Meta Platforms, apparentemente decisa a dimostrare i benefici dell'intelligenza artificiale (IA), sta sperimentando nuove idee al suo interno. Oltre a un agente IA per assistere Mark Zuckerberg nella gestione dell'azienda, Meta sta sviluppando un avatar IA che comunicherà con i dipendenti a nome del CEO.
Queste iniziative sono separate. Meta stava già lavorando su personaggi tridimensionali fotorealistici dotati di IA per rispondere a domande per conto dei loro prototipi e ha deciso di creare un avatar virtuale per Zuckerberg. Lo stesso Zuckerberg è coinvolto nel test e nell'addestramento del modello linguistico, alimentato da video dei suoi interventi pubblici per replicare accuratamente tono e modi di dire. L'avatar integrerà anche le opinioni di Zuckerberg sulla strategia aziendale, facilitando le interazioni con i dipendenti.
Mark Zuckerberg sta personalmente dimostrando l'impegno di Meta nell'IA, dedicando dalle cinque alle dieci ore settimanali alla programmazione e partecipando a riunioni tecniche. L'idea di un avatar IA non è nuova: a settembre 2023, Meta aveva proposto di "animare" i chatbot con le sembianze e le voci di celebrità consenzienti, iniziativa ben accolta dal pubblico giovane. Successivamente, è stata presentata AI Studio, che permette agli utenti di creare personaggi IA personalizzati. A causa di abusi, da gennaio Meta ha limitato l'accesso ai personaggi IA per gli adolescenti.
Il laboratorio interno Superintelligence Labs di Meta ha continuato a sviluppare gli avatar IA. Gli esperimenti hanno rivelato che la creazione di avatar fotorealistici richiede molte risorse computazionali e presenta difficoltà nel garantire interazioni fluide. L'aspetto vocale è cruciale: l'anno scorso, Meta ha acquisito le startup PlayAI e WaveForms, specializzate in questo campo. Anche l'avatar di Zuckerberg verrà addestrato con registrazioni della sua voce. Se l'esperimento avrà successo, i professionisti creativi potranno creare i propri doppi IA per interagire con il pubblico.
I processi interni di Meta si orientano sempre più verso l'IA. Strumenti come OpenClaw dovrebbero essere utilizzati per automatizzare compiti ripetitivi. I product manager sono invitati a testare le proprie competenze IA nella scrittura di codice e nello sviluppo di sistemi tecnici. Sebbene non obbligatori, questi test mirano a identificare lacune formative, ma alcuni dipendenti temono che possano preludere a nuovi licenziamenti. Questa transizione verso l'IA solleva interrogativi sul futuro del lavoro in Meta e sull'impatto delle nuove tecnologie sulla forza lavoro. L'azienda, infatti, sta investendo massicciamente in progetti di intelligenza artificiale generativa, con l'obiettivo di integrare queste tecnologie in tutti i suoi prodotti e servizi. Resta da vedere come questi cambiamenti influenzeranno la cultura aziendale e la produttività dei dipendenti nel lungo termine.

