Nel 2025, la Guardia di Finanza ha intensificato significativamente la sua azione di contrasto alla criminalità organizzata, portando a termine oltre 1.300 indagini che hanno coinvolto più di 7.400 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche. Questi numeri riflettono non solo la persistenza del fenomeno mafioso, ma anche l'ampiezza e l'efficacia della risposta investigativa messa in campo dal Corpo.
La strategia di contrasto si concentra sempre più sull'aggressione dei patrimoni illeciti, un terreno particolarmente insidioso a causa dell'uso sistematico di prestanome e strutture societarie fittizie, che consentono alle organizzazioni criminali di occultare la reale proprietà dei beni. In questo contesto, nel corso dell'anno, sono stati proposti sequestri per oltre 3,3 miliardi di euro, mentre il valore dei beni effettivamente sequestrati o confiscati ha raggiunto circa 1,6 miliardi di euro.
Parallelamente all'azione repressiva, si è rafforzata anche la dimensione preventiva. Le circa 66.000 attività amministrative svolte – tra controlli nei cantieri e verifiche antimafia – testimoniano un presidio sempre più capillare sull'economia legale, con l'obiettivo di prevenire infiltrazioni e tutelare gli operatori onesti. Sul fronte delle misure di prevenzione, il valore dei compendi aziendali sottoposti ad amministrazione o controllo giudiziario si attesta intorno ai 29,6 milioni di euro.
Risultati significativi sono stati ottenuti anche nella lotta al narcotraffico, con oltre 33 tonnellate di sostanze stupefacenti sequestrate e più di 800 persone denunciate. Anche in questo ambito, l'attenzione si concentra sempre più sui flussi finanziari illeciti: 8 milioni di euro sequestrati e oltre 3,5 milioni confiscati ai narcotrafficanti.
Tra le operazioni più rilevanti dell'anno, emerge con forza il settore del gaming, confermando come il comparto del gioco, in particolare online, continui a rappresentare un ambito sensibile per le infiltrazioni criminali. La crescente popolarità e accessibilità del gioco online, unita alla difficoltà di tracciare i flussi finanziari, lo rende un terreno fertile per le attività illecite.
A Catania, ad esempio, la Guardia di Finanza ha eseguito una misura di prevenzione per oltre 40 milioni di euro nei confronti di un soggetto ritenuto contiguo ai clan Santapaola-Ercolano e Cappello-Bonaccorsi. L'indagine ha rivelato un sofisticato sistema tecnologico e gestionale per le scommesse online, sviluppato per consentire alle organizzazioni mafiose di penetrare nel mercato del gaming. Questa infrastruttura non si limitava alla mera raccolta delle giocate, ma mirava anche all'acquisizione di licenze e autorizzazioni, sfruttando canali apparentemente legali per consolidare la presenza dei clan nel settore.
Il sequestro ha riguardato un patrimonio considerevole: 89 immobili e 20 attività commerciali, di cui 8 all'estero. Questo dato evidenzia la dimensione internazionale delle operazioni e la crescente sofisticazione delle strategie criminali nel comparto del gioco. La capacità delle organizzazioni di operare su scala globale rappresenta una sfida complessa per le autorità, che devono intensificare la cooperazione internazionale per contrastare efficacemente questi fenomeni.
L'operazione siciliana si inserisce in un quadro più ampio, in cui il gaming online si conferma uno degli ambiti più esposti ai tentativi di infiltrazione. La combinazione tra elevata liquidità, innovazione tecnologica e possibilità di operare su scala transnazionale rende il settore particolarmente attrattivo per le organizzazioni criminali, che lo utilizzano sia per generare profitti illeciti sia per riciclare capitali sporchi. Le autorità di regolamentazione e le forze dell'ordine sono chiamate a sviluppare strategie innovative per monitorare e contrastare queste attività, sfruttando anche le potenzialità dell'intelligenza artificiale e dell'analisi dei big data.
Oltre al caso di Catania, altre operazioni hanno colpito duramente diversi settori strategici. A Reggio Calabria sono stati confiscati beni per 140 milioni di euro a imprenditori collusi con la 'ndrangheta nel settore dei prodotti petroliferi. A Brescia, un'organizzazione dedita al narcotraffico internazionale è stata smantellata con 24 arresti e sequestri per circa 3 milioni di euro. A Trieste, infine, un sistema illecito nel traffico di rifiuti ha portato a sequestri per 92 milioni di euro.
Nel complesso, il bilancio del 2025 conferma una strategia sempre più orientata a colpire i patrimoni e le reti economiche della criminalità organizzata. In questo scenario, il gaming, soprattutto nella sua dimensione digitale, rimane uno dei fronti più delicati, dove regolamentazione, controlli e cooperazione internazionale diventano elementi decisivi per arginare l'espansione delle mafie. La collaborazione tra istituzioni, operatori del settore e società civile è fondamentale per proteggere l'economia legale e garantire un futuro più sicuro e prospero per il paese.

