Operazione Dragone: Smantellata a Padova la rete criminale Cinese tra droga, bisca e immigrazione clandestina

Un indagine congiunta di Guardia di Finanza e Polizia Locale porta a 8 arresti e 24 denunce, svelando un sistema di affari illeciti esteso fino a Milano e Prato

Operazione Dragone: Smantellata a Padova la rete criminale Cinese tra droga, bisca e immigrazione clandestina

Una vasta operazione di polizia giudiziaria ha scosso le fondamenta della criminalità organizzata di etnia sinica radicatasi nel cuore del Veneto. Al termine di una complessa e meticolosa attività d indagine, coordinata con estrema precisione dalla locale Procura della Repubblica, gli uomini delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova e gli agenti del Corpo di Polizia Locale di Padova hanno inferto un colpo durissimo a un organizzazione criminale cinese. L operazione si è conclusa con l arresto in flagranza di 8 soggetti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti e la denuncia a piede libero di ulteriori 24 soggetti, accusati a vario titolo di reati gravissimi che spaziano dal favoreggiamento dell immigrazione clandestina al gioco d azzardo, fino alla detenzione abusiva di armi da fuoco e munizionamento.

L indagine, nata da un attenta osservazione del territorio da parte del Gruppo della Guardia di Finanza di Padova e dal Reparto di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale, ha preso le mosse dai quotidiani servizi di controllo nelle aree calde della città del Santo. I primi segnali di allarme sono emersi monitorando i quartieri della stazione Ferroviaria, l Arcella e la Stanga, storicamente sensibili a fenomeni di degrado urbano e infiltrazione criminale. Tuttavia, i tentacoli dell organizzazione non si fermavano ai confini urbani, estendendosi progressivamente nell hinterland padovano, coinvolgendo comuni come Cadoneghe, Vigonza, Saonara, Piove di Sacco e Terrassa Padovana. La capacità di ramificazione del gruppo ha richiesto un impegno investigativo senza precedenti, che ha varcato i confini regionali per toccare le province di Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigo, ma anche i grandi poli industriali e logistici di Milano, Modena e Prato.

Uno degli elementi più inquietanti emersi dall inchiesta riguarda il traffico di sostanze stupefacenti sintetiche. Durante le perquisizioni, le forze dell ordine hanno sequestrato circa 3 kg di droga, con una netta prevalenza di shaboo. Questa metamfetamina, nota per i suoi effetti devastanti sul sistema nervoso centrale e per la rapidità con cui crea dipendenza, è estremamente diffusa nelle comunità orientali, ma si sta pericolosamente espandendo anche nel mercato locale. Oltre allo shaboo, sono state rinvenute pasticche di ecstasy, crack, amfetamine e marijuana, a dimostrazione di un offerta variegata volta a soddisfare diverse tipologie di consumatori. Il sequestro di 6 bilancini di precisione e di materiale professionale per il confezionamento conferma la natura imprenditoriale dello spaccio, che utilizzava anche canali postali internazionali provenienti dalla Spagna per l approvvigionamento.

Parallelamente al narcotraffico, l organizzazione gestiva un lucroso giro di gioco d azzardo clandestino. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova ha disposto il sequestro preventivo di una vera e propria bisca situata nel centro cittadino. All interno del locale, gli indagati organizzavano sessioni di poker e mahjong con puntate in denaro altissime. Il sequestro di un tavolo professionale e di 102 tessere di mahjong, insieme a 3.870 euro in contanti, testimonia la vitalità di questo circuito illegale, frequentato assiduamente da soggetti che, pur risultando formalmente dipendenti di società locali, conducevano uno stile di vita sfarzoso tra ristoranti di lusso e il Casinò di Venezia.

Non meno grave è il capitolo relativo all immigrazione clandestina. Gli indagati sono accusati di aver orchestrato un sistema per regolarizzare fittiziamente cittadini stranieri attraverso la stipula di falsi contratti di lavoro, permettendo così l ottenimento illecito di permessi di soggiorno. Questo meccanismo di sfruttamento delle normative vigenti serviva non solo a incrementare i profitti del clan, ma anche a creare una rete di manovalanza fedele e ricattabile. La pericolosità del gruppo era accentuata dal possesso di armi: sono state rinvenute 2 pistole scacciacani, un coltello e ben 93 proiettili, oltre a 50 chiodi a quattro punte, strumenti tipici della criminalità organizzata utilizzati per neutralizzare eventuali inseguimenti delle forze di polizia durante il trasporto di merce illegale.

Questa operazione rappresenta una risposta ferma delle istituzioni alla criminalità straniera nel Veneto, dimostrando come la sinergia tra diverse forze di polizia sia la chiave per smantellare strutture criminali complesse. Il ripristino della legalità in zone critiche come l Arcella è una priorità per la sicurezza pubblica. È opportuno ricordare che, nonostante la gravità degli indizi raccolti attraverso intercettazioni ambientali, pedinamenti e videoriprese, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, nel rispetto dei principi costituzionali, i soggetti coinvolti devono essere considerati non colpevoli fino a un eventuale provvedimento definitivo di condanna.

Pubblicato Mercoledì, 06 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 06 Maggio 2026

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