Nella splendida cornice dello Stade Charléty, nel cuore pulsante di Parigi, l'atletica leggera mondiale ha assistito a una delle serate più vibranti di questa stagione 2026. L'ottava tappa della Diamond League ha visto come protagonista assoluto un ritrovato Marcell Jacobs, capace di fermare il cronometro a un eccellente 9"96 nella finale dei 100 metri maschili. Il duplice campione olimpico, che ha scritto pagine indelebili nella storia dello sprint azzurro, ha confermato di trovarsi in una condizione fisica e mentale in costante ascesa, abbattendo con decisione la barriera psicologica e tecnica dei dieci secondi netti per la seconda volta consecutiva in poche settimane.
La gara è stata un concentrato di pura adrenalina, con Jacobs che ha sfoderato una fase di accelerazione degna dei suoi giorni migliori. L'azzurro si è arreso solo al fotofinish ai due giganti statunitensi che attualmente guidano le classifiche mondiali: Trayvon Bromell, primo con il tempo di 9"91, e Noah Lyles, che ha strappato la seconda piazza in 9"92. Il valore della prestazione di Marcell Jacobs è ulteriormente sottolineato dai nomi eccellenti che sono rimasti alle sue spalle, a partire dal sudafricano Akani Simbine, quarto in 9"97, seguito dall'altro velocista USA Jordan Anthony, quinto con 9"99. Questo risultato non è solo un dato statistico, ma una vera iniezione di fiducia per il 31enne velocista bresciano, che dopo le ottime sensazioni già mostrate al Golden Gala Pietro Mennea, sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi d'oro.
Un fattore determinante in questa rinascita agonistica appare essere il ritorno alla guida tecnica di Paolo Camossi. Il sodalizio con l'allenatore dei grandi successi storici, ristabilito alla fine del 2025, sta portando i frutti sperati, permettendo a Jacobs di ritrovare quell'equilibrio biomeccanico necessario per competere ai massimi livelli globali. Il mirino è ora puntato con decisione verso Birmingham, dove ad agosto si terranno i Campionati Europei. Dopo i trionfi di Monaco di Baviera 2022 e Roma 2024, Jacobs punta alla leggendaria tripletta continentale, un'impresa che lo consacrerebbe definitivamente tra gli immortali dello sport europeo. Prima dell'appuntamento britannico, l'agenda rimane fitta: il prossimo 1° luglio lo vedrà impegnato a Eisenstadt, in Austria, per una tappa Silver del Continental Tour che servirà ad affinare ulteriormente i dettagli della partenza.
Ma la serata di Parigi non è stata solo Jacobs. L'atletica italiana ha mostrato una vitalità diffusa in diverse discipline. Nei 3000 siepi, Osama Zoghlami ha concluso in dodicesima posizione con il tempo di 8'17"23, in una gara vinta con autorità dal tedesco Karl Bebendorf in 8'05"55. Notevoli segnali sono arrivati anche dalle serie di contorno dei 100 metri: Alessia Pavese ha conquistato una vittoria al fotofinish sulla francese Chloe Galet, stabilendo il proprio primato personale con un solido 11"33. Anche Filippo Randazzo ha sorriso, eguagliando il suo stagionale di 10"30, mentre Gloria Hooper ha ottenuto un buon secondo posto in 11"30.
Particolarmente interessante è stata la prova della staffetta 4x100 mista, la disciplina innovativa introdotta stabilmente nei programmi internazionali proprio in questo 2026. Il quartetto azzurro, composto da Eduardo Longobardi, Alessia Pavese, Lorenzo Ianes e Gloria Hooper, ha chiuso al secondo posto con il tempo di 41"04. Nonostante gli uomini fossero al debutto assoluto in nazionale maggiore, la squadra ha mostrato una coesione straordinaria, cedendo solo alla Francia (40"99) dopo la squalifica della formazione tedesca che aveva tagliato il traguardo per prima. Questo risultato apre prospettive entusiasmanti per una specialità che punta a diventare un pilastro del medagliere azzurro nel prossimo futuro.
A livello internazionale, il meeting ha regalato momenti di pura storia sportiva. La svizzera Audrey Werro ha letteralmente dominato gli 800 metri femminili con un tempo fantascientifico di 1'53"80. Si tratta della terza prestazione mondiale di ogni epoca, un crono che sposta i confini della disciplina e mette seriamente a rischio il leggendario record del mondo stabilito nel 1983 da Jarmila Kratochvílová. Alle sue spalle, l'eclettica olandese Femke Bol ha confermato di essere un fenomeno di polivalenza, chiudendo in 1'55"60 alla sua terza apparizione in carriera sulla distanza. Infine, non poteva mancare lo show di Armand Duplantis. Il re del salto con l'asta, dopo l'inatteso passaggio a vuoto di Stoccolma dello scorso 7 giugno, è tornato a volare alto: 6.13 metri per la vittoria e tre tentativi coraggiosi a 6.32, sfiorando quello che sarebbe stato il suo sedicesimo record mondiale consecutivo. Un ritorno imperiale, celebrato a pochi giorni dal suo matrimonio, che conferma come il saltatore svedese rimanga l'indiscusso alieno della disciplina.

