Il cuore pulsante della città lagunare torna a battere per il traguardo più prestigioso del basket italiano. Al termine di una serata intrisa di tensione, agonismo e talento purissimo, la Reyer Venezia ha staccato il pass ufficiale per la finalissima della Serie A 2025/2026, superando la Virtus Bologna in una gara-4 che resterà scolpita nella memoria dei tifosi orogranata per gli anni a venire. Il punteggio finale di 90-83 registrato sul tabellone del Taliercio non racconta solo una semplice vittoria sportiva, ma sancisce formalmente la fine del regno dei Campioni d'Italia in carica e il ritorno dei veneti sul palcoscenico che assegna lo scudetto, un traguardo che mancava dalla storica stagione del 2019. La festa è esplosa al suono dell'ultima sirena, quando il pubblico veneziano ha potuto finalmente celebrare l'impresa di un gruppo capace di chiudere la serie sul 3-1 contro una delle corazzate più forti d'Europa.
La cornice del Palasport Taliercio, gremito in ogni ordine di posto in questo 7 giugno 2026, ha giocato un ruolo fondamentale nel sostenere i ragazzi guidati in panchina da coach Neven Spahija. Nonostante un inizio contratto, tipico di chi avverte il peso di un traguardo così imminente, la Reyer ha saputo gestire la pressione di chi aveva tra le mani il primo match point per estromettere le Vu Nere dalla corsa al titolo. La cronaca della partita evidenzia un'altalena di emozioni costante: dopo un primo quarto equilibratissimo conclusosi sul 24-23 per i padroni di casa, la Virtus Bologna ha tentato la fuga disperata per rimettere in piedi la serie. Gli emiliani, guidati strategicamente da Jakovljevic, hanno mostrato i gradi dei campioni uscenti, riuscendo a imporre il proprio ritmo fisico e tecnico nel secondo periodo, volando fino al massimo vantaggio di +10 e chiudendo la prima metà di gara sul 42-37 a proprio favore.
L'eroe assoluto della serata è stato senza dubbio RJ Cole. La guardia americana ha disputato una partita celestiale, mettendo a referto ben 30 punti e dimostrando una freddezza glaciale nei momenti più critici della contesa. Ogni sua incursione nell'area bolognese sembrava una sentenza inappellabile, capace di scardinare anche le difese più arcigne preparate dallo staff tecnico emiliano. Accanto a lui, la solidità monumentale di Amedeo Tessitori ha fatto la differenza sotto i tabelloni. Con 22 punti e una presenza fisica asfissiante, il centro della Nazionale Italiana ha vinto il duello diretto con i lunghi avversari, garantendo a Venezia quei rimbalzi offensivi che hanno permesso extra-possessi vitali durante la furiosa rimonta iniziata nel terzo quarto e culminata nell'apoteosi del finale.
Il momento di massima sofferenza per la Reyer Venezia è arrivato proprio al rientro dagli spogliatoi. Bologna, determinata a portare la sfida a gara-5 all'Unipol Arena, ha spinto sull'acceleratore raggiungendo un vantaggio di 12 lunghezze che sembrava aver spento le velleità dei padroni di casa. Al trentesimo minuto di gioco, il tabellone indicava infatti un preoccupante 69-57 per gli ospiti. Tuttavia, è proprio nei momenti di crisi che emerge l'identità di una squadra: sostenuta dal calore dei propri sostenitori, la squadra di Spahija ha stretto le maglie in difesa, sporcando ogni linea di passaggio e costringendo le Vu Nere a conclusioni affrettate. La rimonta è stata un crescendo rossiniano: il canestro del pareggio sull'81-81 ha rappresentato lo spartiacque psicologico definitivo, mandando in tilt i meccanismi degli emiliani che non sono più riusciti a trovare la via del canestro con continuità.
Analizzando il percorso della serie, appare evidente come Venezia abbia meritato questo approdo in finale grazie a una maggiore freschezza atletica e a una panchina che ha saputo produrre impatto nei momenti chiave. La Virtus Bologna, pur lottando con orgoglio fino all'ultimo secondo, ha pagato la fatica di una stagione logorante tra campionato ed Eurolega, vedendosi costretta a cedere lo scettro di regina d'Italia. Per Venezia si tratta di una consacrazione che certifica la bontà del progetto tecnico intrapreso negli ultimi anni, portando la società del presidente Brugnaro nuovamente ai vertici del movimento cestistico nazionale. La città ora sogna il colpaccio grosso, consapevole che l'ultimo ostacolo è rappresentato dall'Olimpia Milano, uscita vincitrice dall'altra semifinale e pronta a difendere la propria tradizione.
Il calendario della finale è già segnato sul taccuino di tutti gli appassionati. La serie che assegnerà il tricolore inizierà ufficialmente con gara-1 prevista per giovedì 11 giugno. Sarà una sfida stellare tra due filosofie di gioco differenti: l'attacco spumeggiante e imprevedibile della Reyer contro la profondità e l'esperienza dell'Olimpia. Per Venezia, recuperare le energie dopo questa battaglia estenuante contro la Virtus sarà prioritario. Coach Spahija ha già dichiarato che la squadra non si accontenterà della finale, ma scenderà in campo per scrivere un'altra pagina di storia. Con un RJ Cole in questo stato di grazia e un Tessitori dominante, nulla sembra impossibile per questa Venezia che ha saputo abbattere i campioni e ora punta dritta verso il tetto d'Italia.

