La Cina accelera i preparativi per una missione ambiziosa: deviare un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra. L'obiettivo è testare e dimostrare la capacità di modificare la traiettoria di oggetti celesti, una competenza cruciale per la difesa planetaria. La missione, ispirata al successo del test DART della NASA nel 2022, si preannuncia più sofisticata, integrando elementi di valutazione immediata dell'efficacia dell'intervento.
Secondo quanto rivelato da Lungo Lehao, ingegnere aerospaziale di spicco della China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), la missione prenderà di mira l'asteroide 2016 WP9, appartenente al gruppo Aton. Il lancio è previsto per dicembre 2027 dal cosmodromo di Xichang, utilizzando un vettore Changzheng-3B. Inizialmente, erano stati considerati altri obiettivi, come gli asteroidi 2019 VL5 e 2015 XF261, ma la scelta è ricaduta su 2016 WP9 per le sue caratteristiche orbitali più favorevoli e la maggiore facilità di osservazione.
La missione cinese prevede il lancio di due veicoli spaziali distinti: un modulo di impatto e un'unità di osservazione. Il modulo di impatto sarà responsabile della collisione diretta con l'asteroide, prevista per il 2029. L'unità di osservazione, invece, effettuerà una manovra di assistenza gravitazionale attorno a Venere per raggiungere l'asteroide in anticipo. Questa seconda unità avrà il compito di monitorare l'asteroide per diversi mesi prima e dopo l'impatto, misurando con precisione qualsiasi cambiamento nella sua orbita. Questo approccio rappresenta un miglioramento rispetto alla missione DART della NASA, la cui valutazione completa richiederà l'arrivo della sonda europea Hera nel 2029.
La Cina ha investito notevolmente nello sviluppo di tecnologie di difesa planetaria dal 2022, ottenendo risultati significativi nella simulazione di collisioni ad alta velocità e nella deviazione di traiettorie. La selezione degli asteroidi bersaglio segue criteri rigorosi, tra cui una bassa inclinazione orbitale (inferiore a 5°), un'elevata luminosità per facilitare le osservazioni, un valore scientifico intrinseco e finestre di avvicinamento alla Terra favorevoli. La missione si inserisce nel piano quinquennale di sviluppo delle attività spaziali cinesi per il periodo 2026-2030 e prevede un concorso pubblico per la scelta del nome del progetto.
La missione cinese riprende il concetto di base di DART, che ha modificato con successo l'orbita del satellite dell'asteroide Dimorphos, ma si distingue per le dimensioni più contenute dell'obiettivo e per la presenza di un satellite di osservazione dedicato (DART era accompagnato solo da un piccolo cubesat italiano rilasciato poche ore prima dell'impatto). Il successo di questa missione consoliderebbe la posizione della Cina nel panorama globale della difesa planetaria e dimostrerebbe la sua capacità di alterare le orbite di piccoli corpi celesti, una competenza fondamentale per prevenire potenziali minacce future alla Terra. Questo segnerebbe un punto di non ritorno, poiché anche piccole perturbazioni gravitazionali possono influenzare le traiettorie degli oggetti celesti nel sistema solare.

