Gasperini tra orgoglio e autocritica: La Roma scopre le sue ambizioni nel pari contro l'Inter

Il tecnico giallorosso commenta il 2-2 dell'Olimpico: dalla magia di Koné alla beffa di Lautaro, ecco perché la squadra deve ancora maturare.

Gasperini tra orgoglio e autocritica: La Roma scopre le sue ambizioni nel pari contro l'Inter

Il grande spettacolo andato in scena allo Stadio Olimpico nel posticipo della quinta giornata di campionato ha lasciato un sapore agrodolce in casa giallorossa. La sfida tra la Roma e l'Inter, terminata con un pirotecnico 2-2, ha confermato che il progetto tecnico di Gian Piero Gasperini è ormai giunto a una maturità tale da poter competere alla pari con le vette del calcio italiano, ma ha anche evidenziato quei piccoli difetti strutturali e mentali che ancora separano i capitolini dalla perfezione assoluta. In una serata di fine estate, precisamente il 19 settembre 2026, il pubblico delle grandi occasioni ha assistito a un confronto tattico di altissimo livello, dove l'intensità e la qualità tecnica hanno regnato sovrane per tutti i novanta minuti.

Al termine del match, Gian Piero Gasperini si è presentato ai microfoni della stampa con la consueta lucidità, alternando elogi sperticati per la prestazione atletica dei suoi a critiche mirate su alcuni passaggi a vuoto che hanno permesso ai nerazzurri di rientrare in partita. L'allenatore ha sottolineato come la Roma abbia espresso un calcio propositivo, capace di mettere in seria difficoltà la retroguardia dell'Inter, soprattutto nelle transizioni offensive della prima frazione di gioco. Tuttavia, l'inizio della ripresa è stato il momento di rottura, un blackout che il tecnico ha definito senza mezzi termini come un eccesso di sicurezza, quasi una forma di arroganza agonistica che in palcoscenici del genere non è permessa.

«Penso che sia uscita una partita dove entrambe le squadre potevano legittimamente ambire alla vittoria», ha esordito Gasperini analizzando il pareggio. «Il gol subito all'inizio della ripresa ha dato una scarica di energia incredibile all'Inter, che resta una squadra formidabile, ma noi non abbiamo mai rinunciato a giocare. È una prestazione che deve lasciarci grande soddisfazione e, soprattutto, la consapevolezza del nostro valore. La condizione fisica e la qualità del palleggio che stiamo mostrando sono di alto profilo e dobbiamo assolutamente continuare su questa strada senza timori reverenziali». Il riferimento alla forza mentale del gruppo è chiaro: la Roma non è più una comprimaria, ma una protagonista del calcio moderno.

L'analisi del tecnico si è poi spostata sui dettagli tattici del primo tempo, dove i giallorossi hanno dominato il campo grazie a un pressing asfissiante e a ripartenze fulminee. «Nel primo tempo avevamo degli spazi importanti e ogni volta che riuscivamo a ribaltare l'azione eravamo pericolosissimi. Atleticamente siamo su livelli d'eccellenza, ma ciò che cerco è la continuità nell'arco di tutta la partita. Non possiamo permetterci di regalare frazioni di gioco agli avversari, specialmente dopo la sosta, quando avremo bisogno di attingere a tutta la rosa per mantenere questi ritmi». La questione della tenuta mentale è emersa con forza quando si è parlato dei tre gol subiti complessivamente nei primi cinque minuti dei secondi tempi in questa prima parte di stagione: un dato che Gasperini non considera casuale.

«Oggi abbiamo preso gol in modo superficiale e, se vogliamo essere onesti, anche un po' presuntuoso», ha ammesso l'allenatore con un pizzico di amarezza. «Eppure, nonostante l'errore, la Roma è rimasta sempre aggrappata alla partita, cercando fino all'ultimo istante la via del terzo gol. Non ci siamo mai chiusi, neanche davanti a un avversario del calibro dell'Inter». Tra le note dolenti della serata, l'infortunio di Leonardo Balerdi, costretto al cambio per un affaticamento muscolare che ha scombussolato i piani difensivi del tecnico proprio nel momento cruciale del match. L'uscita del centrale argentino ha tolto certezze al reparto arretrato, costringendo la squadra a un assetto d'emergenza che ha favorito il ritorno dei nerazzurri guidati da un implacabile Lautaro Martinez.

Proprio il duello tra le stelle è stato uno dei temi portanti della serata. Se da una parte Manu Koné ha fatto impazzire il centrocampo interista con giocate di classe pura, dall'altra l'attaccante argentino dell'Inter ha dimostrato per l'ennesima volta il suo istinto killer sotto porta. Gasperini ha voluto però soffermarsi su un episodio specifico che avrebbe potuto cambiare la storia della gara: l'occasione clamorosa capitata sui piedi di Donyell Malen. L'attaccante olandese, autore di una prova generosa, ha centrato in pieno il volto del portiere Josep Martinez da posizione ravvicinata, vedendosi negare la gioia di un gol che sembrava già fatto. Un errore di precisione che pesa sul risultato finale ma non sulla fiducia che l'allenatore ripone nell'ex Borussia Dortmund.

Guardando al futuro e al messaggio spedito al campionato, Gasperini mantiene i piedi per terra ma non nasconde le ambizioni del club. «La distanza dall'Inter si sta assottigliando? I margini di miglioramento ci sono per tutti, anche per loro che vincono da anni. Noi dobbiamo essere orgogliosi del nostro percorso e della qualità che stiamo mettendo in ogni singola sfida. In questo gruppo respiriamo energie positive. Dobbiamo guardare in casa nostra e capire che, in certe situazioni tattiche, siamo già una squadra di altissimo livello. La vera sfida sarà gestire le rotazioni quando inizieranno le coppe europee e mantenere questa identità anche nei momenti di stanca». Il campionato 2026 si preannuncia come uno dei più equilibrati dell'ultimo decennio e la Roma, nonostante la presunzione di un attimo, sembra avere tutte le carte in regola per sognare in grande sotto la guida del suo stratega di Grugliasco.

Pubblicato Domenica, 20 Settembre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 20 Settembre 2026

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