Il palcoscenico dello stadio Raul Guidobaldi di Rieti ha ospitato una delle edizioni più attese dei Campionati Europei Under 18, culminata nella serata di domenica 19 luglio 2026 con una finale dei 100 metri ostacoli che ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi italiani. La protagonista più attesa, la diciassettenne piemontese Alessia Succo, ha conquistato una medaglia d'argento che, sebbene prestigiosa, non rispecchia pienamente il dominio mostrato durante tutta la stagione agonistica. La giovane ostacolista, che si presentava ai blocchi di partenza con i galloni della super favorita grazie al record europeo di categoria di 12"86 stabilito a Bressanone lo scorso maggio, ha chiuso la sua prova con il tempo di 13"14, cedendo lo scettro continentale alla tedesca Delisha Benelisa Domingos, autrice di una prova impeccabile chiusa in 13"00.
La dinamica della gara ha evidenziato una tensione insolita per l'atleta azzurra. Fin dallo sparo dello starter, la progressione di Alessia Succo è apparsa meno fluida del solito; un'incertezza nei primi appoggi l'ha portata a impattare contro diversi ostacoli nella fase centrale, compromettendo quella ritmica che l'aveva resa imbattibile nei turni eliminatori. Ricordiamo infatti che in batteria l'azzurra aveva sfiorato il suo primato correndo in 12"91, per poi gestire la semifinale con un autoritario 13"06 nonostante il forte vento contrario. Nella finale di Rieti, la rimonta prodigiosa negli ultimi venti metri le ha permesso di agguantare il secondo gradino del podio, complice anche la drammatica caduta della slovacca Nina Hejcíková, che stava conducendo una gara di altissimo livello prima di inciampare sull'ultima barriera. Questo argento rappresenta comunque una conferma del talento cristallino di Succo, ma apre una riflessione sulla gestione della pressione nei grandi eventi casalinghi.
Nelle dichiarazioni post-gara, Alessia Succo non ha nascosto un pizzico di frustrazione, pur mantenendo la lucidità che contraddistingue le grandi campionesse. Ha attribuito la prestazione a un mix di ansia accumulata e a un clima particolarmente torrido che ha condizionato il recupero energetico tra i vari turni di gara. Tuttavia, lo sguardo della ostacolista è già rivolto al futuro immediato: ad agosto volerà a Eugene, negli Stati Uniti, per i Campionati Mondiali Juniores. In Oregon, la sfida sarà ancora più probante, poiché si troverà a competere nella categoria Under 20 contro atlete più esperte e su ostacoli di altezza superiore (0.84 metri contro gli 0.76 metri della categoria allieve). Nonostante ciò, il suo attuale 13"14 si colloca al sesto posto nelle liste mondiali stagionali Under 20, rendendola una candidata credibile per un posto in finale anche nella rassegna iridata di Hayward Field.
Il risultato di Succo si inserisce in un bilancio complessivo della spedizione italiana a Rieti 2026 che desta qualche preoccupazione tecnica presso la Fidal. Dopo quattro giornate di competizioni, il medagliere azzurro conta 8 podi totali: due ori, quattro argenti e due bronzi. Le note più liete sono arrivate dalla velocità pura con Kelly Doualla, trionfatrice nei 100 metri piani, e dalla marcia con Rebecca D'Alessandro, dominatrice dei 5.000 metri su pista. Gli altri argenti portano la firma di Alessandra Bighi nel salto in alto, Antony Del Pioluogo nel getto del peso e Davide Sorressa nella marcia maschile, mentre i bronzi sono stati conquistati da Caterina Carissimi e dalla staffetta svedese composta da Giorgia Castiglione, Elisa Calzolari, Micol Candidi e la stessa Kelly Doualla.
Tuttavia, il confronto con l'edizione di Banska Bystrika 2024 è impietoso: in Slovacchia l'Italia aveva strabiliato il mondo dell'atletica giovanile con ben 15 medaglie, di cui 7 d'oro. Il regresso statistico registrato a Rieti è evidente e rappresenta il punto più basso dal debutto della manifestazione a Tbilisi 2016. Nonostante la Nazionale Italiana schierasse il contingente più numeroso della sua storia con ben 75 atleti, il fattore campo non ha prodotto l'effetto volano sperato. Questo campanello d'allarme arriva in un periodo d'oro per l'atletica assoluta italiana, evidenziando forse un leggero scollamento tra il successo dei vertici e il ricambio generazionale immediato. Sarà compito della direzione tecnica analizzare se si tratti di un semplice passaggio a vuoto o di una necessità di ricalibrare i programmi di sviluppo per i giovani talenti che dovranno rappresentare l'Italia alle Olimpiadi del futuro.

