Il ruggito della Virtus Arena ha sancito una serata di pura adrenalina e riscatto per la Virtus Bologna, capace di archiviare la pratica Gara-2 delle semifinali playoff contro l’Umana Reyer Venezia con un perentorio 98-79. Dopo lo shock di sabato scorso, dove i lagunari erano riusciti a strappare il fattore campo con una prova di forza inaspettata, la compagine guidata da Jakovljevic ha risposto presente, mettendo in campo una ferocia agonistica che ha lasciato poco spazio alle repliche. La serie, valida per l'accesso alla finalissima della Serie A 2025/26, torna così in perfetto equilibrio sull'1-1, spostando l'attenzione e la pressione verso il Palasport Taliercio, dove giovedì 4 giugno si terrà un terzo capitolo che si preannuncia infuocato.
La cronaca del match racconta di una Virtus Bologna entrata sul parquet con il veleno negli occhi. Sin dalla palla a due, la circolazione di palla dei padroni di casa è apparsa fluida e precisa, mettendo costantemente in crisi la difesa schierata da Spahija. Il primo quarto è stato un vero e proprio monologo delle Vu Nere: un parziale devastante che ha visto i bolognesi toccare anche il +15, trascinati da una precisione chirurgica dall'arco e da una transizione offensiva che ha ricordato i momenti migliori della stagione regolare. Il tabellone, al termine dei primi dieci minuti, recitava 29-16, un distacco che ha immediatamente chiarito le intenzioni di Bologna di non concedere ulteriori sconti agli avversari.
Nel secondo periodo, la musica non è cambiata. Anzi, la Virtus ha alzato ulteriormente l’intensità difensiva, sporcando ogni linea di passaggio e costringendo Venezia a tiri forzati allo scadere dei ventiquattro secondi. Il divario è andato via via dilatandosi, raggiungendo vette impronosticabili alla vigilia: il +22 registrato a pochi minuti dall'intervallo lungo ha gelato le speranze dei tifosi orogranata accorsi in Emilia. All’intervallo, il punteggio di 62-42 rifletteva perfettamente lo strapotere fisico e mentale mostrato da Edwards e compagni, capaci di segnare con una continuità disarmante e di controllare ogni singolo rimbalzo sotto entrambi i tabelloni.
La stella indiscussa della serata è stata proprio Edwards. Il fuoriclasse della Virtus ha firmato una prestazione da 25 punti, condita da assist illuminanti e una leadership che ha dato sicurezza a tutto il quintetto. Ogni volta che Venezia provava ad accennare una timida reazione, era proprio il numero di maglia bolognese a spegnere l'entusiasmo ospite con giocate di classe cristallina. Il terzo quarto ha confermato l'inerzia totale a favore di Bologna, che è volata fino al massimo vantaggio di +28. Una Reyer Venezia apparsa stanca e priva di soluzioni tattiche alternative non ha potuto far altro che osservare il cronometro, con Spahija che ha cercato invano di scuotere i suoi con ripetuti timeout.
L'inizio dell'ultimo quarto, con il punteggio di 82-54, è servito solo a definire le statistiche finali e a permettere a Jakovljevic di dare spazio alle seconde linee, preservando i titolari in vista dell'imminente trasferta in laguna. Venezia è riuscita parzialmente a mitigare il passivo negli ultimi minuti, chiudendo sul 98-79, ma la sensazione di dominio assoluto da parte della Virtus rimane impressa negli occhi degli spettatori della Virtus Arena. Questa vittoria non è solo un punto nella serie, ma un messaggio forte inviato a tutto il campionato: la strada per il titolo passa ancora inevitabilmente per le mani delle Vu Nere.
In ottica futura, Gara-3 al Taliercio di Mestre rappresenterà lo spartiacque decisivo. Venezia dovrà resettare completamente questa brutta sconfitta e ritrovare quella solidità difensiva che l'aveva contraddistinta in Gara-1. Dal canto suo, Bologna ha dimostrato di avere una profondità di roster e una capacità di reazione che la rendono favorita, a patto di mantenere la stessa concentrazione vista in questo secondo appuntamento. Appuntamento dunque a giovedì 4 giugno, per una sfida che promette di scrivere un'altra pagina emozionante di questo playoff 2026, in un clima che si preannuncia rovente sia dentro che fuori dal campo.

