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Il segreto dei pit stop Ferrari: Diego Ioverno svela l'ingegneria umana di Maranello

Dalla rotazione dei dieci 'pistoleri' alla formazione multi-ruolo: ecco come la Scuderia ottimizza ogni secondo per Lewis Hamilton e il successo del team.

Il segreto dei pit stop Ferrari: Diego Ioverno svela l'ingegneria umana di Maranello

In un'era della Formula 1 dove i distacchi tra le monoposto di vertice si riducono spesso a pochi millesimi di secondo, la gestione della sosta ai box è diventata un fattore determinante per la strategia di gara e il risultato finale. La Scuderia Ferrari, pienamente consapevole di questa dinamica, ha investito massicciamente nell'ottimizzazione del proprio organico e delle procedure operative. Durante la pausa agonistica del mese di aprile 2026, il team di Maranello ha intensificato i propri protocolli di allenamento presso la Gestione Sportiva, focalizzandosi su quella che può essere definita una vera e propria ingegneria umana. Diego Ioverno, Direttore Sportivo della compagine italiana e figura di riferimento nei rapporti con la FIA, ha illustrato in modo dettagliato la complessità che si cela dietro un cambio gomme perfetto, un'operazione che oggi richiede una precisione quasi robotica eseguita da esseri umani sottoposti a una pressione estrema.

Il lavoro svolto a Maranello non riguarda solo la velocità pura, ma la resilienza e la capacità di adattamento del personale. Ioverno ha rivelato che la struttura del team dedicato ai pit stop non è statica, bensì estremamente fluida. Nelle prime tre gare della stagione 2026, la Ferrari non ha mai schierato la medesima formazione di 27 effettivi. Questa variabilità è frutto di una strategia ponderata che mira a garantire che ogni membro del team sia in grado di ricoprire più ruoli, riducendo la dipendenza dal singolo individuo e aumentando la flessibilità operativa in caso di imprevisti, malattie o infortuni. L'addestramento quotidiano si articola in tre tranche, con tre squadre diverse che ruotano costantemente per simulare le condizioni che si verificheranno in circuiti iconici come Miami, Canada, Monaco e Barcellona. L'obiettivo è creare una memoria muscolare talmente profonda da rendere l'esecuzione automatica, indipendentemente dal contesto ambientale o dalla stanchezza fisica.

Uno dei pilastri di questa organizzazione è la gestione dei cosiddetti 'pistoleri', ovvero gli addetti all'avvitatore pneumatico che hanno il compito cruciale di svitare e avvitare il dado del mozzo nel minor tempo possibile. La Ferrari ha selezionato e addestrato ben dieci specialisti per questo ruolo. Di questi, otto costituiscono il nucleo operativo di base, mentre altri due fungono da backup estremi. In ogni trasferta, la squadra porta con sé quattro pistoleri titolari e una riserva pronta a intervenire. La particolarità del sistema Ferrari risiede nel fatto che quasi tutti i pistoleri, fatta eccezione per due specialisti puri, ricoprono ruoli secondari durante altre fasi del weekend o in configurazioni diverse del pit stop. Ad esempio, chi agisce come 'fitter' (l'addetto all'inserimento della gomma) può essere chiamato istantaneamente a impugnare la pistola se il titolare dovesse avere un problema fisico. Questa polivalenza assicura che il meccanismo non si inceppi mai, mantenendo standard di eccellenza costanti in ogni Gran Premio.

Questa filosofia della rotazione e del multi-ruolo affonda le sue radici nel periodo critico dell'emergenza COVID-19, quando la necessità di disporre di 'pezze' e sostituti immediati divenne una priorità assoluta per la sopravvivenza sportiva del team. Da quel momento, la Scuderia Ferrari ha trasformato una necessità logistica in un vantaggio competitivo. Ioverno ha spiegato come esistano gerarchie basate sulle performance, pur senza definire ufficialmente una squadra 'titolare'. Per posizioni critiche come quella del carrello anteriore, il team dispone di tre esperti. Il migliore di questi viene impiegato per circa 16 o 17 gare stagionali, lasciando spazio ai colleghi nelle restanti prove per garantire loro l'esperienza necessaria sul campo. Un dettaglio interessante riguarda l'integrazione di Lewis Hamilton nel sistema: il gommista titolare assegnato alla vettura del campione britannico è anche il primo carrellista anteriore della squadra, mentre il suo secondo carrellista ricopre il ruolo di capo macchina. Questa interconnessione assicura che le figure più esperte siano sempre vicine ai piloti, garantendo un senso di sicurezza e continuità fondamentale per la fiducia tra guida e meccanici.

Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo

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Marco Pisano

Marco Pisano

Per Infogioco cura le sezioni Sport e Gioco: calcio, tennis, motori, poker, lotterie e il mercato del gioco pubblico in Italia. Redattore appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.

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Pubblicato il 29 aprile 2026, 11:31 a cura di Marco Pisano per Infogioco.it.

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