Il campionato di Serie B entra nel vivo con una quarta giornata che ha regalato colpi di scena clamorosi e risultati che rimescolano le gerarchie di questo avvio di stagione. Nella serata di venerdì 11 settembre 2026, il palcoscenico del calcio cadetto ha visto cadere alcune delle corazzate più accreditate per la promozione, confermando ancora una volta l'estrema imprevedibilità di un torneo che non smette mai di stupire. Le retrocesse dalla massima serie continuano a palesare difficoltà strutturali preoccupanti, mentre le compagini considerate outsider stanno trovando una solidità tattica e mentale che potrebbe portarle lontano. In questo scenario di grande incertezza, i riflettori si sono accesi su tre campi principali: il Ciro Vigorito di Benevento, l'Arena Garibaldi di Pisa e il Carlo Castellani di Empoli, ognuno dei quali ha raccontato una storia di sofferenza, riscatto e orgoglio sportivo.
La serata si è aperta con il confronto tra il Benevento e l'Hellas Verona, una sfida che sulla carta vedeva i veneti leggermente favoriti nonostante un inizio di stagione balbettante. Tuttavia, la realtà del campo ha narrato una cronaca ben diversa. I padroni di casa guidati dai gol di Okereke hanno mostrato una fame superiore, aggredendo ogni pallone e mettendo in crisi una difesa scaligera apparsa lenta e poco coordinata. Il match si è sbloccato già al 18', quando una combinazione precisa tra Lamesta e Pierozzi ha portato al vantaggio campano, complice una deviazione sfortunata. Nonostante il momentaneo pareggio firmato da Sarr al 24', che aveva illuso i tifosi gialloblù giunti in Campania, il Verona non è riuscito a mantenere la compattezza necessaria. Nella ripresa, l'ingresso in scena di Okereke ha cambiato definitivamente gli equilibri: un destro potentissimo dell'attaccante ha bucato Leali al 60', seguito pochi minuti dopo dalla rete in controbalzo di Lamesta che ha fissato il punteggio sul definitivo 3-1. Per l'Hellas Verona si tratta di una crisi profonda, con soli quattro punti conquistati in altrettante partite, un bottino misero per chi punta al ritorno immediato in Serie A.
Spostandoci in Toscana, il clima si è fatto ancora più rovente. All'Arena Garibaldi, il Pisa ha vissuto una delle notti più nere della sua storia recente. La squadra nerazzurra, ancora ferma a quota quattro punti, è letteralmente crollata sotto i colpi di una Virtus Entella spietata e impeccabile dal punto di vista tattico. La partita si è messa male fin dai primi istanti, con lo spagnolo Guiu capace di infilare Confente dopo soli due minuti di gioco. Il Pisa ha tentato una timida reazione con Petagna e Correia, ma il castello difensivo ligure ha retto con ordine. Il punto di non ritorno è giunto al 35', quando Leris ha rimediato un cartellino rosso diretto per un intervento sconsiderato su Di Mario, lasciando i suoi in inferiorità numerica. Da quel momento, l'Entella ha dilagato: prima Cuppone ha siglato il raddoppio, poi Franzoni ha approfittato di un malinteso tra Canestrelli e il portiere per il 3-0. Nonostante il gol della bandiera di Correia al 73', è stato l'eurogol di Tirelli a chiudere definitivamente i conti sul 4-1, mandando in visibilio i sostenitori arrivati dalla Liguria e gettando nello sconforto il pubblico pisano, che vede la propria squadra sprofondare in una zona di classifica pericolosa.
A chiudere questo trittico di emozioni è stato il caldissimo derby toscano tra Empoli e Arezzo. La sfida del Castellani era carica di significati, non solo per la rivalità storica, ma anche per l'importanza dei punti in palio. L'Empoli, che sembrava aver iniziato la stagione con il piglio giusto, ha dovuto fare i conti con un Arezzo estremamente organizzato e capace di colpire nei momenti decisivi. La partita è stata caratterizzata da un grande equilibrio tattico fino al termine del primo tempo, quando l'espulsione di Curto ha costretto gli azzurri a giocare l'intera ripresa in dieci uomini. Gli amaranto hanno saputo capitalizzare l'uomo in più, aumentando la pressione e trovando la rete decisiva grazie a una sfortunata deviazione di Romagnoli su un cross teso di Ionita. L'1-0 finale premia la concretezza dell'Arezzo, che sale a quota sei punti affiancando proprio l'Empoli e il Pisa in una classifica che vede attualmente il Palermo al comando solitario con nove punti. Questi risultati confermano come la Serie B del 2026 sia un terreno di scontro dove il blasone conta poco rispetto alla fame e all'organizzazione, lasciando presagire un prosieguo di campionato all'insegna del ribaltone continuo e della lotta serrata per ogni singola posizione.

