneficio di aziende tecnologiche intenzionate a ridurre i costi operativi acquistando hardware di provenienza dubbia. In molti casi, i compratori esteri vengono individuati ancora prima della commissione del furto, con rotte commerciali clandestine che puntano spesso verso la Cina, dove l'accesso alle tecnologie avanzate americane è soggetto a limitazioni ufficiali.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 27 ottobre 2026, 18:02 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.


























