Supercomputer Cray: i giganti del calcolo finiscono all'asta nel Regno Unito

Dal leggendario T3D del GCHQ al potente Triton, tre icone dell'informatica degli anni '90 cercano nuovi proprietari

Supercomputer Cray: i giganti del calcolo finiscono all'asta nel Regno Unito

Il panorama del collezionismo tecnologico globale sta vivendo un momento di straordinario fermento nel Regno Unito. La prestigiosa casa d'aste RWB Auctions Limited ha infatti annunciato la messa in vendita di tre pezzi monumentali che hanno definito un'epoca d'oro dell'ingegneria: tre supercomputer Cray. Questi colossi del calcolo, che un tempo rappresentavano il vertice assoluto della potenza computazionale mondiale, provengono dalla collezione privata di Dan Goldsmith, attuale amministratore delegato di Amari. La storia del loro acquisto è quasi leggendaria nel settore: Goldsmith ha rivelato che l'opportunità di acquisire queste macchine gli fu proposta quasi per scherzo da alcuni addetti ai lavori, poiché nessuno credeva seriamente che un singolo privato potesse farsi carico della gestione logistica e tecnica di simili giganti. Tuttavia, la sua visione e la sua passione lo portarono a concludere l'affare, arrivando a ospitare queste macchine all'interno della propria abitazione per circa tre anni. L'utilizzo domestico di un supercomputer degli anni '90, però, non è privo di sfide monumentali; Goldsmith ha raccontato che era possibile tenere accese le macchine per sessioni di appena trenta minuti alla volta, poiché il calore sprigionato dai circuiti rendeva rapidamente l'ambiente invivibile, trasformando la stanza in una vera e propria fornace tecnologica. Ora, con l'obiettivo dichiarato di preservare questo patrimonio per le generazioni future di appassionati di IT e ricercatori, il proprietario ha deciso di rimetterli sul mercato attraverso un'asta che sta già attirando l'attenzione dei principali musei della scienza e di investitori internazionali.

Il pezzo più pregiato della collezione è senza dubbio il Cray T3D, noto internamente con il nome in codice Typhoon. Questa specifica unità vanta un passato illustre presso l'Edinburgh Parallel Computing Centre (EPCC), situato all'interno dell'Università di Edimburgo. Nel giugno 1996, questo sistema si impose come il supercomputer più performante di tutta Europa, scalando le vette della prestigiosa classifica TOP500. Esteticamente inconfondibile grazie alla sua carrozzeria color rosso pomodoro, il modello Cray T3D-MC512 monta ben 512 processori DEC Alpha 21064 con una frequenza di clock di 150 MHz. Per gestire l'immenso calore prodotto da una densità di calcolo così elevata, il sistema utilizza un sofisticato impianto di raffreddamento a liquido basato sul fluido speciale 3M Fluorinert. Con un peso complessivo di 771 kg, questa macchina non è solo un computer, ma un'opera di ingegneria estrema che all'epoca del suo lancio originale aveva un valore di mercato stimato in circa 15 milioni di dollari. Oggi, la base d'asta parte da una cifra simbolica ma significativa: circa 60.000 sterline (pari a oltre 80.000 dollari), rendendolo un investimento incredibile per chiunque desideri possedere un frammento tangibile della storia del calcolo parallelo moderno.

Accanto al leggendario Typhoon, troviamo un altro elemento fondamentale dell'ecosistema di Edimburgo: il Cray Y-MP4E. Caratterizzato da uno chassis rosso fiammante composto da due armadi distinti, questo sistema era originariamente equipaggiato con tre processori vettoriali e svolgeva l'importante funzione di interfaccia front-end per il mastodontico Cray T3D. Nonostante le sue dimensioni relativamente contenute rispetto al fratello maggiore, la sua importanza storica è innegabile, rappresentando l'anello di congiunzione tra l'architettura vettoriale classica e quella massicciamente parallela degli anni successivi. Con una base d'asta fissata a 2.400 sterline (circa 3.227 dollari), questo modello rappresenta l'opzione più accessibile per i collezionisti privati che desiderano un pezzo autentico della Cray Research senza dover affrontare le complessità estreme dei sistemi più grandi. La sua presenza in questa vendita sottolinea come la tecnologia di fine millennio fosse basata su architetture composite, dove diverse macchine collaboravano in sinergia per risolvere i problemi scientifici più complessi del mondo, dalle previsioni meteorologiche alla fisica delle particelle.

Il terzo protagonista dell'evento è forse il più raro e imponente mai apparso sul mercato pubblico: il Cray Triton T-932. Si tratta di una configurazione completa a 32 processori, uno dei soli tre esemplari sopravvissuti di una serie prodotta in appena venti unità totali in tutto il mondo. Con un peso mastodontico di oltre 4 tonnellate, questo sistema ha operato originariamente tra le mura blindate del GCHQ, l'agenzia governativa britannica per la sicurezza e le comunicazioni, dove veniva impiegato per compiti di crittografia e intelligence. Il recupero e la conservazione di questa macchina sono stati un'impresa ciclopica: Dan Goldsmith ha dedicato oltre due anni della sua vita al restauro del sistema, collaborando direttamente con ex tecnici della Cray per assicurarne l'integrità. Al momento del suo debutto commerciale, un Cray Triton poteva arrivare a costare fino a 39 milioni di dollari; oggi, l'offerta di partenza è fissata a 40.000 sterline (circa 53.785 dollari). La sua storia legata ai servizi segreti britannici e la sua rarità assoluta lo elevano a oggetto di culto, simbolo di un'epoca in cui la potenza di calcolo era sinonimo diretto di sicurezza nazionale.

Eventi di questa portata sono estremamente rari nel mercato del vintage tech. Sebbene nel 2024 l'asta della collezione del defunto Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, avesse visto un Cray-1 venduto per la cifra record di 1 milione di dollari e un Cray-2 del 1985 per oltre 176.400 dollari, la disponibilità simultanea di sistemi completi come il Triton o il T3D è un evento che capita raramente in un decennio. Anche negli Stati Uniti, recenti vendite di supercomputer dismessi come il Cheyenne per 480.000 dollari hanno confermato una domanda crescente per questi "dinosauri del silicio". Possedere un Cray oggi non significa soltanto detenere dell'hardware obsoleto, ma conservare la prova fisica del genio di Seymour Cray e dell'incredibile evoluzione del pensiero umano applicato alla computazione. Mentre l'informatica si sposta sempre più verso soluzioni astratte, cloud e quantistiche, queste macchine fisiche rimangono testimonianze affascinanti di un tempo in cui la potenza si misurava in tonnellate di acciaio e chilometri di cavi intrecciati a mano.

Pubblicato Venerdì, 29 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 29 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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