Una serata che rimarrà scolpita a lungo nella memoria collettiva dei tifosi bianconeri: l’Ascoli completa la sua missione e riconquista ufficialmente un posto in Serie B. Nella cornice ribollente di entusiasmo dello stadio Cino e Lillo Del Duca, la compagine marchigiana ha superato con un perentorio 3-0 il Brescia, chiudendo definitivamente i conti della finale Play Off di Serie C dopo il pareggio per 1-1 maturato nella sfida d'andata. Un traguardo che riporta il club nel calcio che conta dopo appena due stagioni di assenza, confermando la bontà del progetto tecnico avviato dalla dirigenza e finalizzato con maestria sul campo nel corso di tutta l'annata.
La promozione dell’Ascoli va a completare il quadro delle quattro squadre che approdano in cadetteria, unendosi a Vicenza, Arezzo e Benevento, vincitrici dei rispettivi gironi durante la stagione regolare. La partita di oggi, disputata in un clima di estrema tensione agonistica ma di grande sportività sugli spalti, ha visto prevalere la solidità tattica della squadra di Tomei, capace di gestire i ritmi e colpire nei momenti cruciali della sfida. Il tecnico bianconero ha puntato forte sulla costruzione dal basso e su una fitta rete di palleggi, lo schema preferito per mandare fuori giri il pressing organizzato dalle Rondinelle di Eugenio Corini, che oggi è apparso meno efficace del solito.
Il match si è sbloccato già all'11' del primo tempo, regalando ai padroni di casa l’inerzia psicologica necessaria per gestire il vantaggio. Un'azione corale di pregevole fattura ha visto protagonisti Silipo e Guiebre: uno scambio stretto sulla trequarti che ha permesso a Rizzo Pinna di ricevere palla al limite dell'area. Il calciatore bianconero, con una freddezza d'altri tempi, ha controllato la sfera ed è entrato in area, scoccando un fendente chirurgico che ha baciato il palo interno prima di insaccarsi alle spalle dell’incolpevole Gori. Da quel momento, il Del Duca è diventato una vera e propria bolgia, trascinando i propri beniamini verso la gloria.
Il Brescia, nonostante lo svantaggio, ha provato a reagire con orgoglio, cercando di alzare il baricentro e affidandosi alle giocate di Zennaro. Proprio quest'ultimo, al 31', ha impegnato severamente Vitale con un destro radente, ma l'estremo difensore ascolano si è fatto trovare pronto, bloccando a terra e dando sicurezza a tutto il reparto arretrato. Il momento di massima pressione ospite si è però concretizzato al 44', quando Mallamo si è trovato a tu per tu con il portiere dopo un'incertezza della difesa locale. L’attaccante lombardo, tuttavia, ha clamorosamente fallito il bersaglio, mandando il pallone sul fondo e sprecando la chance più ghiotta per rimettere in equilibrio la contesa prima dell’intervallo. Un errore che si è rivelato fatale per le ambizioni della squadra ospite.
Nella ripresa, la reazione attesa dal Brescia è stata spenta sul nascere dalla prodezza individuale di Silipo al 7' minuto. L’attaccante dell’Ascoli si è reso protagonista di un’azione insistita sulla linea di fondo, mandando letteralmente in tilt la retroguardia ospite con una serie di finte ubriacanti prima di scaricare un sinistro di prepotenza sotto la traversa per il 2-0. Il raddoppio ha tagliato le gambe alle Rondinelle, lasciando spazio al dominio territoriale dei padroni di casa che hanno gestito il possesso con autorità, senza mai rischiare di subire il ritorno degli avversari. Il sigillo finale è arrivato al 41', quando Milanese ha finalizzato un contropiede perfetto, depositando in rete il pallone del definitivo 3-0 che ha dato il via ai festeggiamenti anticipati.
Al triplice fischio finale, la festa è esplosa incontenibile sia all'interno dell'impianto sportivo che nelle vie principali di Ascoli Piceno, invase da caroselli e bandiere bianconere. Oltre alla cronaca del campo, è fondamentale sottolineare l'importanza tattica della gestione dei cambi operata da Tomei. L'inserimento di forze fresche a centrocampo ha permesso all'Ascoli di non abbassare mai l'intensità del pressing, impedendo al Brescia di organizzare una manovra fluida. La crescita costante di giovani talenti come Rizzo Pinna e Silipo durante tutto l'arco della stagione è stata la vera chiave di volta per il superamento dei momenti critici, specialmente dopo la difficile fase centrale del campionato in Serie C.
Il ritorno in Serie B apre ora scenari interessanti anche sul fronte del calciomercato e delle infrastrutture per il club marchigiano. La dirigenza ha già accennato a possibili investimenti per migliorare ulteriormente il centro sportivo e per rinforzare la rosa con elementi di esperienza capaci di fare la differenza nella categoria superiore. La competizione nel prossimo anno vedrà piazze storiche e società ambiziose darsi battaglia, e l'Ascoli non vuole certo recitare il ruolo di semplice comparsa. L'entusiasmo della piazza, che ha fatto registrare il tutto esaurito al Del Duca per questa finale, sarà il dodicesimo uomo in campo anche per le sfide future. La festa che ha coinvolto tutta la città, da Piazza del Popolo fino ai quartieri più periferici, dimostra quanto il legame tra la squadra e la sua gente sia indissolubile.
Nonostante la sconfitta, va reso onore al Brescia, che ha disputato una stagione di altissimo livello arrivando a giocarsi la promozione fino all'ultimo secondo utile. La squadra di Corini ha dimostrato di avere individualità di spicco, ma ha pagato a caro prezzo gli episodi sfavorevoli e una minore brillantezza fisica in questa finale di ritorno. Il percorso delle Rondinelle rimane comunque un esempio di programmazione, e la delusione di oggi dovrà servire come base per tentare nuovamente la scalata il prossimo anno. Per l’Ascoli, invece, si chiude un cerchio aperto due anni fa con la retrocessione: la risalita è stata faticosa ma meritata, frutto di un lavoro corale che ha coinvolto ogni componente del club, dai magazzinieri fino alla presidenza, rendendo questo 3-0 una vera e propria dichiarazione d'intenti per il futuro nel panorama calcistico nazionale.

