L'enigma della costante di gravitazione: il NIST scopre un errore sistematico decennale

Un esperimento durato dieci anni rivela come l'aria residua influenzi la misura della forza di gravità, aprendo nuove frontiere nella fisica fondamentale

L'enigma della costante di gravitazione: il NIST scopre un errore sistematico decennale

Nel vasto panorama della fisica moderna, poche costanti risultano tanto elusive e affascinanti quanto la costante di gravitazione universale, universalmente nota tra gli scienziati come la "grande G". Nonostante sia uno dei pilastri su cui poggia la nostra comprensione dell'universo, la sua determinazione precisa rappresenta una delle sfide più ardue per la metrologia contemporanea. Recentemente, un team di ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) negli Stati Uniti ha portato a termine un esperimento monumentale durato ben dieci anni, i cui risultati non solo propongono una nuova misurazione, ma svelano anche un errore precedentemente ignorato che potrebbe spiegare le discrepanze storiche tra i vari laboratori mondiali.

La gravità è, paradossalmente, la più debole delle quattro interazioni fondamentali della natura, superata di gran lunga dalla forza elettromagnetica e dalle forze nucleari. Questa sua intrinseca debolezza rende estremamente complesso isolarla e misurarla in un ambiente controllato, poiché qualsiasi massa nelle vicinanze, persino il corpo di un ricercatore o un cambiamento nella falda acquifera locale, può perturbare i sensibilissimi strumenti di misura. Fin dai tempi di Henry Cavendish, che nel 1798 utilizzò una bilancia di torsione per pesare la Terra, la scienza ha cercato di affinare questo valore, ma i risultati ottenuti da diversi gruppi di ricerca negli ultimi decenni hanno continuato a divergere in modo frustrante, superando di gran lunga le incertezze dichiarate dai singoli esperimenti.

Il team guidato dal fisico Stephan Schlamminger ha adottato un approccio metodologico rigoroso e insolito: invece di progettare un apparato completamente nuovo, ha deciso di replicare un esperimento condotto nel 2014 presso il BIPM (Bureau International des Poids et Mesures) a Sèvres, in Francia. Per garantire la massima fedeltà, l'intera strumentazione originale è stata trasportata attraverso l'Oceano Atlantico fino ai laboratori del NIST a Gaithersburg, nel Maryland. Questa scelta strategica è stata dettata dal fatto che l'esperimento francese aveva fornito uno dei valori più discordanti rispetto alla media internazionale, suggerendo la presenza di un errore sistematico nascosto che meritava di essere indagato approfonditamente.

Dopo un decennio di analisi meticolose e test ripetuti, i fisici americani hanno stabilito per la costante G un valore pari a 6,67387 ± 0,00038 × 10⁻¹¹ m³·kg⁻¹·s⁻². Questo dato risulta essere inferiore dello 0,0235% rispetto al risultato ottenuto originariamente in Francia. In un ambito come la fisica delle particelle o la spettroscopia, dove le costanti sono misurate con una precisione di molte parti per miliardo, una differenza dello zero virgola zero due percento è considerata enorme e indica chiaramente che qualcosa non era stato preso in considerazione nei modelli matematici precedenti. La discrepanza non è dovuta a un malfunzionamento degli strumenti, ma a un fenomeno fisico sottile e pervasivo.

La scoperta più significativa emersa dal lungo lavoro a Gaithersburg riguarda l'effetto dell'aria residua. Negli esperimenti di alta precisione sulla gravità, si opera solitamente all'interno di camere a vuoto per eliminare l'attrito e la spinta idrostatica dell'aria. Tuttavia, i ricercatori del NIST hanno dimostrato che anche nei vuoti più spinti rimane una quantità infinitesimale di gas che esercita una forza residua sull'apparato di misura. Questo effetto, mai descritto accuratamente prima d'ora in questo contesto, agisce come una forza fantasma che altera l'oscillazione della bilancia di torsione, portando a una sovrastima della forza gravitazionale. Identificare questo errore sistematico è un passo fondamentale per armonizzare le sedici diverse misurazioni di G attualmente riconosciute a livello globale.

Nonostante l'entusiasmo per il risultato, Stephan Schlamminger mantiene una prudenza accademica, sottolineando che non è ancora possibile applicare automaticamente questa correzione a tutti gli altri esperimenti passati. Ogni apparato sperimentale ha una geometria unica e risponde in modo differente alla pressione residua. Il valore raccomandato dal CODATA (Committee on Data for Science and Technology) nel 2018 rimane il punto di riferimento ufficiale, ma i nuovi dati del NIST suggeriscono che una revisione futura sarà inevitabile. La sfida per i prossimi anni sarà quella di analizzare singolarmente ogni grande esperimento del passato alla luce di questa nuova consapevolezza sulla dinamica dei gas rarefatti.

In conclusione, il lavoro decennale del NIST rappresenta un trionfo della perseveranza scientifica. Mentre la tecnologia corre verso il futuro, la comprensione delle basi fondamentali dell'universo richiede spesso un ritorno alle origini, mettendo in discussione ciò che credevamo di aver misurato correttamente. La strada per definire la costante di gravitazione con la stessa precisione con cui conosciamo la velocità della luce è ancora lunga, ma grazie alla scoperta dell'effetto dell'aria residua, la fisica ha finalmente rimosso un velo che oscurava la visione della forza più antica e misteriosa del cosmo.

Pubblicato Lunedì, 11 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 11 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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