SearchLeak: la falla che usava Bing per spiare Copilot

Varonis scopre una vulnerabilità critica in Microsoft 365 Copilot che permetteva il furto di dati aziendali riservati attraverso un attacco proxy

SearchLeak: la falla che usava Bing per spiare Copilot

L’evoluzione della cybersicurezza ha raggiunto un punto di svolta critico in questo 2026, dove l’adozione massiva di assistenti digitali intelligenti ha trasformato le infrastrutture aziendali in ecosistemi interconnessi e, talvolta, fragili. Recentemente, un team di esperti presso Varonis, azienda pioniera nelle tecnologie di sicurezza dei dati, ha portato alla luce un metodo di attacco sofisticato denominato SearchLeak. Questa minaccia non è una semplice intrusione, ma una concatenazione di vulnerabilità che sfrutta il cuore pulsante della produttività moderna: Microsoft 365 Copilot. La falla, ufficialmente catalogata come CVE-2026-42824, ha ricevuto una valutazione di criticità estrema, mettendo in evidenza come anche i sistemi più avanzati possano essere manipolati attraverso la loro stessa logica di funzionamento.

Il fulcro della scoperta di Varonis risiede nella capacità di SearchLeak di agire in modo quasi invisibile all'utente finale. A differenza delle versioni consumer dell'IA, Microsoft Copilot Enterprise Search possiede privilegi di accesso profondi, potendo interrogare documenti in SharePoint, file su OneDrive, verbali di riunioni su Microsoft Teams e l'intero archivio della posta elettronica aziendale. L'attacco ha inizio in modo ingannevolmente semplice: la vittima riceve un link malevolo che contiene un parametro specifico denominato "q". Una volta cliccato, questo indirizzo invia istruzioni dirette a Copilot, ordinandogli di cercare informazioni riservate e di codificarle all'interno di un indirizzo URL destinato a un'immagine. In questo scenario, l'intelligenza artificiale diventa, suo malgrado, lo strumento principale del furto, eseguendo ricerche interne per conto dell'aggressore senza che vengano sollevati allarmi immediati dai sistemi di monitoraggio tradizionali.

Uno degli aspetti più tecnicamente affascinanti e inquietanti di SearchLeak riguarda l'uso di Bing come server proxy. Per evitare che i browser moderni blocchino le richieste di rete verso domini sospetti a causa delle politiche di sicurezza come la CORS (Cross-Origin Resource Sharing), gli hacker hanno ideato un sistema per cui i dati sottratti vengono veicolati attraverso il servizio di ricerca immagini di Bing. Poiché Bing è un dominio considerato intrinsecamente affidabile in quasi ogni configurazione di rete aziendale gestita da Microsoft, le comunicazioni passano inosservate attraverso i firewall e i sistemi di prevenzione delle intrusioni. La vittima percepisce soltanto un lieve ritardo, un momento in cui Copilot sembra riflettere sulla risposta, mentre in realtà il sistema sta estrapolando dati e inviandoli all'esterno sotto forma di metadati di immagini. La complessità dell'attacco è tale che sfrutta persino il modo in cui il codice HTML viene renderizzato all'interno dell'interfaccia dell'IA: i dati vengono inizialmente inseriti in un tag img e solo successivamente il sistema tenta di neutralizzarli inserendoli in un blocco code, ma in quel brevissimo lasso di tempo, il browser ha già eseguito la richiesta di rete maligna.

Questa catena di exploit dimostra una profonda comprensione dei meccanismi interni di Microsoft 365. Il parametro "q" manipolato agisce come una sorta di prompt injection indiretta. Gli aggressori non hanno bisogno di accedere direttamente al sistema della vittima; è sufficiente che la vittima interagisca con un elemento esterno apparentemente innocuo. Una volta attivato, SearchLeak istruisce l'IA a recuperare segreti industriali, dettagli finanziari o credenziali salvate nei documenti di SharePoint. La capacità di Microsoft Copilot di riassumere e aggregare dati da fonti diverse diventa qui un'arma: invece di scaricare migliaia di file, l'hacker riceve una sintesi precisa dei dati più preziosi, già filtrata dall'intelligenza artificiale stessa. Questo riduce drasticamente il rumore di fondo dell'attacco, rendendolo ancora più difficile da rilevare per i team di Security Operation Center.

Microsoft ha risposto con estrema rapidità alla segnalazione di Varonis, implementando correzioni lato server che neutralizzano la minaccia CVE-2026-42824 a livello globale. Questo intervento tempestivo significa che le organizzazioni che utilizzano l'ecosistema Microsoft 365 non devono compiere azioni manuali per proteggersi, poiché la patch è stata distribuita automaticamente nell'infrastruttura cloud di Redmond. Tuttavia, il caso SearchLeak solleva questioni fondamentali sulla sicurezza dell'IA generativa e sulla tecnica della Retrieval-Augmented Generation (RAG). Se da un lato queste tecnologie aumentano esponenzialmente l'efficienza permettendo ai dipendenti di trovare informazioni in pochi secondi, dall'altro creano nuovi vettori per l'esfiltrazione dei dati che sfuggono alle vecchie logiche di difesa perimetrale. Gli aggressori nel 2026 non cercano più di abbattere le porte digitali, ma di convincere l'assistente virtuale di fiducia ad aprire le finestre sul retro.

Guardando al futuro prossimo, la vicenda sottolinea la necessità di un monitoraggio costante non solo del traffico di rete, ma delle intenzioni e delle azioni intraprese dai modelli di linguaggio all'interno delle reti private. Gli esperti di Varonis hanno dimostrato che il confine tra una funzionalità utile e una falla di sicurezza è spesso sottile quanto una riga di comando ben camuffata. Nonostante la risoluzione della CVE-2026-42824, l'episodio rimane un monito per i responsabili della sicurezza informatica in tutto il mondo: la protezione dei dati non riguarda più solo chi può accedere a un file, ma anche come le intelligenze artificiali interpretano tali accessi. La resilienza digitale richiederà una vigilanza sempre più granulare sulla logica di interazione tra uomo, macchina e dati, assicurando che l'innovazione non diventi un'arma a doppio taglio nelle mani di attori malevoli pronti a sfruttare ogni minima asimmetria informativa. Le aziende devono ora considerare l'IA non solo come un utente privilegiato, ma come un'entità che necessita di sandbox e controlli di output rigorosi per prevenire fughe di notizie involontarie.

In conclusione, sebbene l'allarme per SearchLeak sia rientrato grazie all'intervento coordinato tra Varonis e Microsoft, l'eredità di questa scoperta continuerà a influenzare lo sviluppo delle future versioni di Copilot e di altri agenti AI integrati nei sistemi operativi. La trasparenza dimostrata da Varonis nel condividere i dettagli della vulnerabilità è essenziale per costruire una difesa collettiva più solida in un panorama di minacce in continua evoluzione. In un'epoca in cui l'intelligenza artificiale è integrata in ogni aspetto della vita professionale, dalla gestione delle e-mail alla pianificazione strategica, la collaborazione tra ricercatori indipendenti e colossi tecnologici rimane il pilastro fondamentale per garantire che la trasformazione digitale proceda su binari di sicurezza e affidabilità totale. Il panorama delle minacce nel 2026 continuerà a evolversi, ma la capacità di prevenire e rispondere a falle come la SearchLeak determina la vera maturità del settore tecnologico contemporaneo e la fiducia che gli utenti possono riporre negli strumenti di domani.

Pubblicato Martedì, 16 Giugno 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 16 Giugno 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


Consulta tutti gli articoli di Anna S.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti