Il calcio italiano sta assistendo a una trasformazione profonda sotto l'ombra del Colosseo. La Roma guidata da Gian Piero Gasperini non è più solo una candidata al vertice, ma una macchina tattica quasi perfetta che evoca i fasti dei grandi cicli del passato giallorosso. Sebbene il record storico di Rudi Garcia, stabilito nella stagione 2013-14 con dieci vittorie iniziali, resti un obiettivo ancora da raggiungere, l'attuale marcia trionfale della squadra capitolina suggerisce una solidità strutturale che raramente si è vista a Trigoria negli ultimi anni. Il successo ottenuto nella serata di lunedì 14 settembre 2026 contro il Torino ha confermato che questa squadra non ha punti deboli evidenti, appoggiandosi su una spina dorsale di assoluta eccellenza internazionale.
Il volto copertina di questo inizio di stagione è indubbiamente quello di Donyell Malen. L'attaccante olandese, arrivato con grandi aspettative, sta polverizzando ogni record statistico. Con la sesta rete stagionale segnata proprio contro i granata, Malen ha raggiunto l'incredibile quota di 21 centri nelle sue prime 25 apparizioni in Serie A. Numeri che hanno inevitabilmente acceso i paragoni più illustri: i tifosi più esperti rivedono in lui la potenza devastante di Gabriel Omar Batistuta nell'anno dello scudetto del 2001. La sua capacità di dialogare con Paulo Dybala, che lo ha servito magistralmente anche nell'ultima sfida, unita alla cattiveria agonistica nel ribadire in rete i palloni vaganti, come accaduto nel contrasto vinto contro l'estremo difensore Perri, lo rendono il terminale offensivo perfetto per il gioco verticale di Gasperini.
Ma se l'attacco brilla con 12 gol fatti, è la difesa a stupire gli addetti ai lavori con una sola rete incassata finora. Il protagonista assoluto della retroguardia è Leonardo Balerdi. Il difensore argentino, classe 1999, sembra aver finalmente trovato la sua dimensione definitiva dopo un periodo sfortunato segnato da un brutto infortunio che gli ha negato la vetrina mondiale. Arrivato negli ultimi giorni della sessione estiva di mercato, Balerdi ha scalato rapidamente le gerarchie. Dopo gli spezzoni convincenti contro Atalanta e Fenerbahce, la sua prima gara da titolare all'Olimpico Grande Torino è stata un saggio di maestria difensiva. Per senso della posizione e carisma, il paragone più naturale è quello con Walter Samuel, il "Muro" che rese impenetrabile la Roma di Fabio Capello. Accanto a lui, l'esperienza di Gianluca Mancini e la versatilità di Mario Hermoso completano un reparto che appare oggi come il migliore d'Europa per equilibrio e aggressività.
In mezzo al campo, la scommessa più discussa di Gasperini si sta rivelando un colpo da maestro: Marten de Roon. Nonostante i 35 anni e un passato indissolubilmente legato alla maglia dell'Atalanta, l'olandese ha saputo conquistare una piazza inizialmente scettica. Il suo arrivo a Roma era stato accolto da mugugni per i trascorsi agonistici tra le due tifoserie, ma la professionalità del centrocampista ha messo tutti d'accordo. De Roon garantisce quel filtro tattico fondamentale per permettere alla squadra di mantenere ritmi altissimi senza scoprirsi. A Bergamo il suo addio è ancora una ferita aperta, ma nella Capitale è già diventato l'equilibratore necessario per sognare in grande. La sua intelligenza nel leggere le traiettorie e la capacità di guidare i compagni più giovani sono elementi che Gasperini considera imprescindibili per la stabilità del gruppo.
Il calendario ora mette alla prova le ambizioni giallorosse con due test che definiranno la reale caratura della squadra nella corsa al titolo. Sabato 19 settembre è previsto il big match contro l'Inter, una sfida che profuma di scontro diretto per il primato, mentre l'11 ottobre, dopo la sosta per le nazionali, la Roma farà visita al Como. Con una difesa blindata, un centrocampo esperto e un Malen in stato di grazia, l'entusiasmo della tifoseria è ai massimi storici. La sensazione generale è che Gasperini sia riuscito a trasmettere quella mentalità vincente e quel coraggio tattico che spesso erano mancati nei momenti cruciali delle passate stagioni. Se la Roma continuerà a mostrare questa fame di vittoria e questa solidità difensiva, il 2026 potrebbe davvero essere l'anno della consacrazione definitiva per il progetto sportivo della famiglia Friedkin.

