L'insidia degli agenti AI autonomi: oltre cento aziende colpite da hacker invisibili

Senza intervento umano e con costi irrisori, i nuovi sistemi di intelligenza artificiale violano i colossi industriali come Deere e SharkNinja

L'insidia degli agenti AI autonomi: oltre cento aziende colpite da hacker invisibili

Il panorama della sicurezza informatica globale sta affrontando una trasformazione senza precedenti, segnando l'inizio di un'era in cui il fattore umano nelle intrusioni digitali diventa quasi superfluo. Nelle ultime settimane, una serie di attacchi coordinati ha colpito oltre cento aziende di rilievo internazionale, tra cui giganti industriali come Deere, SharkNinja e Cummins. La particolarità di questa ondata di violazioni risiede nel fatto che gli hacker hanno delegato l'intero processo di infiltrazione ad agenti di intelligenza artificiale autonomi, capaci di esplorare siti web, identificare vulnerabilità e penetrare nei sistemi interni senza alcuna supervisione diretta in tempo reale. Questo mutamento di paradigma non solo espande la portata delle operazioni criminali, ma abbatte drasticamente i costi e i tempi di esecuzione, rendendo la difesa cibernetica una sfida sempre più complessa e asimmetrica.

A lanciare l'allarme è Snorre Fagerland, ricercatore di punta presso la società di cybersecurity NorForge. Durante una scansione di routine delle reti globali, Fagerland ha individuato diversi attori malevoli che utilizzavano Cairn, una piattaforma open-source progettata per l'orchestrazione di agenti IA multi-agente. Sebbene lo strumento sia nato per scopi di ricerca e produttività, la sua architettura flessibile è stata rapidamente adottata dalla criminalità informatica. Dal 2 ottobre, sono stati rilevati circa venti casi distinti di utilizzo di Cairn per scopi ostili. Secondo l'esperto, gli agenti IA attualmente disponibili sul mercato sono ormai in grado di gestire intrusioni complesse che, fino a poco tempo fa, richiedevano l'intervento di hacker esperti e settimane di lavoro manuale.

Le prove raccolte mostrano un'efficienza spaventosa. Un gruppo monitorato da NorForge è riuscito a sottrarre un enorme database di carte di credito utilizzando esclusivamente agenti autonomi, mentre un altro ha tentato di svuotare un exchange di criptovalute. Un terzo attacco ha visto un'intera "armata" di agenti IA scagliarsi contro portali di e-commerce situati negli Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone. Alla fine della scorsa settimana, questi agenti avevano tentato di violare oltre 1.200 siti web, con una velocità di successo impressionante: in media, occorrono solo 23 ore affinché l'intelligenza artificiale trovi un varco e completi l'accesso non autorizzato. Ciò che preoccupa maggiormente è l'economicità dell'operazione. Si stima che per l'intera campagna, che ha combinato modelli avanzati come l'architettura cinese DeepSeek e lo strumento Claude Code di Anthropic, siano stati spesi solo 5.000 dollari in token API. Questo significa che ogni violazione riuscita è costata agli attaccanti meno di 50 dollari.

Snorre Fagerland, che opera nel settore da quasi trent'anni, si è detto profondamente colpito dalle tattiche ingegnose adottate dagli agenti. In un caso specifico, dopo non essere riusciti a trovare falle evidenti nell'applicazione pubblica di una grande azienda, gli agenti IA hanno analizzato autonomamente le impronte digitali dell'intera infrastruttura collegata. Hanno così individuato un pannello di controllo secondario, scoperto un errore logico non ovvio nell'elaborazione dei dati e, dopo diversi tentativi ed errori guidati dal ragionamento probabilistico, hanno costretto il server a eseguire comandi dannosi. Questo livello di adattabilità e persistenza supera di gran lunga gli strumenti automatizzati del passato, portando la minaccia a un livello professionale mai visto prima. Non si tratta più di semplici script, ma di entità capaci di "pensare" e aggirare gli ostacoli tecnici in modo creativo.

Le risposte delle aziende colpite non si sono fatte attendere, sebbene i danni siano ancora in fase di valutazione. Deere ha dichiarato di aver adottato le contromisure necessarie e che, al momento, non ci sono prove di esfiltrazione di dati sensibili dei clienti. SharkNinja ha minimizzato l'accaduto, riferendo che l'attacco ha riguardato solo un sito di supporto isolato ed è stato prontamente neutralizzato. Al contrario, Cummins sta ancora indagando su una possibile violazione legata a un fornitore terzo. Il creatore del progetto Cairn, noto con lo pseudonimo le1xia0, ha difeso la sua opera su X, sottolineando che la piattaforma è un'innovazione nell'architettura multi-agente e non è stata concepita per il cybercrime. Tuttavia, la realtà dei fatti dimostra che la barriera tra innovazione e abuso è estremamente sottile nel campo dell'intelligenza artificiale.

Questo fenomeno non è isolato. Già nel mese di agosto, la società israeliana Gambit Security aveva segnalato l'uso dello strumento Cursor da parte di gruppi di ransomware per infiltrarsi in sette diverse organizzazioni. A settembre, la stessa società ha documentato una serie di attacchi che hanno portato al furto di oltre 600.000 carte di credito da 25 aziende diverse, tutti orchestrati da agenti IA. Anche la società di intelligence Bitsight ha confermato che nei forum del dark web le discussioni sull'implementazione di agenti autonomi sono aumentate esponenzialmente. Paesi come la Corea del Sud e il Giappone sono finiti recentemente nel mirino di attacchi governativi assistiti da IA, confermando che la minaccia è tanto criminale quanto geopolitica. La conclusione di Fagerland è amara: se prima si pensava che l'IA avesse bisogno di un pilota umano, oggi è chiaro che la tecnologia è progredita al punto da poter agire in totale autonomia, cambiando per sempre le regole della guerra digitale.

Pubblicato Martedì, 20 Ottobre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 20 Ottobre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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