Evenepoel trionfa sul Plateau de Solaison: dramma Vingegaard al Tour de France

Il belga beffa Pogacar in volata nella quindicesima tappa, segnata dal ritiro del campione danese dopo una brutta caduta

Evenepoel trionfa sul Plateau de Solaison: dramma Vingegaard al Tour de France

La quindicesima tappa, una maratona di 161,3 chilometri con partenza da Champagnole, ha offerto uno spettacolo di rara crudeltà sportiva e incredibile bellezza tecnica, culminando sulle rampe feroci del Plateau de Solaison. Nel giorno in cui si celebrava il 107° anniversario della maglia gialla, istituita nel lontano 1919, il destino ha deciso di riscrivere la storia di questa edizione proprio a pochi chilometri dal secondo giorno di riposo. La frazione, caratterizzata da un dislivello complessivo superiore ai 4000 metri, si presentava come il terreno ideale per un attacco frontale ai vertici della classifica, con quattro ascese classificate che hanno logorato le gambe del plotone prima dello scontro finale. La carovana ha attraversato i paesaggi mozzafiato del Giura e dell'Alta Savoia, affrontando la Côte des Rousses, il tecnico Col de la Croisette e la Côte du Mont, in un susseguirsi di emozioni che hanno tenuto i tifosi con il fiato sospeso sin dai primi chilometri.

La gara è entrata subito nel vivo con la formazione di una fuga massiccia composta da 24 corridori, un gruppo di altissima qualità che includeva nomi pesanti come Adam Yates, punta di diamante della UAE Team Emirates, il britannico Tom Pidcock per la Pinarello Q36.5, ed Egan Bernal per la Ineos Grenadiers. Tra gli attaccanti figurava anche il promettente Nicolas Vinokourov, figlio d'arte in forza all'Astana, che ha tentato un'azione solitaria sul terzultimo Gran Premio della Montagna, venendo però riassorbito dal forcing impresso da Quinn Simmons. Lo statunitense della Lidl-Trek ha infiammato la corsa sul Col de la Croisette, pendenza media dell'11,2%, scollinando in solitaria e dimostrando una forma invidiabile. Tuttavia, il gruppo dei migliori, tirato con vigore dai corridori della Visma-Lease a Bike, ha mantenuto il distacco sotto controllo, gestendo il margine intorno ai tre minuti con una precisione chirurgica prima dell'approccio finale.

Il momento che ha cambiato il volto del Tour de France si è verificato durante la discesa tecnica verso la valle che precede l'imbocco del Plateau de Solaison. In un tratto di strada apparentemente non pericoloso, Jonas Vingegaard è rimasto coinvolto in una caduta rovinosa causata dall'impatto con uno spartitraffico posizionato al centro della carreggiata. Le immagini del campione danese seduto a terra, dolorante e impossibilitato a risalire in sella, hanno gelato l'entusiasmo degli appassionati. Il sospetto di una frattura alla clavicola è stato confermato poco dopo dallo staff medico, sancendo il ritiro ufficiale del vincitore delle scorse edizioni e principale rivale di Tadej Pogacar. Con l'addio forzato di Jonas Vingegaard, la corsa ha perso uno dei suoi protagonisti più attesi, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore della battaglia per la maglia gialla e aprendo scenari totalmente nuovi per la lotta al podio di Parigi.

Nonostante lo shock per l'incidente di Vingegaard, l'agonismo non si è fermato. Sulle prime rampe del Plateau de Solaison, un'ascesa di 11,3 chilometri con una pendenza media del 9%, la UAE Team Emirates ha deciso di rompere gli indugi. In una dimostrazione di forza senza precedenti, il leader Tadej Pogacar si è messo personalmente a disposizione del giovane compagno di squadra Isaac Del Toro. Lo sloveno ha impostato un ritmo talmente elevato da annullare ogni velleità degli ultimi fuggitivi, compreso un generoso Quinn Simmons ripreso ai meno cinque chilometri dalla vetta. L'obiettivo era chiaro: isolare gli avversari e permettere al talento messicano di conquistare il successo di tappa e scalare posizioni preziose in classifica generale. Solo Remco Evenepoel, apparso lucido e concentrato come non mai, è riuscito a resistere all'accelerazione brutale del leader della corsa, trasformando il finale in una sfida a tre ad alta tensione agonistica.

Gli ultimi chilometri sono stati un capolavoro di strategia e potenza. Isaac Del Toro ha provato per ben due volte a staccare gli avversari con attacchi secchi, ma la risposta di Remco Evenepoel è stata immediata e autoritaria. Il belga, che fino a quel momento aveva vinto solo in frazioni a cronometro, ha dimostrato di aver raggiunto una maturità eccezionale anche nelle grandi scalate alpine. Sul traguardo del Plateau de Solaison, Remco Evenepoel ha lanciato una volata irresistibile, battendo nello sprint ristretto Tadej Pogacar e lo stesso Isaac Del Toro, che ha chiuso al terzo posto con un distacco di 6 secondi. Questa vittoria rappresenta un punto di svolta per il portacolori della Soudal-QuickStep, che non solo conquista il suo primo successo in linea al Tour, ma balza al secondo posto della classifica generale, ora distante 5 minuti netti dal leader sloveno. Al terzo posto si insedia proprio il giovane messicano, distaccato di 5 minuti e 58 secondi, consolidando anche la sua leadership nella classifica bianca.

La nuova fisionomia della classifica generale vede ora Paul Seixas al quarto posto e Florian Lipowitz al quinto, distanziati rispettivamente di 6'23" e 6'48" dalla vetta. Più staccato Juan Ayuso, che pur avendo sofferto le pendenze del Solaison, rimane in sesta posizione. Il Tour entra ora nella sua fase conclusiva con la consapevolezza che, senza Vingegaard, la gestione della corsa passerà interamente per le mani della UAE Team Emirates. Tuttavia, la prestazione odierna di Remco Evenepoel riaccende le speranze per la cronometro di martedì, dove il belga cercherà di erodere ulteriormente il vantaggio di Tadej Pogacar. Mentre la carovana si dirige verso il giorno di riposo, resta l'amarezza per l'uscita di scena di un grande campione, ma anche l'entusiasmo per una competizione che, nel 2026, continua a regalare pagine di sport indimenticabili tra le vette della Francia.

Pubblicato Lunedì, 20 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 20 Luglio 2026

Marco P.

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