Il grande sogno del triplete azzurro si infrange sul più bello, proprio quando il traguardo sembrava a portata di mano. Nella serata del 06 settembre 2026, la finale del Campionato Europeo di Pallavolo Femminile ha regalato agli appassionati uno spettacolo di altissimo livello, ma dal retrogruppo amaro per i colori italiani. A Bruxelles, in un'arena gremita e vibrante, l'Italia guidata da Julio Velasco si è dovuta arrendere alla Turchia di Daniele Santarelli, che si è confermata sul tetto d'Europa dopo una battaglia estenuante risolta solo al tie-break con il punteggio di 16-25, 25-22, 12-25, 25-21, 15-10. Un match dalle mille facce, dove l'alternanza di emozioni ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all'ultimo errore azzurro al servizio.
L'approccio alla gara delle azzurre era stato pressoché perfetto. Nel primo set, l'Italia ha mostrato una superiorità imbarazzante, mettendo in crisi la ricezione turca grazie a una pressione costante al servizio e a una correlazione muro-difesa impeccabile. Sotto la regia lucida di Alessia Orro, le bocche di fuoco Paola Egonu ed Ekaterina Antropova hanno martellato con precisione chirurgica, portando le azzurre a un vantaggio siderale di nove lunghezze. Il parziale si è chiuso rapidamente sul 25-16 con un primo tempo vincente di Anna Danesi, capitana e anima della squadra, capace di dominare la rete sin dai primi scambi. In quel momento, il trionfo continentale appariva come una naturale conseguenza del percorso netto compiuto nel torneo.
Tuttavia, la pallavolo è sport di inerzie e la Turchia, squadra resiliente e abituata alle sfide di vertice, non ha tardato a reagire. Nel secondo set, nonostante un avvio ancora favorevole all'Italia che era volata sul 12-6, le campionesse in carica hanno iniziato a rosicchiare punti. La stella Melissa Vargas ha caricato la squadra sulle proprie spalle, trovando soluzioni offensive che hanno scardinato le certezze difensive italiane. Il pareggio sul 20-20 ha segnato la svolta psicologica: la Turchia ha alzato il livello della difesa, costringendo le azzurre a scambi prolungati e faticosi, chiudendo poi sul 25-22 grazie a un provvidenziale mani-fuori. La parità ritrovata ha rinvigorito le ragazze di Daniele Santarelli, tecnico bresciano ormai diventato il re mida del volley mondiale.
Il terzo parziale ha visto una nuova, prepotente fiammata italiana. Come se il set precedente fosse stato solo un incidente di percorso, l'Italia è tornata in campo con una ferocia agonistica rara. Ogni attacco di Antropova andava a segno, mentre il muro italiano diventava insuperabile per le attaccanti turche. Un dominio assoluto, sancito da un pesante 25-12 che sembrava aver messo fine alle velleità di rimonta della Turchia. Eppure, proprio nel momento di massima fiducia, l'Italia ha subito il ritorno veemente delle avversarie. Nel quarto set, la Turchia è partita con un parziale di 10-3, approfittando di alcuni errori gratuiti in ricezione e di una fase di appannamento di Myriam Sylla, solitamente pilastro dell'equilibrio tattico di Julio Velasco. Nonostante un tentativo di rimonta che ha portato le azzurre fino al meno due, la freddezza turca ha prevalso, trascinando la sfida al decisivo quinto set sul 25-21.
Il tie-break è stato un monologo di nervi e precisione tecnica per la Turchia. L'inerzia del match era ormai cambiata e la stanchezza fisica ha iniziato a farsi sentire nelle gambe delle azzurre. L'Italia ha faticato a trovare continuità in attacco, mentre le turche hanno amministrato il vantaggio con cinismo, chiudendo la contesa sul 15-10 dopo un errore dai nove metri di Egonu. Per la Turchia è il secondo titolo consecutivo, una conferma di un ciclo straordinario. Per l'Italia, invece, resta la consapevolezza di essere ai vertici mondiali: questo argento si aggiunge infatti all'oro conquistato ai Giochi Olimpici e ai Mondiali, completando un triennio di successi che ha riportato il volley italiano nell'élite assoluta.
Al termine della premiazione, un Julio Velasco visibilmente commosso ma sereno ha espresso il suo pensiero sulla prestazione del gruppo: "Tutti i tifosi devono essere fieri di queste ragazze, io ne sono orgoglioso, anche oggi che non abbiamo vinto. Arrivare in finale non è mai scontato e si può perdere in molti modi, ma noi non abbiamo mai mollato. Abbiamo commesso errori in momenti chiave, loro sono state brave ad approfittarne, ma questo è lo sport". Il tecnico ha poi rivolto parole speciali a Myriam Sylla, sottolineando come la sua mentalità e il suo spirito di sacrificio siano l'esempio da cui ripartire per le sfide future. Nonostante la sconfitta, il movimento pallavolistico italiano esce a testa alta, con la certezza che il lavoro svolto finora garantirà ancora molti anni di protagonismo internazionale, puntando già ai prossimi appuntamenti globali con l'ambizione di chi non si accontenta mai.

