Il cammino dell'Italbasket verso le prossime sfide internazionali procede a gonfie vele, confermando la solidità di un progetto tecnico che sta trovando nuovi interpreti e certezze tattiche. A Celje, in un'atmosfera carica di elettricità nonostante si trattasse di un'amichevole, l'Italia ha superato la Slovenia con il punteggio di 86-83, bissando il successo ottenuto pochi giorni prima contro la Croazia a Gorizia. È stata una prova di forza, di nervi e di talento, che assume un valore ancora più significativo considerando che la squadra è stata guidata in panchina da Marco Ramondino, sostituto d'eccezione di Luca Banchi per questa finestra di giugno 2026. Gli azzurri hanno mostrato sprazzi di pallacanestro d'altissimo livello, alternando momenti di estrema efficacia offensiva a fasi di sofferenza difensiva, riuscendo però a mantenere la lucidità necessaria per spuntarla nel convulso finale punto a punto.
La cronaca del match racconta di un avvio equilibrato, in cui l'Italia ha cercato subito di imporre il proprio ritmo. Marco Ramondino ha scelto un quintetto dinamico, affidando le chiavi della regia a Nico Mannion e Matteo Spagnolo, supportati dall'esperienza di Stefano Tonut e dalla fisicità di Ferrari e Tessitori. Nonostante l'assenza di Luka Doncic — rimasto ai box per concentrarsi sul nuovo ambizioso progetto della Roma SPQR, la franchigia che promette di rivoluzionare la LBA e che ha già annunciato l'ingaggio dello stesso Mannion per la prossima stagione — la Slovenia ha venduto cara la pelle. Dopo un primo quarto chiuso in perfetta parità sul 24-24, grazie anche alle fiammate di Giampaolo Ricci e Tommaso Baldasso, l'Italia ha cambiato marcia nel secondo periodo.
È stato proprio nella frazione centrale che gli azzurri hanno costruito il loro massimo vantaggio. Una difesa aggressiva sulle linee di passaggio e una circolazione di palla fluida hanno permesso di colpire ripetutamente dall'arco. Stefano Tonut è stato incontenibile, chiudendo la prima metà di gara con 11 punti, ben assistito da un Mannion ispirato. Il parziale ha visto l'Italia volare fino al +11, andando al riposo lungo sul punteggio di 54-43. I 54 punti realizzati nei primi venti minuti testimoniano la grande vena realizzativa di un gruppo che, pur senza alcuni veterani storici, sta trovando in Baldasso un terminale offensivo sempre più affidabile e maturo. Tuttavia, come spesso accade in queste sfide di preparazione, il calo di tensione è arrivato puntuale nella ripresa.
Nel terzo quarto, la Slovenia ha alzato l'intensità fisica, mettendo in crisi il gioco interno degli azzurri. L'Italia ha iniziato a litigare con il canestro dalla breve distanza, affidandosi quasi esclusivamente al tiro da fuori e ai viaggi in lunetta per muovere il tabellino. I padroni di casa, trascinati dall'esperienza di Omic e dall'energia di un gruppo di giovani prospetti interessanti, hanno ricucito lo strappo punto dopo punto, trovando il pareggio sul 64-64. In questo frangente critico, Ramondino è stato bravo a rimescolare le carte, inserendo Emejuru per garantire protezione al ferro. Il lungo ha risposto presente: pur con qualche imprecisione dalla linea dei tiri liberi, la sua presenza fisica ha sporcato le conclusioni slovene e garantito rimbalzi fondamentali.
L'ultimo quarto è stato un vero e proprio saggio di gestione dei possessi decisivi. Tommaso Baldasso si è preso la squadra sulle spalle nei momenti più caldi, segnando canestri pesanti che hanno riportato l'Italia sul 76-70. La Slovenia non ha mai mollato, arrivando fino al -1 a pochi secondi dalla sirena finale, ma la freddezza di Stefano Tonut dalla lunetta e una difesa d'acciaio nell'ultimo possesso hanno blindato il risultato. Il finale di 86-83 premia la maggiore profondità del roster italiano e la capacità di adattarsi a situazioni tattiche differenti. Stefano Tonut ha chiuso come miglior marcatore con 18 punti, seguito da un eccellente Baldasso a quota 16. Ottime indicazioni sono arrivate anche da Matteo Spagnolo, sempre più a suo agio nel ruolo di leader tecnico della squadra.
Questa vittoria rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di avvicinamento alle qualificazioni ai Mondiali. Sconfiggere due potenze balcaniche come Croazia e Slovenia nel giro di una settimana infonde grande fiducia in tutto l'ambiente. Il lavoro di Marco Ramondino in questi giorni ha confermato che la scuola di allenatori italiana continua a produrre eccellenze capaci di gestire al meglio anche situazioni di emergenza. Ora l'attenzione si sposta sui prossimi impegni ufficiali, dove il livello si alzerà ulteriormente, ma questa Italbasket ha dimostrato di avere il talento, il carattere e l'organizzazione necessari per competere ai massimi livelli mondiali, continuando a far sognare i tifosi azzurri in vista del grande appuntamento iridato.

