L'osservatorio Vera Rubin scopre 2026 ED138: un nuovo candidato pianeta nano oltre Nettuno
Individuato dall'astrofisico Matthew Holman, l'oggetto ha un diametro stimato fino a 1.500 chilometri e orbita a una distanza di 46 unità astronomiche dal Sole.
L'Osservatorio Vera C. Rubin ha individuato un nuovo corpo celeste nelle regioni più remote del sistema solare, denominato provvisoriamente 2026 ED138. Si tratta dell'oggetto più luminoso scoperto finora oltre l'orbita di Plutone. L'annuncio giunge a vent'anni esatti dalla decisione dell'Unione Astronomica Internazionale di riclassificare Plutone come pianeta nano, aprendo la possibilità che il nuovo candidato possa presto unirsi alla ristretta cerchia di corpi celesti riconosciuti ufficialmente in questa categoria.
La scoperta è avvenuta nell'ambito della Legacy Survey of Space and Time (LSST), un ambizioso progetto di monitoraggio del cielo della durata di dieci anni, iniziato ufficialmente nel luglio 2026. L'astronomo Matthew Holman ha identificato l'oggetto analizzando i flussi di dati raccolti nella prima parte dell'anno. La conferma è stata possibile grazie all'impiego di un avanzato algoritmo di calcolo, sviluppato da Holman e dal suo team, capace di correlare miliardi di segnalazioni di corpi in movimento per determinare quali appartengano alla medesima traiettoria. Una successiva analisi degli archivi ha permesso di rintracciare 2026 ED138 in immagini acquisite già nel 2016, fornendo agli scienziati dati sufficienti per ricostruire un decennio di movimento orbitale.
Secondo i rilievi preliminari, l'oggetto è situato a una distanza di circa 46 unità astronomiche dal Sole, risultando quindi sensibilmente più lontano rispetto alla posizione media di Plutone, che dista circa 40 unità astronomiche. 2026 ED138 è classificato come un corpo transnettuniano della "popolazione calda", a causa di un'orbita inclinata di quasi 25 gradi rispetto al piano orbitale dei principali pianeti del sistema solare. Questa caratteristica suggerisce che il corpo celeste possa essere stato spostato dalla sua collocazione originaria a causa dell'influenza gravitazionale esercitata da Nettuno nel corso di milioni di anni.
Le dimensioni dell'oggetto rappresentano l'elemento chiave per il suo futuro riconoscimento ufficiale. Le stime attuali indicano un diametro compreso tra i 600 e i 1.500 chilometri. La precisione di questo dato dipende dall'albedo, ovvero la frazione di luce solare riflessa dalla superficie, che non è ancora stata determinata con esattezza. Qualora le prossime osservazioni all'infrarosso confermassero che l'oggetto possiede una massa sufficiente per aver assunto una forma sferica sotto la propria gravità, 2026 ED138 potrebbe essere classificato come pianeta nano, aggiungendosi a Cerere, Plutone, Eris, Haumea e Makemake.
Il rilevamento è avvenuto in una zona di cielo prossima al piano della Via Lattea, un'area solitamente difficile da esplorare a causa dell'elevata densità di stelle di fondo che possono mascherare i corpi celesti più deboli. L'impresa conferma le prestazioni della strumentazione tecnologica dell'osservatorio, operativo dal giugno 2025. La camera digitale da 3,2 gigapixel del telescopio è in grado di catturare porzioni di cielo vaste quanto 45 lune piene in una sola esposizione, garantendo una capacità di osservazione senza precedenti per gli studi sulla dinamica del sistema solare esterno.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 29 ottobre 2026, 12:17 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.


























