L'industria tecnologica globale si trova oggi davanti a un possibile terremoto che segnerebbe la fine di un'epoca durata oltre sei decenni. Secondo recenti indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, e precisamente dalla testata giornalistica EBN, il colosso LG Electronics starebbe seriamente valutando il ritiro definitivo dal mercato dei televisori. Questa mossa, se confermata, rappresenterebbe un punto di svolta radicale, paragonabile solo alla storica decisione di abbandonare il settore degli smartphone avvenuta nel 2021. Al centro delle trattative ci sarebbe un possibile accordo con il gigante cinese Hisense, con cui i vertici di LG avrebbero già avuto incontri strategici a Pechino per discutere una ristrutturazione profonda o addirittura la vendita totale del ramo d'azienda dedicato ai TV. La notizia ha colto di sorpresa molti osservatori, dato che il marchio coreano è da sempre sinonimo di eccellenza visiva.
La storia di LG nel settore della televisione affonda le sue radici nel lontano 1966, quando l'azienda, allora conosciuta con il marchio GoldStar, lanciò il suo primo modello di televisore in bianco e nero nel mercato domestico coreano. Da allora, per sessant'anni, il brand è stato un pioniere dell'innovazione, portando nelle case di milioni di persone tecnologie all'avanguardia, dai primi schermi piatti a cristalli liquidi fino all'eccellenza assoluta dei moderni pannelli OLED. Tuttavia, lo scenario competitivo odierno è mutato drasticamente, spingendo la dirigenza di Seul a riflessioni che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate impensabili. L'ascesa dei produttori cinesi non è più solo una minaccia latente, ma una realtà consolidata che ha eroso margini di profitto e quote di mercato in ogni segmento di prezzo.
Non si può guardare a questa notizia senza ricordare quanto accaduto cinque anni fa. Nel 2021, LG scosse il mondo della telefonia mobile chiudendo una divisione che, nonostante prodotti iconici e sperimentali come l'LG Wing o la serie V, continuava ad accumulare perdite finanziarie insostenibili a causa della morsa tra Apple e i brand cinesi. In quell'occasione, la strategia fu chiara: liberare risorse umane e finanziarie per concentrarsi su settori a più alto valore aggiunto e con prospettive di crescita superiori, come la componentistica per i veicoli elettrici, la robotica avanzata e le soluzioni integrate per la smart home. Oggi, la divisione TV sembra trovarsi in una posizione simile, stretta tra la saturazione del mercato hardware e la necessità di una trasformazione digitale orientata esclusivamente ai servizi.
Il panorama internazionale vede infatti Hisense e TCL scalare rapidamente le classifiche mondiali, occupando rispettivamente il 12,5% e il 14% del market share globale. Questi competitor sono riusciti a combinare una politica di prezzi estremamente aggressiva con un miglioramento qualitativo costante, rendendo sempre più difficile per i marchi premium giustificare il sovrapprezzo per l'hardware puro. Persino un altro gigante storico come Sony ha dovuto rivedere i propri piani strategici, cedendo parte del controllo operativo del suo segmento TV proprio a TCL. Questo trend suggerisce che il futuro delle grandi aziende tecnologiche tradizionali non risieda più nella produzione fisica di pannelli e scocche, ma nell'intelligenza software che anima i dispositivi.
Se LG Electronics dovesse effettivamente smettere di produrre televisori a marchio proprio, ciò non significherebbe la scomparsa del marchio dai salotti degli utenti. La strategia futura sembra puntare con decisione su webOS, il sistema operativo proprietario che LG sta già licenziando a numerosi altri produttori minori in tutto il mondo. L'obiettivo è trasformarsi da produttore di hardware a piattaforma di intrattenimento e servizi pubblicitari digitali. In questo scenario, l'azienda continuerebbe a sviluppare software e interfacce per display automobilistici, monitor professionali e schermi intelligenti per il settore business, settori dove la marginalità è decisamente più interessante rispetto alla vendita di massa di smart TV consumer, ormai considerati quasi delle commodity.
È fondamentale però fare una distinzione tecnica tra LG Electronics, che si occupa del prodotto finito destinato al consumatore, e LG Display, il braccio produttivo che realizza fisicamente i pannelli OLED e LCD. È assai probabile che la produzione di pannelli continui come fornitore esterno (OEM) per altri marchi globali, mantenendo il primato tecnologico nella qualità visiva, mentre la divisione consumer verrebbe assorbita o dismessa. Questo permetterebbe alla casa madre di evitare le oscillazioni cicliche e i rischi del mercato al dettaglio, concentrandosi sulla fornitura B2B e sullo sviluppo di nuove frontiere come la realtà aumentata e l'integrazione massiccia dell'intelligenza artificiale negli elettrodomestici di nuova generazione connessi alla rete.
La possibile acquisizione o partnership stretta con Hisense segnerebbe il definitivo passaggio di testimone verso l'egemonia cinese nel settore dell'elettronica di consumo di massa. Per gli appassionati del brand, si tratterebbe della perdita di un punto di riferimento fondamentale che ha definito gli standard qualitativi degli ultimi due decenni. Tuttavia, per gli investitori, questa mossa viene vista come una decisione necessaria per garantire la sostenibilità del gruppo nel lungo periodo. In un mercato dove il contenuto e il software contano ormai più del design fisico dell'oggetto, la scelta di LG di puntare sulla sua piattaforma digitale webOS appare come una mossa audace ma coerente con l'evoluzione del mercato.
In conclusione, sebbene non ci sia ancora l'ufficialità della vendita definitiva, i segnali di un disimpegno strutturale sono evidenti e numerosi. L'incontro avvenuto a Pechino tra i delegati coreani e i vertici di Hisense rappresenta probabilmente l'ultimo atto di una strategia di riposizionamento iniziata anni fa. Il mercato dei televisori, un tempo fiore all'occhiello dell'economia della Corea del Sud, si sta trasformando in un campo di battaglia dove solo chi controlla l'intero ecosistema di dati e servizi può sperare di restare redditizio. LG sembra aver scelto la sua strada per il futuro: meno fabbriche pesanti, più intelligenza software e una presenza sempre più capillare nei settori chiave della mobilità elettrica e della domotica intelligente, lasciando il testimone della produzione fisica ai giganti emergenti dell'Asia continentale.

