Alibaba, Tencent e ByteDance chiedono contratti decennali a Samsung e SK hynix per le memorie
I colossi cinesi puntano a raddoppiare la durata delle forniture di chip DDR e LPDDR per i propri data center, cercando stabilità in un mercato storicamente ciclico.
I giganti tecnologici cinesi Alibaba, Tencent e ByteDance hanno avviato trattative con i produttori sudcoreani Samsung Electronics e SK hynix per estendere la durata dei contratti di fornitura di memorie fino a dieci anni. La richiesta punta a raddoppiare l'attuale limite massimo di cinque anni previsto per gli accordi a lungo termine, riflettendo la necessità delle aziende cinesi di garantire la continuità operativa dei propri centri dati a fronte di un mercato dei semiconduttori caratterizzato da una forte ciclicità e da potenziali carenze di componenti.
Secondo quanto emerso dai rapporti dei media coreani, la pressione sulla produzione di memorie è già elevata. SK hynix ha recentemente dichiarato che oltre il 50% del volume di produzione pianificato per il 2027 e il 2028 è già stato allocato tramite contratti a lungo termine. Anche Samsung Electronics segue una tendenza simile, avendo già impegnato fino all'80% della propria capacità produttiva per il 2027 attraverso accordi pluriennali. L'obiettivo strategico dell'azienda per il futuro è quello di vendere oltre il 70% dei propri prodotti seguendo questo schema di pianificazione anticipata.
L'iniziativa di Alibaba, Tencent e ByteDance indica che i principali operatori del mercato cloud non prevedono una risoluzione rapida dei problemi di approvvigionamento globale. Trasformare l'acquisto di memorie in un elemento di pianificazione decennale offre vantaggi reciproci: i fornitori possono programmare meglio gli investimenti e la produzione, contando su prezzi prevedibili e su ingenti pagamenti anticipati da reinvestire nell'espansione degli impianti. Tuttavia, un orizzonte temporale così esteso introduce rischi legati alla volatilità dei prezzi. Se i prezzi sul mercato spot dovessero scendere al di sotto di quelli fissati nei contratti decennali, i compratori potrebbero subire perdite finanziarie significative a causa di accordi troppo rigidi.
La Cina dispone attualmente di 24 gigawatt di potenza di calcolo nei propri data center, posizionandosi al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti. Per sostenere questa infrastruttura, le aziende locali necessitano di forniture costanti di memorie DDR e chip LPDDR per server. In questo scenario, l'azienda statunitense Micron Technology rimane esclusa dalle trattative. Dal 2023, le autorità cinesi hanno vietato l'uso dei suoi prodotti nelle infrastrutture critiche nazionali, categoria in cui rientrano i grandi centri dati dei colossi del web. Inoltre, nel 2025 Micron Technology ha annunciato ufficialmente la cessazione della fornitura di memorie per server sul mercato cinese, lasciando il campo ai produttori coreani.
La stabilità delle forniture di semiconduttori rimane dunque una priorità assoluta per le aziende cinesi, pronte a vincolarsi a lunghissimo termine pur di non restare escluse dalla prossima fase di espansione tecnologica.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 28 ottobre 2026, 17:02 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.


























