Il panorama normativo italiano relativo alla comunicazione dei giochi pubblici sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da tensioni tra la rigidità delle leggi esistenti e l'esplosione incontrollata dei nuovi canali di comunicazione digitale. In questo contesto, il 11 Maggio 2026, il Sindacato Totoricevitori Sportivi (STS) ha preso una posizione netta rispondendo ufficialmente alla chiamata dell'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Al centro del dibattito vi è la pubblicazione delle nuove Linee Guida e del Codice di condotta per gli influencer, un documento che mira a regolamentare la trasparenza e la responsabilità di chi detiene grandi platee di follower sui social media, ma che per il settore del gioco assume una rilevanza critica a causa del divieto assoluto introdotto nel 2018 dal Decreto Dignità.
La nota diffusa dal Sindacato Totoricevitori Sportivi mette in luce una ferita ancora aperta nel settore del gioco legale in Italia. Secondo l'organizzazione, mentre i punti vendita fisici e gli operatori autorizzati dal MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono soggetti a restrizioni draconiane che impediscono qualsiasi forma di promozione, lo spazio digitale è diventato un terreno di caccia per i cosiddetti tipster. Questi soggetti, operando spesso in zone grigie della legalità, utilizzano piattaforme come Instagram, Telegram e TikTok per fornire consigli sulle scommesse che, sotto le spoglie di una presunta attività informativa, nascondono strategie pubblicitarie aggressive finalizzate alla conversione dei follower in utenti attivi su specifiche piattaforme di gioco, non sempre regolarmente licenziate nel territorio italiano.
Il paradosso denunciato da STS è evidente: il Decreto Dignità, nato con l'intento lodevole di contrastare la ludopatia e proteggere le fasce deboli della popolazione, ha finito per creare una asimmetria competitiva insostenibile. Gli operatori legali, che garantiscono presidio territoriale e legalità, sono silenziati, mentre il web pullula di contenuti promozionali non regolamentati che spesso sfuggono ai radar delle autorità. La partecipazione di STS alla consultazione pubblica indetta dall'AGCOM non è quindi solo un atto formale, ma un tentativo di ristabilire un equilibrio di mercato e di protezione sociale. Il sindacato ha trasmesso un contributo scritto dettagliato, chiedendo contestualmente un'audizione per esporre dal vivo le criticità vissute quotidianamente dai ricevitori sul campo.
L'attenzione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni verso il fenomeno degli influencer riflette una consapevolezza crescente dei rischi legati ai nuovi media. Le linee guida stabiliscono che i divieti pubblicitari validi per i media tradizionali si applicano integralmente anche ai contenuti social. Tuttavia, l'applicazione pratica di queste norme risulta complessa a causa della natura fluida del web. Per questa ragione, l'AGCOM ha previsto un atto specifico dedicato alle campagne di comunicazione contro il gioco d'azzardo patologico. Il sindacato STS sostiene con forza questa iniziativa, ma sottolinea come la vera lotta alla ludopatia passi anche attraverso la valorizzazione del circuito legale e fisico, l'unico in grado di monitorare direttamente il comportamento del giocatore e prevenire eccessi pericolosi.
Un punto cardine della denuncia di STS riguarda la remunerazione dei tipster. Molti di questi influencer guadagnano somme ingenti attraverso contratti di affiliazione basati sul numero di iscritti o sulle perdite dei giocatori presentati. Tale pratica, definita immorale e potenzialmente illegale alla luce del divieto di pubblicità, rappresenta una distorsione del mercato che danneggia l'erario pubblico e la sicurezza dei consumatori. La richiesta indirizzata all'Autorità guidata da Giacomo Lasorella è quella di un intervento deciso che non si limiti a sanzioni isolate, ma che definisca una volta per tutte il confine tra informazione statistica e promozione occulta.

