La sfida tra Atalanta e Borussia Dortmund, valida per i playoff di Champions League, è avvolta da un'atmosfera tutt'altro che serena. Oltre all'importanza della partita sul campo, sullo sfondo resta viva la polemica legata al trasferimento di Samuele Inacio, giovane attaccante che ha fatto scoppiare un caso diplomatico tra le due società. A testimonianza di questa tensione, anche in occasione della gara di ritorno a Bergamo, come già accaduto all'andata, non si è tenuto il tradizionale pranzo istituzionale UEFA tra i dirigenti dei due club.
Luca Percassi, amministratore delegato dell'Atalanta, ha confermato con un sorriso amaro la mancata occasione di confronto: "Effettivamente abbiamo digiunato. La speranza era che cogliessero l'occasione per dialogare. Così non è stato. Andiamo avanti". Parole che rimarcano la posizione ferma della società bergamasca, che già prima della partita d'andata aveva espresso il proprio disappunto per la gestione della vicenda Inacio. "Credo ci sia stata una grande mancanza di rispetto nei nostri confronti", aveva dichiarato Percassi, aggiungendo: "Brutto che un club di questo livello non voglia risolvere la questione. Il ragazzo è cresciuto da noi: c'è un periodo entro cui si può operare e loro hanno agito molto prima. Il Dortmund non può venire a sottrarre così un talento della cantera dell'Atalanta. Resta una ferita aperta e anche dal punto di vista legale siamo convinti di avere ragione".
Il fulcro della discordia è il trasferimento di Samuele Inacio, figlio dell'ex calciatore Pia, avvenuto nell'estate del 2024, quando il giocatore aveva solo 16 anni. La dirigenza dell'Atalanta ritiene che il Borussia Dortmund abbia violato le norme FIFA in materia di trasferimenti di giocatori minorenni, aprendo un contenzioso legale che ha portato entrambe le società a rivolgersi alla FIFA per dirimere la questione. La famiglia Percassi considera "irregolare" la modalità con cui è stato perfezionato il trasferimento.
Di tutt'altro avviso è il Borussia Dortmund. Lars Ricken, dirigente del club tedesco, si è detto sorpreso dalle dichiarazioni di Percassi, sottolineando come la società abbia agito nel pieno rispetto delle regole: "Il pranzo non c'è stato la settimana scorsa e non ci sarà nemmeno stavolta. La ragione è legata a Inacio: ora si solleva la questione sul trasferimento di un minore, ma noi abbiamo fatto tutto in modo dettagliato e la FIFA ci ha già confermato che abbiamo agito in maniera corretta. Samuele gioca con noi da un anno e mezzo, non ci era mai capitato che una cena tra vertici dei club non si svolgesse". La società tedesca si dichiara quindi tranquilla, forte del parere favorevole espresso dalla FIFA in merito alla regolarità del trasferimento.
Al di là del caso Inacio, il Borussia Dortmund guarda con attenzione al talento dei giovani calciatori italiani. Oltre al contestato attaccante, nel club tedesco militano anche i difensori Filippo Mané, classe 2005, proveniente dal settore giovanile del Novara, e Luca Reggiani, classe 2008, cresciuto nel Sassuolo. Mané, titolare nell'ultima gara della League Phase contro l'Inter, è stato però costretto a saltare la trasferta di Bergamo a causa di un infortunio, mentre Reggiani ha giocato da titolare nelle ultime partite del Borussia, compresa la gara d'andata contro l'Atalanta. La presenza di questi giovani talenti italiani testimonia l'attenzione del Borussia Dortmund verso il calcio italiano e la sua capacità di scovare e valorizzare giovani promesse.
Mentre il contenzioso legale tra le due società prosegue, l'attenzione si sposta sul campo, dove Atalanta e Borussia Dortmund si affronteranno per conquistare un posto nei quarti di finale di Champions League. Una sfida che, al di là del risultato sportivo, porta con sé le scorie di una polemica che ha incrinato i rapporti tra due club di alto livello.

