Il termine "IA-washing" sta emergendo nel dibattito pubblico, riferendosi alla pratica da parte dei datori di lavoro di mascherare i licenziamenti con la scusa dell'adozione dell'intelligenza artificiale (IA). Anche i più ferventi sostenitori dell'IA ammettono che questa sta diventando una copertura conveniente per giustificare la riduzione del personale per ragioni diverse.
Peter Bell, fondatore della startup Gather.dev, che ha sviluppato IA-agenti dando loro nomi umani e creando contesti di vita fittizi, afferma: "È un'ottima cortina fumogena se devi aumentare rapidamente i profitti netti". Bell suggerisce che, con il pretesto dell'implementazione dell'IA, i proprietari di aziende possono ridurre il personale quasi impunemente, pur essendo guidati da altre considerazioni.
Esperti di machine learning ed economia, intervistati dal The Wall Street Journal, concordano sul fatto che, allo stato attuale, l'IA non può sostituire gli umani nella maggior parte dei settori economici. Anche se le aziende giustificano i licenziamenti con l'adozione dell'IA, le ragioni reali sono spesso legate alla diminuzione delle vendite, al cambiamento delle priorità o a un'eccessiva espansione del personale in passato.
Gli analisti di Forrester Research sottolineano che i proprietari di aziende appaiono più virtuosi agli occhi degli investitori e dei clienti quando giustificano i licenziamenti con l'aumento dell'efficienza derivante dall'IA: "Suona molto più razionale e innovativo". Tali dichiarazioni pubbliche possono portare a un aumento del prezzo delle azioni della società, poiché gli investitori vedono di buon occhio queste argomentazioni. Secondo i dati disponibili, lo scorso anno i datori di lavoro americani hanno licenziato oltre 1,2 milioni di dipendenti. Tuttavia, gli esperti di Forrester stimano che meno di 100.000 di questi licenziamenti siano effettivamente attribuibili all'IA.
Gli specialisti che si occupano dell'implementazione pratica dell'IA lamentano la lunghezza del processo di integrazione, spesso complicato da questioni di sicurezza e altre restrizioni normative. Ci vorrà tempo prima che un IA-bot possa sostituire le funzioni umane nei processi aziendali della maggior parte delle aziende. Forrester prevede che entro il 2030 il 6,1% dei posti di lavoro nel mercato statunitense sarà perso a causa dell'IA. Una percentuale non trascurabile, ma che non preannuncia un'imminente apocalisse lavorativa.
Per i datori di lavoro, la prospettiva di sostituire i dipendenti con l'IA diventa spesso un deterrente per mantenere il personale motivato. Questa minaccia può stimolare la ricerca di idee imprenditoriali e soluzioni tecniche che potrebbero non emergere in un ambiente psicologico più favorevole. Gli analisti di Gartner ritengono che la metà delle aziende che hanno già sostituito gli umani con IA-bot in posizioni di routine tornerà ad assumere nuovo personale l'anno prossimo. L'implementazione dell'IA e il mantenimento degli ingegneri che configurano questi complessi sistemi possono costare alle aziende più di quanto costi un team di dipendenti che risponde alle telefonate dei clienti. Inoltre, gli IA-bot spesso irritano i clienti, che preferiscono comunque parlare con un operatore umano.
In conclusione, mentre l'IA continua a evolversi e a integrarsi nel mondo del lavoro, è fondamentale distinguere tra l'hype e la realtà. Le aziende devono essere trasparenti sulle ragioni dei licenziamenti, evitando di utilizzare l'IA come una scusa per nascondere altre motivazioni. Allo stesso tempo, i lavoratori devono essere consapevoli delle potenziali opportunità e minacce derivanti dall'automazione, preparandosi ad adattarsi alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

