NASA prolunga la missione della Voyager 1: recuperati 10 watt nello spazio interstellare
L'operazione Big Bang assicura anni di ricerca extra evitando lo spegnimento di strumenti scientifici previsto per il 2027, nonostante un temporaneo blackout delle comunicazioni.
La NASA ha concluso con successo l'operazione denominata Big Bang, un intervento tecnico critico che permetterà alla sonda Voyager 1 di proseguire la sua missione scientifica nello spazio interstellare per diversi anni supplementari. La manovra, eseguita a una distanza di circa 24 miliardi di chilometri dalla Terra, ha consentito di recuperare 10 watt di potenza elettrica, una risorsa vitale per un dispositivo che opera lontano da qualsiasi fonte di energia esterna.
Il nucleo dell'operazione è consistito nella disattivazione di tre riscaldatori ad alto consumo energetico, situati lungo le linee del carburante dei motori di assetto, e nella contestuale attivazione di tre riscaldatori meno esigenti. Questo delicato bilanciamento ha coinvolto sei diversi componenti di bordo. Un errore nella procedura avrebbe potuto compromettere l'equilibrio termico della sonda, portando a un guasto definitivo dei sistemi. La NASA aveva precedentemente testato questa strategia sulla sonda gemella Voyager 2 nel settembre 2026, preferendo verificare la procedura sul veicolo più vicino prima di procedere con Voyager 1, che si trova a circa 4 miliardi di chilometri di distanza in più rispetto alla gemella.
La necessità di queste operazioni deriva dal naturale decadimento dei generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG), che alimentano entrambe le sonde convertendo il calore del plutonio-238 in elettricità. Ogni anno, la potenza disponibile diminuisce di circa 4 watt a causa del decadimento radioattivo del combustibile. Dopo quasi cinquant'anni di volo, gli ingegneri sono costretti a spegnere progressivamente strumenti scientifici e sistemi di riscaldamento non essenziali per mantenere operativa la missione. Senza l'intervento Big Bang, il prossimo strumento scientifico di Voyager 1 avrebbe dovuto essere spento già nell'estate del 2027. Attualmente, le due sonde Voyager rappresentano gli unici manufatti umani impegnati nello studio diretto dell'ambiente interstellare, rendendo ogni anno supplementare di attività estremamente prezioso per la comunità scientifica.
Nonostante il successo finale, la procedura ha presentato momenti di incertezza. Il 18 e il 19 ottobre 2026, il Deep Space Network (DSN) non è riuscito a rilevare il segnale radio della sonda per due volte consecutive a distanza di 24 ore. In questa fase, Voyager 1 è entrata in modalità provvisoria, interrompendo le comunicazioni ordinarie. Il contatto è stato ripristinato il 20 ottobre 2026 e da allora la connessione rimane stabile. Le prime analisi indicano che un gruppo di motori di orientamento si è disattivato, innescando l'accensione automatica dei motori di riserva prevista dai sistemi di protezione di bordo. Le cause specifiche del distacco dei motori principali sono ancora oggetto di indagine da parte dei tecnici dell'agenzia spaziale statunitense.
Al momento, Voyager 1 prosegue il suo viaggio a una velocità di circa 61.155 chilometri orari. Un nuovo traguardo simbolico e tecnico è previsto per il 18 novembre 2026, quando la sonda raggiungerà una distanza dalla Terra pari a 25,89 miliardi di chilometri, equivalente a un giorno luce.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 1 novembre 2026, 10:13 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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