Il ritorno della MotoGP in Brasile nel 2026 suscita grande attesa, con l'Autodromo Internacional Ayrton Senna di Goiania pronto a riaprire i battenti dopo oltre vent'anni. Il circuito, completamente rinnovato, rappresenta una sfida inedita per team e fornitori, tra cui Michelin, che ha dovuto affrontare la scelta degli pneumatici basandosi esclusivamente su simulazioni.
Piero Taramasso, responsabile di Michelin, ha spiegato a Motorsport.com come l'azienda si sia preparata per questo appuntamento: "In Brasile troveremo un nuovo circuito ed un nuovo asfalto, quindi tutti i dati sono basati sulle simulazioni che abbiamo realizzato con un programma sviluppato dai nostri ingegneri. Ma quando si affronta un circuito inedito ci aiutano anche le squadre, che ci mettono a disposizione pure i loro dati di simulazione, per incrociarli e capire se c'è una congruenza sulle velocità e sull'energia che viene trasmessa alle gomme".
Le simulazioni hanno rivelato un tracciato particolarmente impegnativo: "Che parliamo di una pista tosta, molto veloce. Già la velocità media è elevata, ma anche il layout è molto asimmetrico, con più sollecitazioni sul lato destro della gomma quindi, come a Valencia e a Phillip Island, porteremo delle soluzioni asimmetriche sia all'anteriore che al posteriore. E anche l'aspetto delle temperature non è meno rilevante: secondo le simulazioni, quella che si genera al centro del pneumatico è superiore a quella di Buriram, mentre sul lato destro sono superiori a quelle che arriviamo a toccare sul lato sinistro a Phillip Island. Dunque, possiamo dire che Goiania è probabilmente la pista più sollecitante, la più dura di tutto il calendario MotoGP".
Nonostante la sua brevità (meno di quattro chilometri), il circuito presenta un layout che sollecita in modo particolare il lato destro degli pneumatici, con un tratto di 50 secondi in cui la moto è costantemente in appoggio su quel lato. Questo richiede una gomma resistente a destra ma anche capace di offrire un buon feeling quando si torna sul lato sinistro.
Per affrontare queste sfide, Michelin porterà a Goiania soluzioni asimmetriche sia per l'anteriore che per il posteriore, con tre opzioni disponibili per ogni asse, offrendo ai piloti una maggiore flessibilità in assenza di test preliminari. Sarà utilizzata anche la carcassa posteriore più rigida, adatta alle alte temperature, già impiegata in Thailandia per le gomme soft e medie, e in Austria per la dura.
Il meteo potrebbe rappresentare un'ulteriore variabile, con previsioni che indicano temperature tra i 25 e i 30 gradi e rischio di temporali durante il weekend di gara. La pioggia, soprattutto se presente al venerdì, potrebbe complicare la messa a punto delle moto in vista delle qualifiche e della gara.
Tornando al recente GP della Thailandia, Taramasso ha commentato le performance degli pneumatici in condizioni di scarso grip e temperature elevate: "Come avevamo già anticipato, Buriram è un circuito che non va mai sottovalutato sia per le condizioni della pista che per quelle meteorologiche, infatti abbiamo trovato poco grip, con un asfalto che risale ormai al 2014, e delle temperature elevatissime: domenica, quando c'è stata la gara, c'erano ben 58 gradi sull'asfalto e nella Sprint erano comunque 56".
Il ritiro di Marc Marquez, causato dalla rottura del cerchio in seguito ad un contatto con un cordolo, non è stato imputabile ad un difetto degli pneumatici, ha precisato Taramasso. Infine, analizzando le difficoltà incontrate dalle Ducati, il responsabile di Michelin ha evidenziato come le condizioni della pista fossero cambiate rispetto ai test, con meno grip e più spinning.
In conclusione, il GP del Brasile si preannuncia come una sfida complessa per Michelin e per tutti i team, con un circuito inedito e condizioni potenzialmente variabili. La capacità di adattamento e la scelta degli pneumatici giusti saranno cruciali per ottenere un buon risultato.

