La sesta giornata di Serie A si chiude con un verdetto fragoroso che scuote le fondamenta della classifica e ridisegna le gerarchie del campionato. Al Gewiss Stadium di Bergamo, l'Atalanta di Maurizio Sarri interrompe un digiuno di vittorie che durava da tre turni, superando per 3-1 un Venezia volenteroso ma ancora troppo fragile per i ritmi della massima serie. La serata del 12 ottobre 2026 resterà scolpita nella memoria dei tifosi orobici non solo per i tre punti fondamentali conquistati, ma per il ritorno al gol di un idolo mai dimenticato come Franck Kessié e per la definitiva consacrazione di Nikola Krstovic, autentico mattatore dell'incontro.
L'approccio alla gara della squadra di Maurizio Sarri è stato feroce, quasi a voler cancellare immediatamente le nubi addensatesi sulla panchina toscana dopo le ultime sconfitte. Sono bastati appena quattro minuti per sbloccare la contesa: un'azione corale di rara bellezza ha portato Nikola Krstovic a servire un pallone delizioso per l'inserimento di Franck Kessié. L'ivoriano, tornato a vestire la maglia della Dea a dieci anni di distanza dalla sua prima esplosione, ha superato il portiere Stankovic con uno scavino di velluto che ha fatto esplodere la curva nord. Il gol ha rappresentato un momento di pura emozione, simboleggiando una continuità storica tra il passato glorioso e il presente ambizioso della società bergamasca.
Il raddoppio è arrivato poco dopo, al 6', a testimonianza di un dominio territoriale assoluto. Su un calcio d'angolo battuto con precisione chirurgica da Eljif Elmas, è stato proprio Nikola Krstovic a svettare più in alto di tutti, incornando il pallone del 2-0. L'attaccante montenegrino, sempre più centrale nel progetto tattico dell'Atalanta, ha dimostrato una fisicità straripante, mettendo costantemente in crisi la retroguardia veneta guidata da un Giovanni Stroppa apparso sempre più preoccupato a bordocampo. Il Venezia, pur cercando di reagire, ha faticato a trovare le giuste distanze, rischiando il tracollo definitivo già al 19', quando Halhal è dovuto intervenire sulla linea di porta per negare la doppietta personale a un Franck Kessié in stato di grazia.
Il monologo nerazzurro ha trovato il suo apice alla mezz'ora di gioco. Ancora una volta protagonista Nikola Krstovic, capace di capitalizzare un'azione insistita della Dea e di trafiggere Stankovic per la terza volta. Con il risultato sul 3-0, la partita sembrava virtualmente chiusa, ma il Venezia ha avuto il merito di non arrendersi. Al 37', su una rara proiezione offensiva, Hainaut ha trovato il tempo giusto per un colpo di testa che ha accorciato le distanze, regalando un barlume di speranza ai sostenitori lagunari giunti a Bergamo. La rete ha scosso gli ospiti, che nella ripresa sono scesi in campo con un piglio decisamente diverso, mettendo in mostra una reazione d'orgoglio che ha sorpreso l'undici di Maurizio Sarri.
Il secondo tempo ha offerto uno spettacolo vibrante, con il Venezia pericolosissimo in diverse occasioni. Al 53', il difensore danese Kristensen ha rischiato il clamoroso autogol colpendo la propria traversa nel tentativo di anticipare Adams. Solo tre minuti dopo, è stato il palo a graziare l'Atalanta su una conclusione potente di Yeboah. La pressione degli uomini di Giovanni Stroppa è culminata al 61' con il gol di Adams, annullato però dal VAR per una posizione di fuorigioco millimetrica. Questo episodio ha spezzato l'inerzia del match, permettendo all'Atalanta di riorganizzarsi e gestire il vantaggio, pur con qualche sofferenza di troppo nel finale.
Gli ultimi minuti di gara sono stati caratterizzati da un nervosismo crescente. All'89', Eljif Elmas è stato espulso dopo un consulto al monitor da parte dell'arbitro per un fallo pericoloso da dietro. Nonostante l'inferiorità numerica, la difesa orobica ha retto l'urto finale, portando a casa tre punti che portano l'Atalanta a quota 9 in classifica. Per il Venezia, invece, si tratta della sesta sconfitta in sei partite: un ruolino di marcia disastroso che mette seriamente in discussione la posizione di Giovanni Stroppa. La società lagunare si trova ora a un bivio cruciale della stagione, mentre Maurizio Sarri può guardare al futuro con ritrovato ottimismo, forte di un Nikola Krstovic in versione extra-lusso e di un centrocampo che ha ritrovato la solidità necessaria per puntare alle zone alte della Serie A.

