Il Maine ha compiuto un passo storico approvando la prima moratoria a livello statale sulla costruzione di nuovi data center. La decisione, segnalata da Datacenter Dynamics, nasce dalla crescente preoccupazione per l'impatto ambientale e sociale di queste infrastrutture energivore. Il disegno di legge LD307, approvato sia dalla Camera dei Rappresentanti che dal Senato statale, prevede una sospensione temporanea delle richieste di costruzione per i data center con una capacità superiore a 20 MW, mettendo a rischio progetti come il campus della Northern New England Energy Company, che ambiva a una potenza di 300 MW.
La moratoria, che durerà fino al 1 novembre 2027, è stata istituita per consentire uno studio approfondito degli effetti dell'entrata in funzione dei data center. Durante questo periodo, verranno introdotte misure di controllo più rigorose e le autorità locali creeranno il "Maine Data Center Coordination Council", un organo consultivo incaricato di fornire raccomandazioni strategiche, promuovere una pianificazione coordinata e valutare gli strumenti normativi per la gestione del settore dei data center.
Sebbene il disegno di legge attenda ancora la firma del governatore, si può già parlare di una vittoria per i sostenitori di una maggiore supervisione del settore nel Maine. Moratorie a livello locale sono state introdotte da tempo, ma ora rappresentanti delle autorità di New York, Virginia, New Hampshire, Vermont, Oklahoma, Maryland, Georgia, Pennsylvania, Wisconsin, South Carolina e Michigan hanno presentato progetti di legge che chiedono di limitare la costruzione a livello di interi stati.
Parallelamente, crescono le richieste di introdurre una moratoria nazionale temporanea sui nuovi data center AI. Il disegno di legge Artificial Intelligence Data Center Moratorium Act vieta la costruzione di tali strutture fino a quando non saranno approvate leggi che proteggano gli interessi dei lavoratori dei data center, dei consumatori dei loro servizi, dell'ambiente e dei diritti dei cittadini in generale dalle conseguenze dei progetti di intelligenza artificiale. Questo riflette una crescente consapevolezza dei rischi potenziali associati all'espansione incontrollata dell'IA e alla necessità di una regolamentazione preventiva.
Negli Stati Uniti, la resistenza all'industria dei data center AI è in aumento. Ad agosto dello scorso anno, è stato segnalato che il progetto di uno dei più grandi data center del mondo, il Project Sale in Georgia, era a rischio di fallimento a causa dell'opposizione dei residenti locali. Applied Digital, addirittura, nasconde intenzionalmente l'ubicazione dei futuri data center. Di recente, a Indianapolis, sono stati sparati più di dieci colpi contro la casa di un funzionario che aveva approvato la costruzione di un grande data center. Questi eventi dimostrano la crescente tensione tra le comunità locali e le aziende tecnologiche, alimentata da preoccupazioni ambientali, sociali ed economiche.
Nonostante il presidente degli Stati Uniti continui a promuovere lo sviluppo di progetti di intelligenza artificiale, la sua amministrazione si sta impegnando per attenuare il malcontento dei cittadini riguardo alle eccessive richieste di elettricità e acqua dei data center. Per placare l'opinione pubblica, Washington ha proposto ai colossi dell'IT di garantire che l'espansione delle loro reti di data center nel paese non comporti un aumento significativo delle bollette elettriche o l'esaurimento delle risorse idriche locali. Questa mossa indica un tentativo di bilanciare l'innovazione tecnologica con la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale.
La situazione nel Maine e le crescenti resistenze in altri stati evidenziano la necessità di un approccio più oculato e regolamentato allo sviluppo dei data center. È fondamentale considerare l'impatto ambientale, sociale ed economico di queste infrastrutture e coinvolgere le comunità locali nel processo decisionale. Solo così sarà possibile garantire uno sviluppo sostenibile e responsabile del settore tecnologico.

