Il mondo del calcio e la città di Pescara tirano un sospiro di sollievo collettivo: Andrea Camplone, storico capitano e simbolo del club abruzzese, è tornato vigile e cosciente dopo il drammatico malore che lo aveva colpito nei giorni scorsi. Le notizie che giungono dal reparto di terapia intensiva sono estremamente incoraggianti, confermando che il sessantenne tecnico pescarese ha superato la fase più critica seguita all'arresto cardiaco accusato nel pomeriggio di venerdì 11 settembre 2026. Camplone ha potuto finalmente incrociare lo sguardo della moglie e dei suoi due figli, un momento di profonda commozione che segna l'inizio di un percorso di recupero che tutto l'ambiente sportivo si augura possa essere rapido e senza complicazioni.
L'incidente si è verificato mentre l'ex difensore si trovava in un centro sportivo di Montesilvano, in provincia di Pescara, intento a disputare una partita di padel, sport che continua a praticare con passione dopo aver appeso gli scarpini al chiodo e aver intrapreso la carriera in panchina. Improvvisamente, Andrea Camplone si è accasciato a terra perdendo i sensi davanti ai compagni di gioco, scatenando l'immediato intervento dei presenti e dei soccorritori del 118. La tempestività delle manovre di rianimazione, inclusa la presenza di un defibrillatore presso la struttura, e il successivo trasporto d'urgenza in ospedale sono stati fattori determinanti per salvargli la vita in quei minuti concitati. Una volta giunto in struttura, è stato sottoposto a un delicato intervento in emodinamica, necessario per stabilizzare un quadro clinico reso complesso da pregressi problemi cardiaci che in passato avevano già richiesto l'applicazione di alcuni stent.
La carriera di Andrea Camplone è indissolubilmente legata ai colori biancazzurri del Pescara. Nato nella città adriatica nel 1966, è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile locale fino a diventare una colonna della prima squadra guidata dal leggendario Giovanni Galeone. Terzino destro di grande affidabilità e carisma, ha collezionato 188 presenze con la maglia del Delfino, vivendo da protagonista le due storiche promozioni in Serie A del 1986/87 e del 1991/92. Quella squadra, rimasta nel cuore dei tifosi per il gioco spumeggiante e offensivo, vedeva in Camplone uno dei leader dello spogliatoio, capace di incarnare l'identità pescarese in ogni sfida sui campi più prestigiosi d'Italia. Dopo l'esperienza abruzzese, ha vestito le maglie di Perugia, Ancona e Gubbio, confermando ovunque le sue doti umane e professionali.
Una volta conclusa l'attività agonistica, Camplone ha intrapreso con successo la carriera di allenatore, portando la sua filosofia di gioco in numerose piazze storiche. Tra le tappe più significative del suo percorso in panchina si ricordano le esperienze con il Lanciano, la Virtus Lanciano, il Benevento e soprattutto il Perugia, dove ha sfiorato traguardi importanti. Ha guidato con autorevolezza anche club come il Bari, il Cesena e il Catania, fino all'ultima avventura professionale alla guida dell'Arezzo nel 2021. Nonostante qualche anno di lontananza dalle panchine ufficiali, il suo legame con il calcio è rimasto viscerale, manifestandosi spesso attraverso analisi tecniche e la partecipazione a eventi sportivi sul territorio abruzzese, dove è considerato una vera e propria istituzione vivente.
Il decorso post-operatorio di Andrea Camplone in questo settembre 2026 sarà monitorato con estrema attenzione dai medici, considerando la sua storia clinica. Il fatto che sia tornato vigile e in grado di comunicare con i familiari è il segnale più atteso da un'intera regione che si è stretta attorno a lui in queste ore di angoscia. Numerosi i messaggi di vicinanza giunti dai suoi ex club e da tantissimi ex colleghi che hanno condiviso con lui anni di battaglie sul rettangolo verde. La speranza è che questo spavento possa trasformarsi presto in un lontano ricordo, permettendo a Camplone di tornare alla sua vita quotidiana e, chissà, magari nuovamente su una panchina per trasmettere ai giovani quella grinta che lo ha sempre contraddistinto. La comunità di Montesilvano e i tifosi di tutta Italia continuano a fare il tifo per lui, attendendo con fiducia ulteriori bollettini medici positivi nei prossimi giorni.

