Il ribaltone in laguna era nell'aria da giorni, ma ora ha assunto i contorni dell'ufficialità: il Venezia FC ha comunicato l'esonero di Giovanni Stroppa. La decisione è maturata nella mattinata di oggi, 13 ottobre 2026, dopo una lunga notte di riflessioni che ha seguito la pesante sconfitta subita al Gewiss Stadium contro l'Atalanta. Il club arancioneroverde, attraverso una nota stampa, ha voluto ringraziare l'allenatore per il lavoro svolto, ricordando soprattutto l'indimenticabile cavalcata della stagione 2025/26, culminata con il primo posto nel campionato di Serie BKT e la conseguente promozione diretta nella massima serie. Tuttavia, il calcio non ha memoria e i numeri della stagione attuale si sono rivelati troppo impietosi per permettere la prosecuzione di un rapporto che sembrava, fino a pochi mesi fa, indissolubile.
L'inizio del campionato di Serie A è stato un vero e proprio calvario per la formazione veneziana. In sei giornate disputate, la squadra ha raccolto zero punti, frutto di sei sconfitte consecutive che hanno inchiodato il club all'ultimo posto solitario in classifica. Il bilancio complessivo parla di appena cinque reti realizzate a fronte di ben 16 gol subiti, una media superiore ai due gol e mezzo a partita che ha reso la difesa lagunare la più fragile del torneo. Nonostante una proposta di gioco spesso coraggiosa e votata all'attacco, caratteristica distintiva del credo tattico di Giovanni Stroppa, la squadra non è mai riuscita a trovare il giusto equilibrio tra le fasi, pagando a caro prezzo ogni minima sbavatura difensiva. Le sconfitte contro Lecce, Milan, Frosinone (due volte consecutive tra campionato e impegni correlati), Lazio e infine l'Atalanta hanno evidenziato un limite strutturale che la dirigenza ha ritenuto non più colmabile con l'attuale guida tecnica.
Per Giovanni Stroppa si tratta di un triste dejà-vu. Già nella stagione 2022/23, sulla panchina del Monza, il tecnico era stato sollevato dall'incarico dopo esattamente sei giornate, durante le quali aveva raccolto un solo punto prima di essere sostituito da Raffaele Palladino. Quella che sembrava essere una maledizione legata al salto di categoria si è riproposta con precisione chirurgica anche in questa esperienza veneziana. Eppure, le premesse erano state entusiasmanti: il Venezia della promozione era una macchina quasi perfetta, capace di dominare il gioco e di valorizzare talenti emergenti. Anche in questo avvio di stagione, sprazzi di quella qualità si erano visti, specialmente grazie alle accelerazioni di Yeboah e alla dinamicità del duo composto da Hainaut e Sagrado, capaci di creare superiorità numerica sulle corsie esterne. La fisicità di Akor Adams al centro dell'attacco aveva garantito una presenza costante in area avversaria, ma la mancanza di cinismo sotto porta ha vanificato mole di gioco importanti, lasciando il tecnico privo di argomenti davanti ai risultati negativi.
La piazza ora attende di conoscere il nome del successore. In pole position sembra esserci un ritorno romantico, quello di Paolo Zanetti. Il tecnico di Valdagno, già protagonista di una storica promozione in Serie A con il Venezia anni fa, è attualmente il profilo più accreditato per riprendere in mano le redini di un ambiente che conosce alla perfezione. La sua capacità di compattare il gruppo e di dare un'identità difensiva solida lo rende il candidato ideale per una missione salvezza che, al momento, appare estremamente complessa. Altre voci portano al nome di Davide Nicola, il vero specialista delle rincorse impossibili, un allenatore capace di trasmettere quella grinta e quella cattiveria agonistica che sono mancate nelle ultime apparizioni dei lagunari. La proprietà americana del club vuole agire in fretta per sfruttare la pausa e permettere al nuovo allenatore di lavorare con il gruppo prima dei prossimi impegni decisivi, dove non sarà più permesso sbagliare.
Il futuro del Venezia FC passa necessariamente da un cambio di marcia immediato. La rosa, costruita con investimenti mirati e un mix di giovani talenti internazionali ed esperti della categoria, ha dimostrato di avere le potenzialità per competere, ma necessita di una gestione emotiva differente. La fragilità mentale mostrata a Bergamo, dove la squadra è naufragata in appena trenta minuti incassando tre gol, è il segnale di un gruppo che aveva perso fiducia nelle certezze tattiche di Stroppa. Nelle prossime ore è attesa la fumata bianca per il nuovo tecnico, con Zanetti che sembra aver già dato la sua disponibilità di massima per un contratto biennale con clausola di rescissione in caso di retrocessione. La sfida è lanciata: salvare il calcio in laguna e dimostrare che il progetto iniziato nel 2025 può ancora avere un futuro luminoso nella massima serie italiana, nonostante questo inizio da incubo che ha portato all'inevitabile addio di uno dei suoi principali artefici.

