Midnight Mimosa: lo scandalo dei malware preinstallati sugli smartphone cloni

Un'indagine di Bitdefender svela come migliaia di dispositivi economici arrivino sul mercato con un virus nel firmware, colpendo duramente anche l'Italia

Midnight Mimosa: lo scandalo dei malware preinstallati sugli smartphone cloni

Il panorama della sicurezza informatica nel 2026 si trova a fronteggiare una delle minacce più subdole e difficili da eradicare mai documentate dai laboratori di ricerca internazionali. Gli esperti di Bitdefender hanno recentemente portato alla luce una vasta operazione di distribuzione di software malevolo denominata Midnight Mimosa. A differenza delle comuni minacce che si diffondono tramite link di phishing o applicazioni contraffatte scaricate incautamente, questo malware non richiede alcuna azione da parte dell'utente per infettare il sistema: esso è già presente all'interno del dispositivo nel momento esatto in cui viene estratto dalla confezione originale. Questa campagna si concentra prevalentemente su una specifica nicchia di mercato, ovvero quella degli smartphone Android di fascia ultra-economica prodotti in Cina, che spesso imitano esteticamente i modelli di punta dei marchi più blasonati a una frazione del loro costo reale.

L'indagine condotta dai ricercatori ha rivelato che il codice di Midnight Mimosa è integrato direttamente nel firmware del dispositivo, rendendolo di fatto una componente strutturale del sistema operativo. Tra i modelli identificati come compromessi figurano numerosi cloni che si spacciano per i celebri S24 Ultra, S25 Ultra, S26 Ultra, oltre a imitazioni della linea Apple come l'i17 Pro Max e l'i16 Pro Max. Sorprendentemente, l'infezione non ha risparmiato produttori che godono di una certa visibilità nel settore dei dispositivi ultra-resistenti, come Doogee e Cubot, con i modelli Doogee S200 X e Cubot Kingkong X inseriti nella lista nera dei dispositivi infetti. Questo dettaglio suggerisce che la compromissione della catena di approvvigionamento potrebbe essere avvenuta a un livello molto alto, rendendo difficile stabilire se l'infezione sia opera dei produttori originali o di intermediari incaricati di personalizzare il software di sistema prima della distribuzione globale.

Dal punto di vista tecnico, Midnight Mimosa opera con privilegi di sistema elevati, una condizione che gli conferisce un controllo quasi totale sull'hardware e sul software. Una volta attivato, il malware è in grado di installare e rimuovere applicazioni in modo invisibile, concedere autonomamente autorizzazioni critiche ai processi malevoli e scaricare codice aggiuntivo da server remoti controllati dagli aggressori. Per mantenere un profilo basso e sfuggire ai controlli di sicurezza integrati, una delle prime azioni compiute dal virus è la disattivazione dei servizi di protezione del Google Play Store. Questa manovra impedisce a Google Play Protect di rilevare e segnalare le attività anomale, lasciando il campo libero agli hacker per sfruttare il dispositivo per i propri scopi illeciti. L'obiettivo principale di questa campagna sembra essere il profitto economico diretto e indiretto: i dispositivi infetti vengono utilizzati per generare introiti attraverso la visualizzazione di pubblicità nascoste, la simulazione di clic fraudolenti (click fraud) e, ancor più grave, l'integrazione degli smartphone in enormi reti botnet.

Le dimensioni della campagna sono impressionanti e testimoniano la natura globale del cybercrimine moderno. In circa due anni di monitoraggio, sono state rilevate tracce di Midnight Mimosa su migliaia di dispositivi distribuiti in oltre 150 paesi. L'analisi geografica mostra una concentrazione particolarmente elevata in nazioni come il Messico e la Francia, ma anche l'Italia risulta essere tra i paesi più colpiti in Europa, seguita da Stati Uniti, Germania, Brasile e Spagna. Il mercato italiano, da sempre sensibile ai prezzi competitivi degli store online internazionali, è diventato un terreno fertile per la diffusione di questi cloni a basso costo, spesso acquistati da utenti ignari che cercano un'estetica premium a prezzi irrisori, senza considerare i rischi catastrofici per la propria privacy e sicurezza digitale.

La vera criticità risiede nell'impossibilità di rimuovere il malware attraverso i metodi convenzionali. Poiché Midnight Mimosa risiede nella partizione di sistema del firmware, un semplice ripristino dei dati di fabbrica non ha alcun effetto: al riavvio, il virus sarà nuovamente attivo e pronto a operare. Per un utente comune, l'eliminazione della minaccia è praticamente impossibile, poiché richiederebbe competenze avanzate nell'uso dell'interfaccia ADB (Android Debug Bridge) o la capacità di reinstallare una versione pulita del sistema operativo tramite il flashing del firmware, operazioni che invalidano la garanzia e rischiano di rendere il telefono inutilizzabile. In assenza di un intervento tecnico specializzato, l'unica soluzione sicura rimane purtroppo l'abbandono del dispositivo. Questa vicenda mette in luce l'importanza cruciale di diffidare da prodotti tecnologici eccessivamente economici e privi di certificazioni ufficiali, ribadendo che nel mondo digitale della metà degli anni venti, il risparmio iniziale può tradursi in un costo altissimo in termini di sicurezza personale e integrità dei dati.

Pubblicato Venerdì, 09 Ottobre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 09 Ottobre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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