Il rapporto tra Vincenzo Montella e la Turchia è giunto ufficialmente ai titoli di coda. In una mattinata convulsa, quella del 7 ottobre 2026, le indiscrezioni provenienti dai principali media di Istanbul hanno trovato conferme sempre più solide: la TFF (Federcalcio turca) ha deciso di sollevare dall'incarico l'allenatore italiano. Una scelta drastica ma prevedibile, figlia di un clima ormai deteriorato tra la guida tecnica, la dirigenza federale e una tifoseria che non ha mai perdonato il recente declino prestazionale della selezione anatolica. L'esonero arriva come conseguenza diretta di un periodo nero che ha visto la Turchia naufragare in Nations League, raccogliendo quattro sconfitte in altrettante partite, un ruolino di marcia inaccettabile per una nazione che puntava a consolidarsi tra le grandi del calcio europeo e mondiale.
Le radici della crisi affondano nei mesi scorsi, quando la spedizione ai Mondiali si è rivelata molto al di sotto delle aspettative. Nonostante la qualificazione ottenuta con discreto anticipo, la squadra guidata dall'Aeroplanino non è riuscita a superare il primo turno, mostrando lacune tattiche e una fragilità mentale preoccupante. In Turchia, dove la passione per il calcio raggiunge spesso picchi di fervore estremo, il ritorno anticipato dalla rassegna iridata era stato accolto con aspre critiche, ma la federazione aveva inizialmente scelto di confermare la fiducia a Vincenzo Montella, sperando in un riscatto immediato durante la nuova edizione della Nations League. Tuttavia, il campo ha dato un verdetto opposto: le due sconfitte maturate contro l'Italia hanno rappresentato il colpo di grazia definitivo, mettendo a nudo l'incapacità della squadra di reagire nei momenti di difficoltà.
Secondo quanto riportato dal prestigioso quotidiano Milliyet, la dirigenza della TFF avrebbe già comunicato la decisione all'allenatore. I dettagli economici dell'addio sono stati definiti con precisione: a Montella, che percepiva uno stipendio di 183.000 euro mensili, verrà corrisposta una buonuscita pari a cinque mensilità. Questa transazione economica chiuderà formalmente un rapporto iniziato nel 2023, un'avventura che aveva vissuto momenti di grande esaltazione, specialmente durante le fasi iniziali e la campagna di qualificazione europea, ma che si è spenta inesorabilmente sotto il peso dei numeri. Nelle ultime sette sfide ufficiali, la Turchia ha ottenuto una sola vittoria a fronte di ben sei sconfitte, un dato statistico impietoso che non lasciava spazio a interpretazioni diverse dall'addio.
Il bilancio complessivo dell'esperienza di Vincenzo Montella sulla panchina turca parla di 40 partite totali, con 21 vittorie, 5 pareggi e 14 sconfitte. Sebbene la percentuale di successi rimanga complessivamente accettabile, è l'involuzione dell'ultimo anno ad aver pesato maggiormente sulla bilancia della dirigenza guidata dai vertici del calcio turco. La squadra, che sotto la sua guida sembrava aver trovato una nuova identità basata sul possesso palla e sulla valorizzazione dei giovani talenti locali, ha progressivamente perso certezze, diventando vulnerabile in fase difensiva e poco incisiva in attacco. Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla gestione di alcuni senatori del gruppo e su scelte tattiche ritenute troppo rigide di fronte alle caratteristiche degli avversari incontrati durante il cammino internazionale.
Ora per la Nazionale della Turchia si apre una fase di profonda riflessione. La ricerca del successore è già iniziata, con i nomi di diversi tecnici locali e internazionali che circolano vorticosamente nelle redazioni sportive di Ankara. L'obiettivo della federazione è trovare un profilo capace di ridare entusiasmo a un ambiente depresso e di preparare al meglio il prossimo ciclo di qualificazioni europee. Per Vincenzo Montella, invece, si chiude una parentesi importante della carriera, la sua prima vera esperienza da commissario tecnico all'estero, che lo ha visto protagonista nel bene e nel male su uno dei palcoscenici più caldi del panorama calcistico globale. Nonostante l'epilogo amaro, l'allenatore italiano resta un profilo stimato a livello internazionale, e non è escluso un suo rapido ritorno in Serie A o in un altro campionato europeo di prima fascia, dove le sue idee di gioco continuano ad avere estimatori.
La fine dell'era Montella segna anche un momento di transizione per il calcio turco, che nel 2026 si trova a dover gestire un ricambio generazionale non più rimandabile. La pressione per ottenere risultati immediati è enorme, e il fallimento del progetto tecnico italiano dimostra quanto sia difficile trovare continuità in un contesto così esigente. Mentre si attendono le comunicazioni ufficiali e le prime parole del presidente della TFF, il mondo del calcio osserva con attenzione le prossime mosse di una nazionale che, per talento individuale e calore del pubblico, meriterebbe posizioni ben più prestigiose nel ranking globale. Resta il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, un connubio tra l'estetica del calcio italiano e la grinta anatolica che, dopo un inizio promettente, si è spezzato sotto i colpi di una crisi di risultati diventata insostenibile.

