Il successo della prima impresa TSMC in Giappone è un esempio lampante di collaborazione efficace tra il management aziendale e le autorità locali. Queste ultime hanno supportato il progetto con generosi sussidi e hanno accelerato la risoluzione di tutte le questioni amministrative. Questo clima favorevole ha acceso l'interesse verso la costruzione di impianti di produzione di memorie nel paese, ma non da parte dei colossi sudcoreani SK Hynix e Samsung Electronics.
Non è corretto affermare che il Giappone sia totalmente assente dalla scena produttiva di memorie. Micron Technology, azienda statunitense, possiede stabilimenti locali ereditati dalla fallita Elpida (2012), dove produce DRAM. Inoltre, Kioxia, società giapponese precedentemente parte di Toshiba, produce NAND in grandi volumi. Tuttavia, secondo quanto riportato da Chosun Biz, negli ultimi anni le autorità giapponesi hanno ripetutamente manifestato il desiderio di ospitare sul proprio territorio impianti di produzione di memorie gestiti dai giganti sudcoreani SK Hynix e Samsung Electronics.
È importante ricordare che i principali stabilimenti di produzione di memorie di SK Hynix e Samsung Electronics sono situati in Cina, non in Corea del Sud. Entrambe le aziende dominano il mercato globale delle memorie e qualsiasi interruzione delle attività degli impianti cinesi potrebbe avere conseguenze disastrose per l'intera industria dei semiconduttori. Recentemente, SK Hynix ha dovuto smentire le voci, diffuse dai media giapponesi, di un investimento di oltre 12 miliardi di dollari per la costruzione di un proprio stabilimento in Giappone.
Le autorità giapponesi hanno più volte proposto ai colossi coreani la localizzazione della produzione di memorie, ma finora hanno ricevuto un rifiuto, motivato principalmente da ragioni politiche. Dal punto di vista economico, l'operazione sarebbe vantaggiosa, poiché la creazione di un impianto di produzione di memorie in Giappone richiederebbe la metà degli investimenti necessari in Corea del Sud. Inoltre, le autorità locali offrono un significativo supporto infrastrutturale e amministrativo, oltre a generosi incentivi economici. TSMC, Micron e Kioxia beneficiano già di tali agevolazioni, quindi anche i produttori coreani di memorie sarebbero supportati dalle autorità giapponesi. Tuttavia, le motivazioni politiche prevalgono, e Samsung e SK Hynix non sembrano intenzionate a costruire i propri impianti di produzione di memorie in Giappone. Le tensioni storiche e le dispute diplomatiche tra Corea del Sud e Giappone continuano a influenzare le decisioni economiche, nonostante i potenziali vantaggi reciproci.
La riluttanza di Samsung e SK Hynix a investire in Giappone evidenzia come le dinamiche geopolitiche possano pesare sulle strategie aziendali, anche quando le opportunità economiche sono evidenti. Il Giappone, pur offrendo condizioni favorevoli, non riesce a superare le barriere politiche che ostacolano la cooperazione con i giganti coreani nel settore delle memorie. Resta da vedere se, in futuro, un cambiamento nel panorama politico potrà sbloccare questa situazione e favorire una maggiore integrazione tra le industrie dei due paesi.

