Nel paddock della MotoGP, le dichiarazioni di Johann Zarco hanno acceso il dibattito: secondo il pilota del team LCR Honda, la moto giapponese potrebbe essere superiore alla KTM. Un'affermazione audace, giunta al termine dei test invernali che hanno delineato una gerarchia, con Ducati saldamente al comando e Aprilia a inseguire. La Yamaha, invece, sembra più indietro, necessitando di ulteriori sviluppi per competere ai vertici. Ma è la sfida tra Honda e KTM a catalizzare l'attenzione.
Zarco, con la sua esperienza, non ha dubbi: "Se confrontiamo la Honda con l'Aprilia, la moto è impressionante in ingresso di curva. E, a mio parere, è potenzialmente migliore della KTM". Un'analisi che evidenzia i punti di forza della Honda, pur riconoscendo il vantaggio di Ducati in accelerazione e potenza del motore. Queste dichiarazioni arrivano in un momento cruciale, con la stagione 2026 che si avvicina e le squadre impegnate a perfezionare le proprie moto.
Tuttavia, non tutti condividono l'ottimismo di Zarco. Joan Mir, altro pilota Honda, pur riconoscendo i progressi compiuti, sottolinea una criticità fondamentale: la mancanza di aderenza. Un problema che, a suo dire, impedisce alla Honda di colmare il divario con Ducati e Aprilia. "Al momento, la nostra posizione realistica è tra i primi 8-10. Siamo lì, ma solo se nessuno commette errori", ha dichiarato Mir, aggiungendo: "Anche gli altri costruttori hanno fatto progressi, quindi dobbiamo continuare a lavorare per recuperare terreno".
Anche Luca Marini si è espresso sulla questione, confermando la difficoltà di competere con le Ducati. "Le sei Ducati sono molto forti, i piloti sembrano aver fatto molti progressi rispetto all'anno scorso", ha affermato Marini. Nonostante ciò, il pilota Honda si dice fiducioso nei progressi compiuti dalla sua squadra: "Abbiamo fatto molti progressi. Vedremo se sarà sufficiente nelle altre gare, ma per il momento ci manca ancora qualcosa sul giro secco. In termini di passo gara, siamo molto competitivi e possiamo lottare per la Top5".
La mancanza di aderenza è un tema ricorrente tra i piloti Honda. Mir l'ha definita una priorità assoluta, invocando una "rivoluzione" a questo livello. Marini ha fatto eco al suo compagno di squadra, sottolineando che "non appena si segue un pilota, si ha meno aderenza". Entrambi concordano sulla necessità di migliorare questo aspetto per competere ai vertici della MotoGP. "Ora abbiamo migliorato il motore, la frenata, la sterzata, nel complesso la base è buona, l'equilibrio della moto è buono. Se devo guadagnare mezzo secondo, ho bisogno di più aderenza", ha concluso Marini.
Resta da vedere se la Honda riuscirà a risolvere i problemi di aderenza e a confermare le aspettative di Zarco. La stagione 2026 si preannuncia ricca di sfide e colpi di scena, con la lotta tra i costruttori più agguerrita che mai. Il 24 Febbraio 2026 segna un punto di svolta nelle aspettative per la stagione di MotoGP, con Johann Zarco che ha innescato un acceso dibattito sulle reali forze in campo.

