Riordino del gioco fisico: il 10 Aprile il decreto approda in conferenza unificata

Lo Stato e le Regioni cercano l'intesa definitiva sulla riforma di Slot e VLT: verso nuove regole per il comparto retail dopo anni di attesa

Riordino del gioco fisico: il 10 Aprile il decreto approda in conferenza unificata

Il percorso di riforma del settore del gioco pubblico in Italia segna una data cruciale sul calendario istituzionale. Dopo il lungo iter che ha caratterizzato il biennio 2024-2025, con la messa a terra del riordino del comparto online, l'attenzione del Governo e degli stakeholder si sposta ora con decisione sul territorio. Venerdì 10 aprile, il decreto legislativo recante le disposizioni per il riordino del gioco fisico sarà ufficialmente all'esame della Conferenza Unificata. Questo passaggio rappresenta il momento della verità per il dialogo tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali, chiamati a trovare una sintesi definitiva sulla cosiddetta 'questione territoriale'.

Il testo che approda sul tavolo del confronto istituzionale è il frutto di mesi di negoziazioni serrate. L'obiettivo dichiarato del Ministero dell'Economia e delle Finanze è quello di superare la frammentazione normativa che, per oltre un decennio, ha visto proliferare leggi regionali e regolamenti comunali estremamente eterogenei. La giungla di distanziometri, limitazioni orarie e divieti di apertura ha creato un clima di incertezza giuridica per gli operatori del settore retail, che ora chiedono certezze per poter pianificare gli investimenti dei prossimi anni. Il decreto mira a definire uno standard nazionale che garantisca, da un lato, la tutela della salute pubblica e la prevenzione del gioco d'azzardo patologico e, dall'altro, la sostenibilità economica di un comparto che garantisce migliaia di posti di lavoro e un gettito erariale fondamentale.

Uno dei punti cardine della riforma che verrà discussa il 10 aprile riguarda la qualificazione dei punti vendita. Il Governo punta a una drastica riduzione della capillarità dell'offerta in favore di una maggiore qualità e sicurezza dei luoghi di gioco. Questo significa criteri più stringenti per l'ottenimento delle licenze e l'introduzione di certificazioni obbligatorie per gli esercenti. Le Slot e le VLT non potranno più essere ospitate in contesti non idonei; la tendenza è quella di favorire sale dedicate, facilmente controllabili e dotate di tecnologie all'avanguardia per il monitoraggio del comportamento dei giocatori. Durante il 2025, diversi tavoli tecnici hanno lavorato per definire le caratteristiche di questi 'punti vendita certificati', che dovrebbero diventare il pilastro della nuova rete retail italiana.

La discussione in Conferenza Unificata dovrà necessariamente sciogliere il nodo dei distanziometri. La proposta in esame cercherà di armonizzare le distanze minime dai luoghi sensibili, come scuole e centri giovanili, cercando un compromesso tra le istanze proibizioniste di alcuni enti locali e la necessità di non espellere il gioco legale dai centri urbani. L'esperienza degli anni passati ha infatti dimostrato che restrizioni troppo severe finiscono spesso per favorire il ritorno dell'illegalità, lasciando i soggetti vulnerabili nelle mani della criminalità organizzata. Il Ministero dell'Interno e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) hanno più volte ribadito che la presenza del presidio legale è la prima forma di tutela del cittadino.

Parallelamente alla questione urbanistica, il decreto affronta il tema tecnologico. Le nuove generazioni di apparecchi da intrattenimento dovranno integrare sistemi di riconoscimento dell'identità tramite Carta d'Identità Elettronica o SPID, rendendo impossibile l'accesso ai minori di 18 anni e permettendo l'auto-esclusione del giocatore in caso di necessità. Questo salto tecnologico, già avviato nel 2024 per il gioco a distanza, diventa ora obbligatorio anche per il fisico. Le Regioni, dal canto loro, premono per avere una maggiore partecipazione alla quota del gettito erariale, da destinare a fondi per la cura delle dipendenze e a campagne di sensibilizzazione sul territorio.

L'appuntamento del 10 aprile a Roma non è solo un atto formale, ma il culmine di una visione strategica che mira a rendere l'Italia un modello d'eccellenza nella regolamentazione del gioco pubblico. Gli operatori di settore, dalle grandi concessionarie ai piccoli gestori di quartiere, guardano a questo incontro con un misto di speranza e apprensione. Una mancata intesa in Conferenza Unificata rischierebbe di far slittare ulteriormente una riforma attesa da anni, prolungando uno stato di stallo che non giova a nessuno. Se invece, come auspicato dai vertici del Governo, si dovesse raggiungere il via libera, si aprirebbe una nuova era per le sale slot e i punti gioco in tutto il territorio nazionale. La stabilizzazione del quadro normativo permetterebbe finalmente il lancio dei nuovi bandi di gara per le concessioni, garantendo entrate certe per lo Stato e una cornice di legalità invalicabile per il mercato.

In conclusione, il decreto che verrà esaminato venerdì prossimo rappresenta l'ultimo tassello del mosaico del riordino. Dopo aver normato il digitale, è giunto il momento di dare dignità e regole chiare a chi opera quotidianamente nelle strade e nelle piazze italiane. La sfida della Conferenza Unificata sarà quella di bilanciare il diritto d'impresa, le esigenze di bilancio e, soprattutto, il dovere etico di proteggere la comunità, in un equilibrio delicato che segnerà il volto del gioco fisico in Italia per il prossimo decennio.

Pubblicato Domenica, 05 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 05 Aprile 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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